Passa ai contenuti principali

Cosi di ficu


...ovvero, pasticcini ai fichi secchi, che a seconda della forma prendono anche il nome di cuddureddi, canestrini, o qualcosa di simile. La pasta è simile a quella dei pasticciotti, ma un po' meno friabile, e si prepara con:
  • 1 kg. di farina,
  • 270 gr. di strutto,
  • 250 g. di zucchero semolato,
  • 2 tuorli e 1 uovo intero,
  • 10 g. di ammoniaca per dolci,
  • 1 bustina di lievito vaniglinato in polvere,
  • latte quanto basta per ottenere una pasta piuttosto soda.

Il ripieno è composto di un chilo di fichi secchi tritati (con un mini-frullatore si ottiene un buon risultato), 100 g. tra mandorle e noci tostate, cannella, cioccolato, buccia d'arancia grattugiata, il tutto amalgamato con un paio di cucchiaiate di miele e un po' di Marsala. La pasta si stende in rettangoli, su ciascun rettangolo si mette un po' di ripieno modellato a cilindretto, e poi si ripiegano i bordi in modo da avvolgerlo quasi per intero; poi si dà al rotolino una forma a S o a semicerchio. I dolcetti si infornano a 180° fino a quando non sono dorati e poi, ancora tiepidi, si spolverano con abbondante zucchero a velo; altri preferiscono rivestirli di glassa.

Commenti

  1. Sei un mito mi sono guardata tutte le ricette della pasticceria siciliana... wowwwwww Complimenti!!, Data la tua bravura ti chiedo se puoi postare la ricetta delle ciambelle palermitane quelle che si gustano in spiaggia o colazione. Brava brava e ancor brava sopratutto perché posti ricette della vera tradizione

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Paste svizzere

Vado in Italia? E allora non può mancare! Parlo della ricetta antica, che arriva a voi direttamente da zia Elisabetta. Stavolta abbiamo pensato di rifare queste paste, che non so che rapporto abbiano con la Svizzera, ma così erano chiamate a Caltabellotta, provincia di Agrigento, al tempo di Colapesce: anzi, paste suizzere, con la u. Si preparavano nel forno a legna, ma anche in quello di casa hanno un'ottima riuscita. Non seguite la tentazione di cuocerle negli stampini monoporzione: rispetto a quello "moderno" dei muffins, l'impasto è più pesante, non cuocerebbe bene e vi lascerebbe delusi. La zia mi ha dato la dose per un chilo di farina, ma se non siete titolari di casa-famiglia o economi del convento, vi consiglio almeno di dimezzarla: già con 500 g. ne ottengo davvero tante, per cui sentitevi liberi di dimezzare anche le quantità che vi indico io. 500 g. di farina 00 (#405); 2 uova; 300 ml. di latte; 20 g. di ammoniaca per dolci; un pizzico di bicarbonato; 70 g. di s…

Biscotto materano da latte

Dunque io torno dalla Grecia con un chilo di biscotti greci del panificio grecissimo, con lo scopo di combattere le nostalgie, approfondire lo studio della produzione locale (a scopo pirateria, si capisce), e poter contare su un lungo periodo di pausa impastamenti...
...e come se ne spunta Herr Doktor-doktor?
"Sono meglio i tuoi... questi non si inzuppano".
Inutile spiegare che si trattava di un altro genere, altro tipo di frolla, probabilmente anche altra funzione... il criterio era quello. Il cielo ti renda merito, rispondo io: me ne toccheranno di più! Peró a questo punto il problema di reperire i biscotti da inzuppare, in un momento di pochissima voglia e tempo di farli,  eccolo di ritorno.  Ho fatto una scoperta: i biscotti da latte, in Germania, non esistono. Esistono i frollini, di tutti i tipi e forme; ma non sono quelli. Esistono i biscotti bio denominati Familienkekse, da famiglia, e dev'essere la famiglia dei Puffi, perché ogni biscotto è grande quanto una mo…

"Pasticciotti" natalizi

Auguri a tutti! Buon anno!!!
In questo momento scrivo dall'Italia, causa feste, e pertanto sto facendo incetta di ricette natalizie sìcule. Il 2009 voglio aprirlo con una "chicca", lo squisito pasticciotto ripieno di conserva di zucca, cioccolato e cannella...Ci spostiamo in provincia di Agrigento, a Caltabellotta, dove la ricetta si tramanda di generazione in generazione e la leggenda racconta di memorabili infornate di pasticciotti realizzate da mia nonna e da sua sorella. Certo che dovevano avere il loro fascino, quei tempi oscuri, con il tempo scandito dai ritmi dell'agricoltura e delle feste comandate, ed un Natale da preparare senza televisione e strepiti vari, cioè senza lasciarsi suggerire - o meglio imporre - da quattro imbecilli seduti intorno al tavolo di un Consiglio d'amministrazione cosa pensare, cosa disporre, cosa comprare e via discorrendo. Niente stress, e tranquille sedute di Weihnachtsbaeckerei che accomunavano (e continuano ad accomunare) prof…