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Biscotti rustici da colazione

Ovvero, elogio dell'errore.
Uno che sia distratto come lo sono io non dovrebbe mettere mano in cucina, o per meglio dire non dovrebbe farlo se non in modo scanzonato e sportivo, pronto a farsi due risate quando poi i risultati non sono all'altezza della situazione, o quando combina guai. Come sempre, però, la sottoscritta rappresenta la sintesi di atteggiamenti inconciliabili, da una parte la pignoleria tecnica della serie facciamo che eravamo professionisti, e dall'altra la testa per aria. Sul piano pratico, finisce che davanti alle cose fatte così alla buona, "ce lo mangiamo lo stesso..." magari metto su un'aristocratica smorfia, ma la cosa non m'impedisce, specie in caso di stanchezza, di fare errori così cretini, ma così cretini, che l'ultimo studente dell'alberghiero mi piglierebbe in giro a vita.
Eppure ci sono errori che si rivelano delle vere scoperte: ne nascono ricette autonome che entrano a pieno titolo nell'archivio di casa. Una di queste storie ve l'ho già raccontata qui: i buonissimi biscotti scoperti preparando i koulourakia pasquali... col doppio dello zucchero. Questo è un altro caso. Sono così buoni, e adatti ad assorbire latte, caffé cioccolata e simili, che ormai non so quante volte è che li preparo; richiedono pochissimo tempo, nessun lavoro con le formine... e pure sono rimasti nella storia come i biscotti sbagliati.
La ricetta, infatti, è esattamente uguale a quella dei biscotti siciliani detti Umberto, con la differenza che vi è presente anche l'uovo. Aggiunto la prima volta, appunto, per distrazione.
Ve li raccomando: se avete pazienza con un impasto molto morbido, sarete ripagati da friabilità e "pucciabilità" davvero eccezionali. Il procedimento è un po' diverso da quello per gli Umberto, ma gli ingredienti sono quelli.
  • 250 g. di farina 00 (#405);
  • 70 g. di strutto;
  • 70 g. di zucchero;
  • 7 g. di ammoniaca;
  • 100 g. di latte intero;
  • 1 uovo M;
  • vaniglia o vanillina in bustina;
  • buccia grattugiata di limone.
  • Zucchero per spolverare.
 Fondamentale intridere bene la farina con lo strutto, perché non si sviluppi glutine. Dovrete ottenere una miscela sabbiosa simile alle mandorle macinate (qualcuno dice al parmigiano, ma a me proprio non piace e l'idea mi disgusta...). L'operazione, da fare in una larga ciotola, deve durare almeno cinque minuti. Poi si aggiungono lo zucchero e gli aromi, si fa la fontanella, sempre nella ciotola, e nel cratere andranno l'uovo ed il latte. Si incorpora senza impastare né mescolare, muovendo la massa dal basso verso l'alto e stringendola con il pugno. A questo punto mi starete maledicendo, perché l'impasto è appiccicoso. Niente paura; ripulita la mano, c'è solo da prelevare piccole porzioni con due cucchiai e rotolarle nello zucchero. Lasciare cadere su una teglia e cuocere a 180 gradi per 20 minuti circa (forno tiranno, comunque). I biscotti hanno la caratteristica di restare, se glielo consentite, morbidi; in alternativa. una volta intiepiditi, si possono rimettere, pardon, a biscottare in forno spento ancora per una decina di minuti.

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