
Appunto, la prima volta che l'ho assaggiato in una certa torta è stata una delusione pazzesca: non capivo proprio perché tanti andassero pazzi per quella che mi sembrava proprio una torta con i torsoli di lattuga. Poi l'ho provato altre volte e mi ha convinta di più: si vede che il "supporto" era realizzato meglio e il rabarbaro stesso meglio condito. Qualcuno mi ha poi raccomandato con entusiasmo la composta di rabarbaro e spiegato come prepararla, e quella mi è piaciuta, tanto che adesso, non appena è comparso in giro lo strambo ingrediente, me lo sono subito procurato. La composta è infatti leggerissima e rinfrescante e si accompagna benissimo allo yoghurt, al gelato o, come nella foto, alla panna, ma può essere gustata anche da sola. Oltretutto la sua preparazione è molto semplice: basta mondare i gambi di rabarbaro - quanti, decidete voi! - pelandoli, come si fa con il sedano, tagliarli a tocchetti e metterli in un pentolino con un po' d'acqua - quanto basta perché non si attacchino, ma senza coprirli completamente - e un cucchiaio di zucchero per ogni gambo, più alcune fragole o pezzetti di banana e la punta di un cucchiaino di semini di vaniglia. Questi frutti compensano, infatti, il sapore acidulo del rabarbaro. Si porta ad ebollizione e poi si toglie immediatamente dal fuoco, perché altrimenti il rabarbaro si disfa in men che non si dica, e si aggiunge un cucchiaio raso d'amido o fecola diluito in un po' d'acqua come legante, mescolando finché non si addensa, e si profuma con un po' di liquore: benissimo il liquore di lamponi o quello all'arancia.
Per noi italiani richiede un po' di fiducia... ma val la pena di provarla!
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