Tortillas de harina

In California la cucina messicana va fortissimo: non c'è quasi occasione in cui non compaia per antipasto una bella tazza di guacamole in cui intingere roba. A San Francisco ho imparato a conoscere varie messicanerìe al ristorante, e poi ho cominciato a cercare d'imparare qualcosa comprando libri: e meno male, perché al rientro in Europa non è la stessa cosa... è come cercare la pizza a Londra e trovare quella con l'ananas e l'uovo sodo.
Ieri sera, per l'appunto, cena messicana: funestata da quel film malefico di cui vi raccontavo nel post precedente. Che ci posso fare: sono una sempliciona che si impressiona facilmente, e nemmeno il genere mi dice molto - sono fan sfegatata di Alberto Sordi, Carlo Verdone, tutt'altra cosa. Nel contesto s'inserivano le tortillas: questa volta ho scelto di preparare quelle morbide di farina bianca, che non sono ricetta per animi sensibili, in quanto tra gli ingredienti compare una certa cosa... Lo scoprirete presto, andiamo al sodo.
Per otto tortillas medie:
  • 250 g. di farina 0 (#550);
  • 1 cucchiaino di sale;
  • 175 ml. d'acqua;
  • 35 g. di strutto.
Eccolo: è lui, lo strutto. Ci vuole, come nella piadina romagnola: con la margarina o il burro il risultato non è quello. Comunque sarà sempre più salutare delle tortillas di produzione industriale: anche perché la ricetta è di esecuzione semplicissima. Basterà mescolare farina e sale e spezzettarvi dentro quell'altra cosa lì. Poi cominciare ad impastare aggiungendo l'acqua gradualmente: la pasta sarà appiccicosa ed usare un mixer con le fruste a gancio o l'impastatrice vi aiuterà. Se necessario aggiungete un po' d'acqua o utilizzatene un po' meno in relazione a quanto assorbe la farina che usate: dovrete ottenere una palla di pasta liscia e morbida. Copritela con un panno e lasciatela riposare per un'ora e mezza.
Al momento di preparare le tortillas trasferite l'impasto su un piano ben infarinato e dividetelo in sei-otto palline. Spianatele con il mattarello, anche questo ben infarinato,facendo "girare" le porzioni man mano che le spianate per ottenere dei dischi di forma più o meno regolare. Cuoceteli su una padella (meglio quella per crêpes) ben calda per una ventina di secondi per lato: attenzione a non esagerare, perché altrimenti diventeranno, interamente o in parte, croccanti e saranno buone lo stesso, ma sarà più difficile utilizzarle per avvolgervi i vari ripieni. Portatele in tavola, se possibile, dentro ad un contenitore di terracotta col coperchio (che io non ho, come potete vedere...), per mantenerle calde e fare "atmosfera"!

Commenti

Post popolari in questo blog

Biscotto materano da latte

Giammelle d'uova, alias: savoiardo giulianese

"Pasticciotti" natalizi