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"Biscotti di famiglia" romagnoli

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Questi devo averli copiati dalla stessa fonte dei precedenti; la ricetta si trova sullo stesso foglietto. Nel frattempo li avrò fatti e rifatti un sacco di volte perché sono buonissimi! Assomigliano molto a dei biscotti che trovo descritti sull'Artusi di mia madre, forse più o meno sono la stessa cosa. In ogni caso: se non li conoscete, provateli! La pietra d'inciampo: azzeccare lo spessore giusto per garantire la cottura perfetta. Sono biscottinispessi, ma devono pure cuocersi all'interno. Farina 00, 250 gZucchero a velo, 50 gBurro, 70 gAmmoniaca, 4 gZucchero vanigliato, 10 gLatte, 100-110 ml (diceva "mezzo bicchiere", se il bicchiere è da 250 però la cosa non funziona: occhio!)Un pizzico di sale Lavorare in ciotola. Mescolare la farina con lo zucchero a velo, quello vanigliato e il sale, ed intriderla con il burro: è un piccolo quantitativo, ma lo stesso contribuirà alla friabilità della frolla.  Fare una fontana e versare il latte in cui si sarà sciolta l'…

Biscottini di Novara, alias Pavesini (però buoni)

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Lungi da me voler essere superficiale, lo sappiamo che non è la stessa cosa, che il biscotto di Novara ha una sua tradizione, un produttore storico che si chiama Camporelli eccetera eccetera, però a me pare proprio lui, il Pavesino: e non è mica un'offesa, perché, dei Pavesini, i biscotti di Novara devono essere i nobili antenati. Buoni, e leggeri per quanto possano esserlo dei biscotti, perché si preparano con uova, zucchero, farina e basta come diceva la pubblicità. A me i Pavesini non sono mai piaciuti, anzi mi sono sempre sembrati qualcosa a metà tra il cibo da ospedale, il polistirolo espanso e il biscotto per il canarino, ma quelli fatti in casa sono più buoni, quindi non solo li faccio volentieri ma ve li raccomando pure. L'unica è che non mi ricordo più dove trovai, ai tempi, la ricetta, copiata su un foglietto insieme ad altre cose (il che, analizzato scientificamente, rivela che doveva trattarsi di un libro consultato a casa di qualcuno).
La dose è per tre uova, ma …

Coulants alla mela

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Questo dolcetto appartiene alla categoria delle mono-porzioni da servire tiepide e nasconde, di conseguenza, un cuore cremoso, al quale le foto non rendono merito. Il lettore però, sapendo che qui da me c'è poco da cercare in fatto di arte fotografica, vorrà fidarsi e provare perché si tratta di un'ottima alternativa al classico tortino caldo al cioccolato. Liberissimi poi di metterci il tocco del maestro e servire ogni porzione con salsa alla vaniglia o un ciuffo di panna... impiegherete molto di più a montarla che a preparare i tortini - promesso - se utilizzate la composta di mele pronta. A me piace quella fatta in casa, ma sono gusti, e non va via più di mezz'ora. La ricetta mi viene da Eryn folle cuisine.
Queste dosi sono per quattro porzioni. Si parte da 140 g. di composta di mele, pronta o preparata in casa facendo stufare una grossa mela a pezzetti con pochissima acqua e poi frullandola col mixer.Burro, 50 g.Una presa di cannella (che sarebbe opzionale secondo Herr…

Cookies friabili con pepite di cioccolato

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La parola cookies non sarebbe proprio corretta perché questi biscotti sono croccanti, e hanno nulla del cookie tradizionale all'americana. Tanto, americani non sono, la ricetta mi viene da Yumélisee mi è subito piaciuta per la squisitezza del risultato e la facilità di esecuzione.  Con queste dosi vi ritroverete con una ventina di bei biscotti che vi rallegreranno il risveglio. Però attenzione ad usare del cioccolato di ottima qualità, altrimenti il complesso dei sapori perde molto.  Il tipo di zucchero bruno che ci vorrebbe in questo caso è la cassonade, che sarebbe lo zucchero di barbabietola. Se non ce l'avete visto che è roba diffusissima in area nordeuropea, ma forse non molto al Sud, usate zucchero di canna e buonanotte ai suonatori, anche se non so quanto questo possa incidere sul sapore perché non l'ho provato. farina 00, 180 g.lievito per dolci, 1/2 bustina alias 8 g.un pizzico di salezucchero bruno di barbabietola, 100 g. burro morbido, 60 g.1 uovo1 bustina di zu…

Crème caramel lieve lieve

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E buongiorno, e buon anno a tutti. Un pochino tardi per dire "buon anno", visto che gennaio ormai è arrivato più che a metà. Si cucina poco, e si arranca tanto di qua e di là come accade a chi sta per cambiare lavoro e combatte tra mille sensazioni contrarie! Di qui la mia lentezza nel pubblicare, che sta diventando proverbiale come pure la mia scarsissima pazienza nel fare le foto ai dolci. Mi si perdoni il paragone: fossero foto osé, probabilmente ritrarrebbero gente seduta al gabinetto. Cambiando discorso visto che un blog di cucina non è il luogo più adatto per parlar di cessi, cerchiamo di ripartire con la lista della roba in attesa di pubblicazione, a cominciare da questo budino che sembra una crème caramel come mille altre, e invece ha una particolarità. Fatevi avanti col cucchiaino, e la scoprirete al primo assaggio: è leggerissimo, con consistenza di nuvoletta. Si prepara in pochissimo tempo e l'unico guaio è che, appunto perché è cosi angelico, ce ne vorrebbe …

La zuppa inglese e come la faccio io

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La zuppa inglese è una di quelle cose a cui uno non pensa, di solito, perché sembrano banali; niente ingredienti strani, niente comparsate alla televisione o sui libri di Quelli Che Contano se non in certe versioni rivisitate-decostruite-reinventate, nessuna necessità di forme e strumenti particolari. Il dolce da famiglia, tipo fine pranzo domenicale all'italiana.  A me il pranzo domenicale proprio non piace, e infatti lo sostituisco volentieri con la cena benedicendo mille volte, anche se in controtendenza rispetto alla maggioranza dei connazionali expat, il fatto di vivere a una distanza dall'Italia che mi mette al riparo dal rituale; ma la zuppa inglese sì! E la faccio spesso, specie a fine estate; ne ho dovute provare di ricette per trovare quella con la consistenza che dicevo io. Personalmente preferisco la versione tipica dell'Emilia Romagna - posto di gente che sa vivere e mangiare! - e questa vi passo come "la mia". Come sempre il rapporto effetto ottico…

Brownies col trucco

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Il brownie con l'ingrediente segreto è, secondo me, il più buono del mondo. Anche se l'ho scoperto di recente, e quasi per caso: un invito a pranzo, poco tempo per preparare roba ed egoistica necessità di rispettare certe misure dietetiche tipiche dell'autunno (e sì che le vacanze lasciano sempre l'unghiata). Nello stesso tempo, dato che all'amico ospite voglio bene e che è uno che per conto suo sa cucinare, mai mi sarei sognata di portare qualcosa "tanto per figura" e meno ancora un dolce di quelli che si vorrebbero leggeri: categoria che, lo sappiamo tutti, non esiste. O forse sì, e questa sarebbe l'eccezione che conferma la regola. Io non ho mai capito, personalmente, se il brownie mi piaccia o no; quello classico che s'appiccica ai denti, ai vestiti, al muso, spesso ai limiti dello stucchevole, rientrava quando stavo in USA tra i pochi dolci davanti a cui sono capace di dire: un pezzetto basta. Invece davanti a questa variante qui non ho il m…