Rosettes - Frittelle norvegesi


Sapete quelle frittelline quasi inconsistenti, che si fanno con gli attrezzini di metallo...Quegli attrezzini che ogni tanto si vedono alle fiere, con tanto di stand dimostrativo e degustazione sul posto, e che io personalmente avrei da un pezzo catalogato tra gli oggetti, per l'appunto, "da fiera": che sul momento danno l'impressione di essere quello che hai sempre cercato, insostituibile, e li compri, e poi una volta a casa ti accorgi che non servivano a niente e al primo tentativo di usarli si ribellano, cosa incomprensibile visto che in fiera era tutto così semplice...
Tutto questo avrei pensato se, in realtà, non conoscessi da un pezzo queste frittelle, ancora prima di sapere che pare siano di origine scandinava. Stampini da rosettes ne possedeva già mia nonna, che non era né svedese né norvegese...sicula era! Quindi ve li consiglio: specie in previsione del Carnevale. Si fanno con una pastella simile a quella delle crêpes, di cui circolano diverse varianti: la mia eccola qua:
  • 1 uovo;
  • 50 g. di farina 00 (#405);
  • 50 g. di farina di riso;
  • 100 g. di latte (anche di soia alla vaniglia);
  • vaniglia;
  • 2 cucchiai di succo d'arancia (optional).
E lo zucchero dov'è? Non c'è: anzi, vietato aggiungerne, come per qualsiasi tipo di lievito, altrimenti la pastella si attaccherà inesorabilmente agli stampini provocando un disastro e tante parolacce da parte vostra.
Finita la pastella riscaldiamo dell'olio di semi in un tegame. Appena pronto, vi immergiamo lo stampino. Niente paura: c'è un manico fatto apposta per consentirci di prenderlo senza rischiare di terminare la merenda al pronto soccorso. Pochi secondi nell'olio caldo, poi facciamo sgocciolare quello in eccesso e immergiamo lo stampino nella pastella, ma solo fino all'orlo, importantissimo! Solo adesso possiamo rimetterlo nell'olio, e se l'operazione sara' fatta bene, vedremo che la frittella si apre e si stacca da sola.
Alla vostra fantasia il resto: zucchero a velo oppure, come nella foto, una colata di miele aromatizzato con cannella.
Queste frittelle vanno via come le patatine, una tira l'altra, il problema è solo che friggerle ad una ad una è noiosissimo: non dite che non vi avevo avvisati.

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