Per dare un'idea, assomigliano ai pasticcini detti ericini. Ancora una volta la ricetta è di mia zia Elisabetta che mi dice che le cucchiceddi venivano preparate a Sciacca, in provincia di Agrigento; non so cosa significhi il nome, forse ha a che fare con la forma a conchiglia.
Io però ho ridotto un poco il quantitativo dello zucchero: la ricetta della zia prevede un tant pour tant - fifty-fifty in rapporto alle mandorle - ma assaggiando ho visto che erano già dolcissimi ben prima di raggiungere questa proporzione, e considerando il ripieno di marmellata, ho pensato di fermarmi lì evitando quelle dosi assassine.
- 200 g. di mandorle macinate a farina, senza buccia;
- Buccia grattugiata di un limone;
- Una bustina di vanillina;
- 25 g. di farina 00 (#405);
- 150 g. di zucchero (zia Elisabetta dice: 200 g., o 150 di zucchero e un cucchiaio di miele);
- Acqua per impastare;
- Marmellata di zucca, cedro, arancia, o due di esse mescolate in pari quantità;
- Cioccolato da copertura (circa 100 g.).
Con questa pasta si modellano, con le mani o con lo stampo, delle forme di conchiglia, nella cui cavità si mette un cucchiaino colmo di marmellata. Quelli della foto contengono zuccata mista a marmellata d'arancia - non quella amara! -: il cedro, che pure ci fa la sua figura, qui è introvabile, ma mi ripropongo di provarlo in Italia. Si richiude con altro impasto e si mettono le conchiglie a cuocere in forno caldo a 180º fino a doratura. Una volta tiepide, potete glassarle con il cioccolato.
Solo 25 gr di farina?????? Li rifacciooooooo!
RispondiEliminasì sì... la zia non raccomanda altro! certo sono, come dire, nutrienti...
RispondiEliminaSembrano buonissimi , li provo !
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