Le fette biscottate

Ragazzi degli anni Ottanta: ve li ricordate i tempi in cui la parola merenda significava: fette biscottate con la Nutella? Io sì, anche perché, nell'epoca beata in cui non correvo dietro all'apporto nutrizionale di un acino d'uva, ero capace di farne fuori un mezzo pacco.
Recentemente ho scoperto che le fette della marca più nota sulle tavole degli italiani non mi piacciono più: col passare del tempo e dopo che ne sono state elaborate tante varianti, mi sembra che diventino sempre più sottili e inconsistenti. Infatti erano ottime quelle ai cereali, con i semi interi, che adesso però fortunato chi ne trova uno, e quelle integrali che di integrale secondo me hanno poco, visto che adesso si distinguono a stento dalla versione originale di farina bianca.
Allora sono passata alle fette integrali di una marca "triste" che produce roba dietetica, ma anch'essa molto diffusa. Appunto: tristi. Sapevano di pollaio.
In Germania, nell'ambito delle fette biscottate vanno forte le Brandt, solo che a leggere gli ingredienti mi è caduto il coraggio, da quanti oli vari e zucchero contenevano. Avevo trovato un po' di pace con le marche del supermercato biologico, fino all'incontro magico - in Italia - con le fette alle nocciole e malto del Baule Volante.
Ebbene, il supermercato sotto casa ha praticamente tutti i prodotti bio che si trovano in Italia, anzi la maggior parte sono prodotti proprio lì, e che cosa manca?
Le fette del Baule Volante.
A questo punto metto in pratica l'antica tecnica cinese: osserva, studia, copia. E ho copiato. Ora, di solito non inserisco mai ricette al primo tentativo, a meno di non essere molto contenta del risultato, e posso dirvi con estrema soddisfazione che questo è il caso! Sono partita dalla descrizione che una lettrice di Chefkoch.de ha fornito della ricetta con cui sua nonna preparava le Zwieback, confrontata con le informazioni che potevo ricavare dall'etichetta delle fette italiane, e adesso penso davvero di poter raccomandarle a tutti quelli che vogliono provare ad autoprodurre le fette biscottate e aggirare così un bel po' di grassi industriali e altre robine poco chiare. Ecco qui quanto vi serve per preparare l'equivalente di un pacco da trenta fette.
  • 500 g. di farina 0/Manitoba (#550);
  • 20 g. di lievito fresco;
  • 4 cucchiaini (ca 10 g.) di pasta acida essiccata;
  • 250 ml. di latte o acqua, tiepida;
  • un buon pizzico di sale;
  • 30 g. di fruttosio o zucchero;
  • 50 g. di burro o margarina;
  • 1 cucchiaio abbondante di malto;
  • mandorle, nocciole, uvetta (facoltativo).
Variante 1 (farro e farina integrale con nocciole; otterrete fette assai leggere e friabili): utilizzare
  • 300 g. di farina 0,
  • 160 g. di farina di farro,
  • 40 g. di farina di grano integrale,
  • 30 g. di burro + 20 g. di margarina (al posto dei 50 di burro);
  • un pugno di nocciole intere.
Variante 2 (fette integrali con uvetta): utilizzare
  • 250 g. di farina 0,
  • 250 g. di farina di grano integrale,
  • 30 g. di burro + 20 g. di margarina (al posto dei 50 di burro);
  • due cucchiai di uvetta passa reidratata in un po' di liquore.
Variante 3 (fette integrali rustiche): utilizzare
  • 250 g. di farina 0,
  • 250 g. di farina di grano integrale,
  • 3 cucchiaini di melassa (al posto del malto).
Si impasta con gli ingredienti una pasta non troppo molle, cominciando come sempre dallo sciogliere il lievito nel latte con il malto: lasciamo che si attivi per cinque minuti circa e poi versiamo il liquido sulla farina miscelata con il sale, lo zucchero e la pasta acida essiccata (ottima quella della BioVegan). Continuiamo ad impastare con il burro a pezzetti e poi mettiamo l'impasto a lievitare per un'ora e mezza circa.
Dopo di che, lo dividiamo in due, reimpastiamo brevemente (questo è il momento di aggiungere, se si vuole, mandorle, nocciole o uvetta), formiamo due filoni e li sistemiamo in due stampi da plum-cake unti ed infarinati. Altre due ore di lievitazione e quando il volume dei pani sarà più che raddoppiato, andranno in forno a 150º a cuocere lentamente fino a doratura.
È meglio preparare i pani di sera, perché tanto, a questo punto, non c'è più niente da fare: non possono essere affettati subito. Preparateli e andate a godervi un meritato riposo. L'indomani, tagliate le forme di pane a fette da un centimetro: operazione questa, come tutte quelle che seguiranno, ad alto potenziale briciolistico, e pertanto da effettuarsi con la massima circospezione e su un bel po' di tovaglioli, se come me siete fissati con l'odio per i residui. Mettete le fette su una griglia e via in forno a 150º per cinque minuti da un lato e cinque dall'altro. Poi spegnete il forno e lasciatele perdere per qualche ora.
Quando saranno fredde potrete conservarle in una scatola ermetica. Il barattolino del miele che vedete in foto non è solo decorativo: è un suggerimento, perché ci vanno a nozze!

Commenti

Post popolari in questo blog

Biscotto materano da latte

Giammelle d'uova, alias: savoiardo giulianese

"Pasticciotti" natalizi