Baklava

Qui siamo proprio su un altro livello! Il dessert più famoso della Grecia (e anche della Turchia, notissimo a Berlino dove la comunità turca è la più grande d'Europa) è molto, ma molto diverso dalla pappa d'avena quanto a valori energetici, non fosse perché prevede un'accoppiata da quelle parti vincente: frutta secca e sciroppo al miele...
Ieri avevo in frigo della pasta phyllo avanzata, che andava utilizzata prima che si seccasse e fosse da buttare: e allora ne ho fatto baklava, che a compenso del contenuto di zuccheri è, almeno, dolce facile e che non sporca niente.
  • 50 g. di burro;
  • 1/2 tazza di pistacchi non salati, macinati;
  • 1/2 tazza di mandorle macinate;
  • 1 tazza di noci macinate;
  • 2 cucchiai di fruttosio (o 3 di zucchero);
  • 1 cucchiaino di cannella;
  • 1/2 cucchiaino di chiodi di garofano macinato;
  • 225 g. di pasta phyllo o yüfka (la versione turca);
  • 2 cucchiai di miele;
  • 2 cucchiaini di succo di limone;
  • 1 bicchiere scarso di acqua;
  • la punta di un cucchiaino di semini di vaniglia o un pezzetto di stecca di vaniglia.
Per preparare il ripieno mescoliamo in un recipiente la frutta secca tritata, lo zucchero, la cannella e i chiodi di garofano. Avrete intuito che l'originale greco non prevede il fruttosio, ma lo zucchero... ma il fruttosio ha un potere dolcificante superiore (che permette di utilizzarne minori quantità) e alcuni vantaggi per la salute rispetto al saccarosio, per cui se non devo utilizzarlo in impasti, non lo disdegno: e non sentirete la differenza. Poi dividiamo la pasta phyllo in due metà uguali, senza separare i fogli fino al momento di utilizzarli. Lasciamo fondere il burro e poi iniziamo ad assemblare il dolce: in uno stampo possibilmente usa e getta (altrimenti foderato con carta forno) stendiamo il primo foglio di pasta, spennelliamo con burro e sovrapponiamo un altro foglio procedendo così fino ad esaurire la prima metà della pasta; stendiamo uniformemente il ripieno di noci e copriamo con il resto della pasta, sempre ungendo i singoli fogli. Con un coltello affilato tagliamo la superficie del dolce in quadratini e poi mettiamo in forno caldo a 220º per 5-7 minuti, riducendo la temperatura a 180º per altri 20.
Nel frattempo prepariamo lo sciroppo utilizzando il miele e il succo di limone sciolti nell'acqua, con l'aggiunta dei semini di vaniglia oppure del baccello inciso, lasciando sobbollire il liquido per 8-10 minuti. Potete anche preparare maggiori quantità di sciroppo - a me non piace troppo quando inzuppa del tutto la baklava, ma in Grecia è proprio così che la si serve: "giulebbata". Non appena il dolce è pronto, vi versiamo sopra uniformemente lo sciroppo e lasciamo raffreddare. Prima di servire, i segni sulla superficie aiuteranno a porzionare la baklava che, in presenza di ospiti, potrà fare la sua figura in pirottini di carta, a mo' di pasticcini.

Commenti

  1. Adoriamo la frutta secca e questo dolce ha insieme tutti ingredienti che ci piacciono troppissimo!
    una fettina sarebbe il masimo...trooopo buona!
    baci baci

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Biscotto materano da latte

Giammelle d'uova, alias: savoiardo giulianese

"Pasticciotti" natalizi