I dorayaki invece ho imparato a farli in America, ma... peccato: ho visto che compaiono su molti siti e blog di cucina anche in lingua italiana. Io però ve li "spiego" lo stesso, perché sono buoni e nonostante la dolcezza della farcitura, molto leggeri perché il kasutera, cioè l'impasto, è praticamente uguale al pan di Spagna. E per i nostalgici, vi dico anche che sì, pure quelli si vedono nei cartoni animati, solo che stavolta, invece che in Kiss me Licia, li trovate in Doraemon.
Sono facili che più non si può, non serve nemmeno il forno, e a parte il ripieno - che comunque potete variare - gli ingredienti li avete di sicuro in casa...quindi vanno benissimo per improvvisare una merenda.
- 100 g. di farina 00 (#405);
- 2 uova;
- 1/2 cucchiaino di lievito per dolci;
- 50 g. di zucchero;
- 1 cucchiaio di miele;
- 2 cucchiai d'acqua.
A questo proposito: una risposta sincera o una fusion? La risposta sincera è che ci vuole l'anko: la marmellata di fagioli di soia rossa, nota al mondo vegetariano e vegan. E ci sta bene: benissimo. L'unico dettaglio che non mi trova favorevole è che l'anko, almeno quella made in Japan che compro, è molto, ma molto dolce, e ai miei gusti risulta stucchevole: inconveniente che si può risolvere preparandola in casa con i fagioli azuki, che ormai si trovano dappertutto, acqua e zucchero, con il procedimento per le normali marmellate. Personalmente non ne ho voglia e preferisco usarne poca, ma trovarla pronta! Se invece l'anko vi sembra troppo esotica, va benissimo anche la marmellata di fragola o ciliegia. Qualcuno dice anche la Nutella, ma - boh, a me pare di produrre un mostro come la pizza all'ananas e tacchino, che qui in Germania mi assicurano buonissima ma... può ancora chiamarsi pizza, e peggio ancora, typisch Italienisch?
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