Passa ai contenuti principali

Gaufres de Liège...



...o, naturalmente (trattandosi di ricetta belga, la definizione bipartisan è d'obbligo), Luikse wafels. Simpatico paese, il Belgio, dove ho studiato per un po' di tempo, e per un altro po' ho pensato anche di lavorare, prima che la vita mi portasse da tutt'altra parte. Il sole si vede forse anche meno che in Germania, e per compensare gli abitanti hanno elaborato tutta una serie di ricette pesantissime. Alle carbonnades flamandes e simili delizie per amanti della carne rinuncio abbastanza volentieri, ma i dolci...meritano.
Per la buona riuscita del dolce, ci vuole il parelsuiker, o zucchero in perle: che si trova solo in Belgio, non ci sono santi. Tuttavia, se proprio uno non ha voglia di fare il viaggio, vi garantisco che l'uso di una granella che non si sciolga (qui, il cosiddetto Hagelzucker). Leggenda vuole che a inventare la gaufre sia stato, nel Settecento, il cuoco personale del principe Goffredo di Liegi, al quale il boss aveva richiesto una creazione che prevedesse, per l'appunto, lo zucchero in perle. Il tentativo di una pasta brioche con all'interno questo zucchero, miscelato all'impasto, conquistò il principe, e da allora il dolce si diffusa non soltanto nella regione di Liegi ma in tutto il regno. Le gaufres de Liège - o loro cugine - ogni tanto si vedono in giro anche a Palermo, in alcuni bar, col nome di vàffel (o uàffel, per chi vuol far l'americano): dove, in modo kamikaze (perché il dolcetto già di per sé non è leggerissimo) vengono arricchite con gelato, Nutella, panna o tutte e tre le cose, senza neanche la scusa del clima rigido...
La ricetta proviene dalla famiglia Tulkens-Verhaegens, che aveva inserito molte specialità locali sul proprio sito che adesso non è più in rete, e vi garantirà circa 8-10 ottime wafels, dipende da quanto grandi le volete. Vi serviranno due recipienti per due impasti. Il primo prevede:
  • 20 g. di lievito di birra fresco o una bustina di quello secco;
  • 1/4 di tazza di acqua tiepida;
  • 125 g. farina 00 (#405);
  • 15 g. zucchero semolatao;
  • 1 uovo grande;
  • 75 ml. di latte tiepido.
Sciogliamo il lievito nell'acqua insieme allo zucchero e a un cucchiaio di farina e lasciamo riposare 5 minuti; poi aggiungiamo questa miscela alla farina e impastiamo insieme con l'uovo ed il latte. Il tutto dovrà riposare in luogo tiepido circa un'ora, finché sarà raddoppiato o addirittura triplicato di volume. Nel frattempo prepariamo il secondo impasto, utilizzando
  • 120 g. di burro a temperatura ambiente;
  • 100 g. di farina 00 (#405);
  • 2 bustine di zucchero vanigliato;
  • 1/2 cucchiaino di lievito in polvere per dolci;
  • un pizzico di sale;
  • 90 g. di zucchero in grani (parelsuiker, sucre perlé),
Trascorso il tempo di lievitazione del primo impasto, lo si unisce al secondo, lavorandolo (con un mixer e le fruste a spirale è molto più semplice) finché non si stacca dalle pareti del recipiente lasciandolo pulito. A cucchiaiate (non si attacca!), l'impasto ottenuto si cuoce nell'apposito utensile, il gaufrier, già caldo.
L'ultima volta, mi sono permessa di aggiungere delle gocce di cioccolato...e non me ne sono pentita!

Commenti

  1. Ciao! Navigando alla ricerca di ricette per fare le gaufres, mi sono imbattuta in questa tua che m'ispira molto, e vorrei provare a riprodurla. Solo vorrei chiederti, 2 bustine di zucchero vanigliato equivalgono a quanti grammi? Qui lo zucchero vanigliato si trova in buste da 100 o 150 g, ora non ricordo, e 2 di quelle credo che siano decisamente troppe...
    E ancora una cosa: il sucre perlé, a detta di una mia collega belga, qui da noi non si trova... cambia molto se non ce lo metto?
    Grazie per le tue risposte, ciao!

    RispondiElimina
  2. Queste sono meravigliose! Le ho fatte seguendo alla lettera la tua ricetta, il sucre perlé l'ho sostituito con la granella di zucchero che si trova da noi, mettendola proprio alla fine, e tutto sommato s'è comportata bene. Deliziosamente profumate, riempiono la bocca di sapore!

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Paste svizzere

Vado in Italia? E allora non può mancare! Parlo della ricetta antica, che arriva a voi direttamente da zia Elisabetta. Stavolta abbiamo pensato di rifare queste paste, che non so che rapporto abbiano con la Svizzera, ma così erano chiamate a Caltabellotta, provincia di Agrigento, al tempo di Colapesce: anzi, paste suizzere, con la u. Si preparavano nel forno a legna, ma anche in quello di casa hanno un'ottima riuscita. Non seguite la tentazione di cuocerle negli stampini monoporzione: rispetto a quello "moderno" dei muffins, l'impasto è più pesante, non cuocerebbe bene e vi lascerebbe delusi. La zia mi ha dato la dose per un chilo di farina, ma se non siete titolari di casa-famiglia o economi del convento, vi consiglio almeno di dimezzarla: già con 500 g. ne ottengo davvero tante, per cui sentitevi liberi di dimezzare anche le quantità che vi indico io. 500 g. di farina 00 (#405); 2 uova; 300 ml. di latte; 20 g. di ammoniaca per dolci; un pizzico di bicarbonato; 70 g. di s…

Biscotto materano da latte

Dunque io torno dalla Grecia con un chilo di biscotti greci del panificio grecissimo, con lo scopo di combattere le nostalgie, approfondire lo studio della produzione locale (a scopo pirateria, si capisce), e poter contare su un lungo periodo di pausa impastamenti...
...e come se ne spunta Herr Doktor-doktor?
"Sono meglio i tuoi... questi non si inzuppano".
Inutile spiegare che si trattava di un altro genere, altro tipo di frolla, probabilmente anche altra funzione... il criterio era quello. Il cielo ti renda merito, rispondo io: me ne toccheranno di più! Peró a questo punto il problema di reperire i biscotti da inzuppare, in un momento di pochissima voglia e tempo di farli,  eccolo di ritorno.  Ho fatto una scoperta: i biscotti da latte, in Germania, non esistono. Esistono i frollini, di tutti i tipi e forme; ma non sono quelli. Esistono i biscotti bio denominati Familienkekse, da famiglia, e dev'essere la famiglia dei Puffi, perché ogni biscotto è grande quanto una mo…

"Pasticciotti" natalizi

Auguri a tutti! Buon anno!!!
In questo momento scrivo dall'Italia, causa feste, e pertanto sto facendo incetta di ricette natalizie sìcule. Il 2009 voglio aprirlo con una "chicca", lo squisito pasticciotto ripieno di conserva di zucca, cioccolato e cannella...Ci spostiamo in provincia di Agrigento, a Caltabellotta, dove la ricetta si tramanda di generazione in generazione e la leggenda racconta di memorabili infornate di pasticciotti realizzate da mia nonna e da sua sorella. Certo che dovevano avere il loro fascino, quei tempi oscuri, con il tempo scandito dai ritmi dell'agricoltura e delle feste comandate, ed un Natale da preparare senza televisione e strepiti vari, cioè senza lasciarsi suggerire - o meglio imporre - da quattro imbecilli seduti intorno al tavolo di un Consiglio d'amministrazione cosa pensare, cosa disporre, cosa comprare e via discorrendo. Niente stress, e tranquille sedute di Weihnachtsbaeckerei che accomunavano (e continuano ad accomunare) prof…