Fatti i Krumiri, che sono tra i suoi preferiti e che vi "racconto" tra breve, restavano dei bianchi d'uovo che non mi andava di buttare via, e allora ho recuperato la ricetta dei Fortune Cookies, che viene dritta dritta da un ricettario consultato a San Francisco-Chinatown. Siccome le altre ricette non mi interessavano, la imparai a memoria, e uscita dal negozio la copiai su un foglietto e da lì giunge fino a voi. Se c'è un cinese che legge non si senta preso in giro... io adoro la Cina, la cultura cinese, la cucina cinese, qualcuno dice che sto assumendo pure io un aspetto cinese, e così non potrei che dirgli ni hao e benvenuto sul mio blog.
Questi biscottini sono facilissimi da preparare ma infernali quando si tratta di dare loro la caratteristica forma. La piegatura del biscottino della fortuna fu inventata, secondo me, a titolo di punizione per i rei di ribellione all'Imperatore o altre colpe di speciale gravità. Infatti, perché non si rompano, devono essere caldissimi, e può essere che si chiamino biscotti della fortuna perché, se uno non si brucia, è davvero fortunato. Io stasera ho risolto con dei guanti di gomma da chirurgo, ma ho lasciato perdere gli ultimi senza piegarli, tanto in California le bakeries di Chinatown li vendevano anche "piatti".
Secondo alcune fonti, Confucio ebbe a dire un giorno: "Se non li sai piegare, perché non te li compri?" Semplice... perché quelli che si trovano qui non mi piacciono come quelli sino-californiani, che la ricetta rispecchia, invece, abbastanza bene.
- 125 g. di farina 00;
- 90 g. di zucchero;
- Vaniglia (1 cucchiaio di estratto o 1 bustina di zucchero vanigliato);
- 25 g. di burro o 4 cucchiai di olio vegetale;
- 3 cucchiai di farina di riso;
- 3 albumi;
- 4 cucchiai di acqua.
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