lunedì 10 gennaio 2011

Paste svizzere

Vado in Italia? E allora non può mancare! Parlo della ricetta antica, che arriva a voi direttamente da zia Elisabetta. Stavolta abbiamo pensato di rifare queste paste, che non so che rapporto abbiano con la Svizzera, ma così erano chiamate a Caltabellotta, provincia di Agrigento, al tempo di Colapesce: anzi, paste suizzere, con la u. Si preparavano nel forno a legna, ma anche in quello di casa hanno un'ottima riuscita. Non seguite la tentazione di cuocerle negli stampini monoporzione: rispetto a quello "moderno" dei muffins, l'impasto è più pesante, non cuocerebbe bene e vi lascerebbe delusi.
La zia mi ha dato la dose per un chilo di farina, ma se non siete titolari di casa-famiglia o economi del convento, vi consiglio almeno di dimezzarla: già con 500 g. ne ottengo davvero tante, per cui sentitevi liberi di dimezzare anche le quantità che vi indico io.
  • 500 g. di farina 00 (#405);
  • 2 uova;
  • 300 ml. di latte;
  • 20 g. di ammoniaca per dolci;
  • un pizzico di bicarbonato;
  • 70 g. di strutto ammorbidito;
  • 170 g. di zucchero;
  • un pizzico di sale.

Sbattere le uova intere con lo zucchero finché non sono chiare e spumose e poi aggiungere a poco a poco lo strutto, il latte e la farina setacciata con l'ammoniaca, il sale e il bicarbonato. L'impasto sarà molle; prelevatelo a cucchiaiate e porzionatelo sulla teglia rivestita di carta forno. Cuocete a 180° per almeno venti minuti, finché le paste non sono ben dorate. Lasciatele raffreddare completamente, poi tagliate una calotta dalla parte superiore e farcitele con crema di latte, crema pasticciera o crema di ricotta: io ho utilizzato una crema di latte bianco-mangiare alla siciliana, preparata con

  • 500 ml. di latte;
  • 80 g. di zucchero;
  • 50 g. di amido di grano;
  • un pezzetto di buccia di limone;
  • semi di vaniglia;
  • un cucchiaio di cioccolato fondente a pezzetti, da aggiungersi alla crema quando è fredda.

Spolverate con abbondante zucchero a velo aromatizzato con cannella e servite a temperatura ambiente. Se restano delle paste, sono buone anche da sole, da inzuppare, o a colazione, spalmate di marmellata!

5 commenti:

  1. Hanno un aspetto così delizioso! Non le conoscevo, segno la tua ricetta, ciao!

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  2. Mia cara, ho letto la ricetta precedente e non ho trovato la farina che poi menzioni nel procedimento... quanta ce ne va?
    Baci e buon rientro!

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  3. Che belle!! Bravissima, complimenti per questa ricetta e per il tuo bel blog.
    Baci , Sandra

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  4. Sei bravissima,mi sto copiando tante tue ricette,una meglio dell'altra........le devo fare!!!!!!

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