Passa ai contenuti principali

Le piparelle

Viene l'inverno e uno ripensa al mare, e sembra impossibile che fino a due mesi fa - solo due! - si potesse circolare in abiti leggeri e con gli occhiali da sole. Almeno così appare la situazione vista da qui, dove ormai il sole ci ha dato appuntamento per una data ancora da destinarsi. Appunto pensando all'estate, mi ritornava in mente la nostra vacanza di quest'anno all'isola di Salina, dove tra le altre piacevolezze abbiamo conosciuto i biscotti piparelle, tipici della provincia di Messina.
Conosciuto per modo di dire, perché in realtà si trovano con altri nomi anche nella Sicilia occidentale e fanno parte di quei dolci cosiddetti di riposto, cioè secchi, a base preferibilmente di mandorle, che si preparavano per "riporli", per l'appunto, in modo tale da offrirli in caso di visite inaspettate. Per trovare questi biscotti ed altri tipici eoliani, il mostro sacro è la pasticceria Cosi Duci di Malfa; se poi vi trovate in un altro posticino piccolissimo che si chiama Rinella, frazione di Leni, non perdetevi quelli preparati da Paola del bar Pa.pe.rò. E chi non abita a Malfa ma ha finito quelli portati come souvenir? Va a comprarli al supermercato, come ho fatto io, per portarseli in Germania, e prende la fregatura, come l'ho presa io perché con quelli "giusti" non c'entravano niente.
Ora di recente, proprio per quel motivo climatico che vi dicevo, mi è venuta una serie di scalmane per i biscotti del Sud, e mi sono messa a studiare seriamente per riprodurre le piparelle. Ovviamente è una di quelle ricette che sono diverse da famiglia a famiglia, ma con questa qui ce l'ho fatta: sono loro o almeno quanto di più simile a quelli che ho assaggiato io. Sono, in fondo, i cugini meridionali dei cantuccini toscani e dei tozzetti laziali: esistono ricette che prevedono l'uovo, come quella dei tozzetti, o che ne fanno a meno, come si fa per i cantuccini ma io ho preferito usarlo per ottenere maggiore friabilità: i biscotti di Salina, infatti, non erano durissimi.
Allora, si fa in fretta:
  • 500 g. di farina 00 (#405);
  • 100 g. di zucchero;
  • 120 g. di miele;
  • 150 g. di mandorle intere;
  • 50 g. di strutto;
  • 2 uova;
  • 8 g. di bicarbonato;
  • la punta di un cucchiaino di ammoniaca;
  • un pizzico di sale;
  • 4 chiodi di garofano macinati;
  • 2 cucchiaini circa di buccia di limone grattugiata ;
  • 2 cucchiaini circa di buccia di arancia grattugiata;
  • semi di mezzo baccello di vaniglia;
  • un cucchiaino raso di cannella in polvere;
  • 4 cucchiaini di cacao;
  • 1/2 cucchiaino di pepe macinato
  • 1/2 bicchiere di Marsala o Malvasia;
  • latte per impastare.
Si impasta una pasta frolla con tutti gli ingredienti, bagnando con del latte se l'impasto dovesse risultare troppo duro e aggiungendo per ultime le mandorle, da distribuire in modo più uniforme possibile. Probabilmente il risultato vi sembrerà appiccicoso: niente paura, è "colpa" del miele, basta infarinare bene il piano e le mani prima dell'ultima lavorazione, che consiste nel formare dei filoni - larghi 3-4 centimetri, ma anche meno se volete biscottini piccoli come ho fatto io - da cuocere a 160º finché non sono dorati. Attenzione che siano ancora morbidi: vanno tolti dal forno e lasciati intiepidire quanto basta per tagliarli a fettine. Queste vanno rimesse in forno per cinque minuti ancora, come le fette biscottate, e poi lasciati ancora per una ventina di minuti in forno spento perché si asciughino bene senza bruciarsi.
Sono contentissima di questi biscottini... peccato che manchi la bottiglia di Malvasia (volendo la trovo, ma qui costa come petrolio greggio)!

Commenti

  1. Molto bella questa ricetta.Ma, pizzicano ,visto che è presente il pepe?Si può anche non mettere?
    Sei stata molto brava!
    Anch'io nel mio blog ho fatto una ricetta simile,qui da noi questi dolcini si chiamano "pezzetti".
    Un bacio e felice domenica
    Raffa

    RispondiElimina
  2. no, non pizzicano: se uno lo mette (ma si può tranquillamente evitare, io se non ce l'ho faccio a meno) è compunque talmente poco, il pepe, che serve solo per il nome! ciao!

    RispondiElimina
  3. Che buoni che devono essere!!!E chissà che profumo per casa...Favolosi!!!Un angolo di Sicilia in Germania :D

    RispondiElimina
  4. Non c'era Natale della mia infanzia , in cui i miei nonni, venendo da Milazzo (ME) non portavano in regalo una bella scorta di questi biscottini.Bravissima, proverò a copiarti la ricetta e ti dirò.Buon fine settimana,Roby

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Paste svizzere

Vado in Italia? E allora non può mancare! Parlo della ricetta antica, che arriva a voi direttamente da zia Elisabetta. Stavolta abbiamo pensato di rifare queste paste, che non so che rapporto abbiano con la Svizzera, ma così erano chiamate a Caltabellotta, provincia di Agrigento, al tempo di Colapesce: anzi, paste suizzere, con la u. Si preparavano nel forno a legna, ma anche in quello di casa hanno un'ottima riuscita. Non seguite la tentazione di cuocerle negli stampini monoporzione: rispetto a quello "moderno" dei muffins, l'impasto è più pesante, non cuocerebbe bene e vi lascerebbe delusi. La zia mi ha dato la dose per un chilo di farina, ma se non siete titolari di casa-famiglia o economi del convento, vi consiglio almeno di dimezzarla: già con 500 g. ne ottengo davvero tante, per cui sentitevi liberi di dimezzare anche le quantità che vi indico io. 500 g. di farina 00 (#405); 2 uova; 300 ml. di latte; 20 g. di ammoniaca per dolci; un pizzico di bicarbonato; 70 g. di s…

Biscotto materano da latte

Dunque io torno dalla Grecia con un chilo di biscotti greci del panificio grecissimo, con lo scopo di combattere le nostalgie, approfondire lo studio della produzione locale (a scopo pirateria, si capisce), e poter contare su un lungo periodo di pausa impastamenti...
...e come se ne spunta Herr Doktor-doktor?
"Sono meglio i tuoi... questi non si inzuppano".
Inutile spiegare che si trattava di un altro genere, altro tipo di frolla, probabilmente anche altra funzione... il criterio era quello. Il cielo ti renda merito, rispondo io: me ne toccheranno di più! Peró a questo punto il problema di reperire i biscotti da inzuppare, in un momento di pochissima voglia e tempo di farli,  eccolo di ritorno.  Ho fatto una scoperta: i biscotti da latte, in Germania, non esistono. Esistono i frollini, di tutti i tipi e forme; ma non sono quelli. Esistono i biscotti bio denominati Familienkekse, da famiglia, e dev'essere la famiglia dei Puffi, perché ogni biscotto è grande quanto una mo…

"Pasticciotti" natalizi

Auguri a tutti! Buon anno!!!
In questo momento scrivo dall'Italia, causa feste, e pertanto sto facendo incetta di ricette natalizie sìcule. Il 2009 voglio aprirlo con una "chicca", lo squisito pasticciotto ripieno di conserva di zucca, cioccolato e cannella...Ci spostiamo in provincia di Agrigento, a Caltabellotta, dove la ricetta si tramanda di generazione in generazione e la leggenda racconta di memorabili infornate di pasticciotti realizzate da mia nonna e da sua sorella. Certo che dovevano avere il loro fascino, quei tempi oscuri, con il tempo scandito dai ritmi dell'agricoltura e delle feste comandate, ed un Natale da preparare senza televisione e strepiti vari, cioè senza lasciarsi suggerire - o meglio imporre - da quattro imbecilli seduti intorno al tavolo di un Consiglio d'amministrazione cosa pensare, cosa disporre, cosa comprare e via discorrendo. Niente stress, e tranquille sedute di Weihnachtsbaeckerei che accomunavano (e continuano ad accomunare) prof…