Biscotti di Monreale


Sempre detto: fossi vissuta nell'antica Sicilia, diciamo duecento anni fa, forse anche cento, probabilmente mi sarei fatta monaca; non si tratta di vocazione tardiva o repressa... ma sapete quei tempi in cui c'era poca scelta e il rischio di finire "malmaritata" con marito manesco, oppure "zitella in casa", magari per un pettegolezzo rovina-reputazione. Insomma ai tempi di Santuzza, quella di Cavalleria Rusticana: "e questi occhi non hanno pianto nemmeno quando hanno visto Turiddu Macca che m'ha tolto l'onore, andare dalla gnà Lola vostra moglie!" . Mamma che nervi. Ecco, a quei tempi là, meglio monaca: magari, per carattere, avrei potuto incorrere in qualche guaio con la gerarchia, ma in generale si trattava di garanzia sicura d'imparare a leggere, scrivere, essere relativamente indipendenti per rapporto all'epoca e avere a disposizione libri (va bé, dottrinali, ma meglio che niente), farina e zucchero... insomma quello che serviva a me. Sì, perché le monache facevano anche i dolci. Come quelle di San Castrenze, monastero benedettino di Monreale (PA), note per i loro biscottoni ad S con i ghirigori di glassa sopra. Oggi il biscotto di Monreale è molto apprezzato tra i prodotti tipici siciliani.
Un sacchetto di biscotti me l'ha portato l'anno scorso la mia amica Olga dall'Italia; ed eccoli "taroccati" per voi. Sono ben vicini all'originale e con questa dose, ne otterrete una quarantina, buoni per far scorta per un po', senza contare il vantaggio di evitare, in caso di curiosità improvvisa, di fare il viaggio fino a Monreale per farvi un'idea (poi, magari, volendo approfondire e magari vedere anche i mosaici...).
  • 500 g. di farina 00 (#405);
  • 100 g. di zucchero;
  • 100 g. di strutto;
  • 150 g. di latte;
  • 2 bustine di vaniglia;
  • 10 g. di ammoniaca;
  • 1 tuorlo d'uovo; conservare l'albume per la glassa!
  • 100 g. di zucchero a velo;
  • 1 cucchiaino di succo di limone.
Fare la fontana con la farina miscelata all'ammoniaca e alla vaniglia (pazienza la puzza, si compenseranno a vicenda!), versare al centro lo strutto a pezzetti e il tuorlo, e iniziare ad impastare aggiungendo piano piano il latte. Lavorare fino ad ottenere una pasta compatta (meglio non usare impastatrici o andare a velocità assai moderata, per evitare eccessivo sviluppo di glutine che poi la rende difficile da maneggiare), lasciarla riposare per mezz'ora avvolta in cellophane e poi prelevarne porzioni da sagomare a bastoncini e poi a S. Le anse devono essere ben marcate, perché altrimenti in cottura la forma si perderebbe.
Preriscaldare il forno a 200º e lasciare cuocere i biscotti per 10-15 minuti; devono scurirsi abbastanza ed essere croccanti. Lasciarli raffreddare su una griglia e poi decorarli con ghirigori di glassa all'albume, preparata sbattendo con la forchetta lo zucchero a velo, qualche cucchiaiata di albume ed il succo di limone (deve risultare un composto denso, che si asciugherà presto una volta utilizzato e resterà lucido e compatto). La glassa è assolutamente necessaria, nonostante non serve rivestire completamente i biscotti, perché il loro sapore risulta proprio dall'equilibrio tra la pasta, che non è particolarmente dolce, e lo zucchero della decorazione!
I biscotti di Monreale sono perfetti per colazione e molto adatti ad essere conservati a lungo: anzi, dopo qualche giorno di riposo sono ancora più buoni. Mio marito, a parte gli esperimenti scientifici che fa per mestiere, ne ha portati avanti altri spalmandoli di marmellata, cioccolato e altra roba. A me piacciono nature. A voi la scelta!

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