La crema catalana



Sono stata recentemente a Barcelona. Ci andavo in congresso, e dell'apprendimento scientifico ha fatto parte anche un'imprevista scoperta: quello di crema catalana non è un concetto generale... e finora avevo chiamato sempre con questo nome qualcosa che non c'entra, e cioè la variante francese: questa.
E invece no: la crème brûlée si fa con la panna, e quella catalana, la crema cremada de Sant Josep, non sarebbe che un budino, normale che più non si può, con il latte; ma aromatizzata alla cannella.
Mica male, e non solo perché è così buona, ma anche perché la brûlée, dati gli ingredienti - e precisamente il rapporto panna-uova - al momento della preparazione fa venire una sensazione, come dire, d'imbarazzo; come ad esser sorpresi seduti al gabinetto, o con le mani nella marmellata, per dirla più elegante; il che non vuol dire che non la prepari lo stesso, perché chi se ne frega. 
Ma la versione catalana come alternativa resta uno schianto. La foto no, ma sopravviviamo lo stesso.

Per andare sul sicuro uso la ricetta di Mariona Quadrada, col video (qui). Con questa ricetta riescono 4 porzioni, Mariona nel video ne prepara la metà.

  • 500 ml. latte intero
  • 4 tuorli d'uovo
  • 4 cucchiai (80 g.) di zucchero
  • 2 cucchiai colmi di amido di mais (30 g.)
  • buccia di un limone, solo la parte gialla
  • due stecche di cannella.
Mettere il latte in infusione con la buccia del limone e la cannella.
Mentre si intiepidisce, mescolare i tuorli prima solo con lo zucchero e poi con l'amido: basta il cucchiaio di legno. Versarci sopra il latte (mai al contrario), ovviamente dopo avere tolto gli aromi.
Mettere sul fornello e fare addensare mescolando costantemente, a calore basso. Quando prende consistenza spegnere e allontanare dal fornello: non deve mai bollire. Lasciare raffreddare e mettere in frigo. Solo al momento di servire cospargere di zucchero e caramellare sotto al grill o con l'apposita torcia (a farlo troppo in anticipo, il caramello si scioglie!)


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