Rugelach

I Rugelach sono dolcetti tipici della tradizione ebraic0-americana e sono fatti con quella che anche in Italia è nota come "la sfoglia finta", cioè con un impasto a base di cream cheese di semplice e rapida lavorazione, ma che si scioglie in bocca... Volete un testimone? e io ce l'ho: Philip Roth, uno dei miei autori preferiti, specie quando ho nostalgia degli USA. Il suo romanzo Pastorale Americana inizia con una riunione di ex allievi di un liceo del New Jersey, diplomati nel 1950: alla fine ciascuno si porta a casa un ricordo della serata, una tazza da caffé (di quelle grandi per il caffé americano che gli italiani snobbano - tutti tranne me) pieno di rugelach,
"each a snail of sugar-dusted pastry dough, the cinnamon-lined chambers microscopically studded with midget raisins and chopped walnuts". Sul protagonista, Nathan Zuckerman, i dolcetti avranno lo stesso effetto che il sapore della madeleine su Proust...
La ricetta che uso io è quella della Williams-Sonoma, che fondamentalmente coincide con quella di Elizabeth Wolf-Cohen (New Jewish Cooking, Apple Press, 1994). Con queste dosi otterrete ventiquattro pasticcini.
  • 180 g. di farina 0 (# 550; le ricette indicano la all purpose e non la cake flour, che in Italia è la 00);
  • 1 cucchiaio 1/2 di zucchero;
  • un pizzico di sale;
  • 125 g. di Philadelphia o altro formaggio cremoso;
  • 125 g. di burro a pezzetti;
  • 30 g. di panna acida;
  • una bustina di vanillina.
Questi ingredienti vanno impastati rapidamente giusto finché non si combinano insieme; poi l'impasto, che sarà morbido e appiccicoso, andrà diviso in due porzioni uguali. Formeremo con esse due dischi di dieci centimetri di diametro, da avvolgere in pellicola e mettere in frigo almeno per un'ora e mezza o anche fino all'indomani.
Al momento di confezionare i pasticcini preriscaldiamo il forno a 190º e infariniamo bene la superficie di lavoro. Stendiamo ogni disco in una sfoglia di 25 cm di diametro e vi spalmiamo sopra il ripieno. Vi dico prima il "mio", quello della foto, che rappresenta una delle varianti più note (almond-raspberry rugelach):
  • 125 g. di marmellata di lamponi, unito a
  • 30 g. di mandorle macinate.
Terminata questa operazione bisogna dividere il disco di pasta in dodici spicchi e arrotolare ciascuno di essi a cornetto, partendo dalla "base". Mettiamo i cornetti sulla teglia rivestita e poi, a piacere, li spennelliamo con latte spolverandoli di zucchero e cannella per poi cuocerli per 20-25 minuti, finché non sono dorati.
Questo è invece il ripieno di cui parla Roth:
  • 80 g. di marmellata di albicocca;
  • 45 g. di uvetta sultanita;
  • 60 g. di noci pecan tostate e grossolanamente tritate.
In un contenitore ermetico potrete conservarli fino a 4 giorni.

Commenti

  1. Mia cara, queste ultime ricette sono tutte assolutamente poibitive per me... però voelvo dirti che spero di venire a Berlino in estate... ma tu ad agosto, ci sei?

    RispondiElimina
  2. Sei bravissima. Buon inizio settimana
    Mandi

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Biscotto materano da latte

Giammelle d'uova, alias: savoiardo giulianese

"Pasticciotti" natalizi