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Buccellati di Casteldaccia



...quest'anno con la glassa...

In un tempo lontano, ma forse mica poi tanto, lavoravo vicino alla cittadina di Casteldaccia, in provincia di Palermo: e lì ho conosciuto un dolcetto natalizio che è, strutturalmente, simile ad altri suoi cugini siciliani, come questi qui, ma ha una particolarità nel ripieno che lo rende straordinario. Si tratta, così mi fu definita, di marmellata di mandorla: e se volete sapere come si fa marmellata dalle mandorle, non avete che da leggere il seguito!
Questi sono gli ingredienti per una ventina di biscotti delle forme che vedete; saranno un po' meno se li farete rotondi, come li ho visti la prima volta. 

"Marmellata" di mandorle
  • 200 g. di mandorle macinate finemente;
  • 100 g. di melone bianco, del tipo noto come melone d'inverno, purceddu (in Sicilia), honeydew e dalle mie parti Honigmelone;
  • 50 g. circa d'acqua;
  • 100 g. di zucchero;
  • una bustina di zucchero vanigliato;
  • una presa di cannella.
Si taglia il melone a pezzetti e lo si fa stufare con l'acqua e lo zucchero; non appena si disfa, si aggiunge la farina di mandorle e si frulla tutto col minipimer; si lascia addensare un po', mescolando, e si aggiungono gli aromi. La marmellata si può completare con pezzetti di cioccolato, di zuccata, o con uvetta ammorbidita nel rhum, per poi essere usata come ripieno dei pasticcini fatti con questo tipo di pasta frolla (sicilianamente preparata con lo strutto, che garantisce una friabilità tutta speciale e al contempo facilità di stendere l'impasto):

  • 250 g. di farina 00 (#405);
  • 75 g. di strutto;
  • 75 g. di zucchero;
  • 5 g. di lievito per dolci;
  • 1/2 cucchiaino scarso d'ammoniaca;
  • una bustina di vanillina;
  • un pizzico di sale;
  • 60-70g. di latte per impastare.
Si inizia con l'intridere bene la farina, mista al lievito e alla vanillina, con lo strutto; con l'impastatrice ottengo questo risultato con qualche giro con la frusta K. Poi si aggiunge l'ammoniaca sciolta in un po' di latte; se lo zucchero è molto fine, genere Zefiro, potete aggiungerlo alla farina, altrimenti conviene scioglierlo nel resto del latte prima di incorporarlo. Se necessario, aggiungete dell'altro latte all'impasto - a cucchiaiate - per ottenere una massa morbida un pochino di più - ma solo un pochino - della normale pasta frolla. Avvolgete in pellicola e tenete in frigo per un'oretta prima di confezionare i pasticcini che si cuociono a 180 gradi per un quarto d'ora o comunque fino a doratura, a seconda di forma e dimensioni. 
La decorazione prevede, a regola d'arte, glassa di zucchero, di quella opaca, che si prepara con aggiunta di albumi; che io, non amandola alla follia, ho sostituito con zucchero a velo. Ma i diavolicchi colorati, quelli non possono mancare...

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