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Torta spagnola di mandorle (Tarta de Santiago)



Ci sono due modi di affontare le tavolate natalizie e non so quale sia il vostro. Uno è la modalità Muoia Sansone e tutti i Filistei. Si tratta di passare allegramente da una tavolata all'altra - nella mia famiglia, fatta di gente comunque assai morigerata, ho visto cinque persone finire un panettone in un quarto d'ora - e pazienza se poi ci vuole la magnesia San Pellegrino a palate. Questo atteggiamento di solito si trascina dietro propositi di grande baldanza: "dall'Epifania in poi, tutti a dieta!" e la lagna "no sai, perché ci sentiamo appesantiti..." davanti all'idea di mettere sotto i denti foss'anche uno spicchio d'arancia. Poi c'è l'altra modalità, quella detta della mamma Rocca, si guarda ma non si tocca. Prevede il minimo del coinvolgimento in cenoni e pranzoni e l'assunzione dei vari pandori in quantità controllatissima da fare invidia a un asceta indiano. Si attua o quando si è matti, o quando si è talmente golosi da non ammettere di poter rinunciare "dopo l'Epifania" al biscottino o al comfort food preferito. E questo è il mio caso.
E non paga: perché tanto, i due chili annunciati da tutti i telegiornali, me li sono buscati lo stesso. Ma siccome, per l'appunto, non riesco a rinunciare al dolcetto finesettimanale, dovevo tirar fuori qualcosa che fosse il più semplice possibile, pochi grassi, niente farina... e la torta spagnola detta di san Giacomo, che poi sarebbe una notissima torta di mandorle faceva proprio al caso mio. Va bé, ci sono le mandorle e lo zucchero, ma neanche tanto, e poi le mandorle... fanno bene! Oltretutto è facile e incredibilmente sbrigativa. A Santiago de Compostela la preparano le monache; nelle famiglie c'è chi la prepara con le uova intere e chi separando tuorli e albumi a neve; c'è chi la preferisce con forro, cioè con la base di pasta frolla, e chi senza; io la preparo con gli albumi a neve, perché mi piace una consistenza più soffice, e sin forro, e ve la raccomando perché è buonissima. La foto vi mostra una torta preparata con metà dose in stampo da 18 cm.; se seguite la ricetta così come segue usatene uno da 26.
  • 6 uova M, separate;
  • 200 g. di zucchero a velo;
  • 1 cucchiaino di buccia d'arancia grattugiata;
  • 2 bustine di vanillina;
  • 1/2 cucchiaino di cannella;
  • 200 g. di mandorle spellate e macinate finemente;
  • zucchero a velo per spolverare.
Preriscaldate il forno a 175º e predisponete uno stampo apribile; montate gli albumi a neve con il sale e i tuorli con lo zucchero a velo. Aggiungete la buccia d'arancia, la vaniglia e la cannella e terminate con le mandorle e gli albumi a neve, alternandoli. Riempite lo stampo e via: la torta dovrà cuocere per 35 minuti. Appena intiepidita va spolverata di zucchero a velo, abbondante: e decorata con la cruz de Santiago. La forma? Eccovela qui. Scaricate, stampate e ritagliate su carta, poi attenti a tirarla su... fatto!

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