Şekerpare

Oggi vi porto ancora una volta in quel di Kreuzberg a conoscere altri pasticcini turchi: i Şekerpare, cioè "bocconcini allo zucchero". No, niente paura, non sono fatti di zucchero e basta: il nome si riferisce all'immancabile sciroppo di cui sono imbevuti, come tanti altri dolci levantini. Può fare una certa impressione, a pensarci, ma all'assaggio vi sembrerà un elemento naturalissimo, specialmente perché la pasta frolla dei pasticcini non è per niente zuccherata e quindi lo sciroppo... compensa. Sono dolcetti delicati e dal sottile profumo di agrumi, comodissimi da preparare per ospiti perché hanno bisogno di essere confezionati con un certo anticipo.
Poiché condizione essenziale per la riuscita è che lo sciroppo freddo sia versato sui bocconcini appena tolti dal forno, bisognerà cominciare proprio da lì. Niente di più semplice: portate ad ebollizione (questa dose, come quelle degli ingredienti che seguono, si riferisce ad un "obiettivo" di una ventina di pasticcini);
  • 300 g. di zucchero;
  • 300 g. di acqua;
  • succo di un limone,
e poi... adesso viene il bello: vi ho già raccontato che spesso le ricette turche passate da mamme e zie si basano su criteri di misurazione altamente empirici, croce e delizia di chi vuole riprodurre le ricette. In questo caso, le mie varie fonti raccomandano di contare fino a trecento a partire dal momento dell'ebollizione. Funziona! In alternativa, calcolate circa cinque minuti...
Sistemata la faccenda dello sciroppo, occupiamoci dei biscotti. Impasteremo una frolla morbida con
  • 150 g. di farina 00 (#405);
  • 80 g. di burro freddo;
  • 1 uovo;
  • 2 cucchiai colmi di semolino fine;
  • 1 bustina di vanillina;
  • 1 cucchiai0 di amido di grano;
  • 1 cucchiain0 di buccia d'arancia grattugiata.
Tenete da parte, inoltre, una ventina di nocciole o mandorle intere (serviranno per decorare). A me i 150 g. di farina sono bastati allo scopo, che è quello di ottenere una pasta facile da modellare che non si appiccichi alle mani, ma le fonti forniscono dosi indicative, come "partire da 150, aggiungere fino a 250 circa". Attenzione, quindi, alla capacità di assorbimento della farina che usate. Con l'impasto si formano delle palline da decorare ciascuna con una nocciola o una mandorla, premendola bene per evitare che poi si stacchi, e cuocere in forno caldo a 180º fio a doratura (ci vorrà un quarto d'ora circa). Appena usciti dal forno, i biscotti vanno irrorati con lo sciroppo da versare senza pietà, e lasciati riposare. Dopo qualche ora potremo pungerli con uno stecchino sulla base, perché assorbano il resto del liquido. La cosa migliore è prepararli di sera perché saranno pronti dopo una notte di "riposo". Si mangiano così come sono in accompagnamento al caffé (mokka), ma stanno benissimo, secondo me (soluzione che mi sono inventata sabato sera, così dal nulla) con un cucchiaio di yoghurt bianco a "contorno"!

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