domenica 6 dicembre 2009

Sandhäufchen


Il nome significa mucchietti di sabbia ed è dovuto alla particolare consistenza di questo biscottino, che può considerarsi uno dei rappresentanti principali della categoria dei sablés. In casa mia i Sandhäufchen durano poco e il loro esaurimento è causa di maritali crisi d'astinenza nei primi due giorni. L'obiezione che la soluzione per farli durare di più sarebbe consumarne pochi alla volta non sembra essere convincente.
Nella foto vedete sullo sfondo un Adventskalendar- il calendario dei primi 24 giorni di dicembre munito di porticine o sportellini: aprendone una ogni giorno si trova una sorpresina. Nell'Italia del Nord (ma Nord davvero, genere Trentino) mi è capitato di vederne, dalle mie parti invece mai, almeno finora. In questo qui al posto delle porticine ci sono scatolette di latta e ciascuna contiene un tipo diverso di té o infuso di frutta. Oggi c'era il té nero alla mandorla!
Ma torniamo ai nostri biscottini, che sono semplicissimi e super-disciplinati, basta una ciotola capiente ed è fatta. Si preparano impastando una pasta frolla con
  • 200 g. di burro;
  • 200 g. di amido per dolci;
  • 50 g. di farina 00 (#405);
  • 80 g. di zucchero a velo;
  • semini di una stecca di vaniglia.
La frolla è morbida e non si appiccica alle mani. Prendendola in piccole porzioni, le posizioniamo sulla teglia senza curarci della forma, che anzi dev'essere irregolare: altrimenti che mucchietti di sabbia sono? Riscaldiamo il forno a 190º e lasciamo cuocere i biscotti per un quarto d'ora sul secondo ripiano a partire dal basso.
Ben chiusi si conserverebbero a lungo, naturalmente fuori dalla portata di familiari famelici.

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