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Graham Crackers (di Re Artù)





Si parlava nell'articolo precedente di Starbucks... anzi ne parlavo romanticamente come di un luogo del cuore in cui anche oggi, ogni tanto, vado a rifugiarmi per sentirmi a casa; e non me ne vogliano quelli che invece, con sguardo più razionale e realista, lo considerano una specie di McDonalds del caffè. Il che si trascinerebbe dietro tutta una serie di discorsi sulla coerenza visto che io da McDonalds non ci vado nemmeno se cade il mondo, e dire che l'idea è americana pure quella.
Il fatto è che sono sbagliata io col mio carattere naturalmente eretico, incapace di fondamentalismi se non riguardo a pochissime cose: o, per lo meno, sbagliata per il mondo contemporaneo in cui il pensiero è bianco o nero, e sempre infervorato: o con noi, o contro di noi. E infatti, manco a dirlo, quella su McDonalds è la mia idea di quarantenne; devo confessare che a vent'anni, al primo apparire della catena in Italia, e quando ancora il mio rapporto con la carne e con il junk food era diverso, per un po' l'ho pensata diversamente.

Però se c'è una cosa degli Stati Uniti che mi manca perché non è semplice da trovare, sono i graham cracker. Si tratta di quei biscotti integrali alla cannella che si usano, tra l'altro, sbriciolati per fare da base ai (oh yes! maschile!) cheesecakes. Sarebbe un peccato usarli solo per questo, perché sono buonissimi anche da soli e molto leggeri. Assomigliano ai "miei" personali biscotti integrali che chiamo sicilianamente canigliotti (li trovate qui)
Si chiamano Graham da un certo Sylvester Graham, un predicatore del primo Ottocento. Lui sì che era un fondamentalista - portavoce d'una vera crociata contro l'uso della farina bianca, in quanto separare la crusca dal resto del chicco sarebbe, così andava predicando, contro il volere di Dio. Da qui il nome graham flour per indicare la farina integrale.
La ricetta è della King Arthur Flour che ha come sempre tutta la mia gratitudine... Risultano circa 35-40 biscotti a seconda delle dimensioni.
  • 113 g. di farina integrale
  • 120 g. di farina 00
  • 50 g. di zucchero
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 uovo L
  • 50 g. di olio dal sapore neutro
  • 85 g. di miele
  • 30 g. di latte
Uno dei motivi per amare le ricette americane è che sono pratiche. E rapide.
In questo caso: da un lato, contenitore uno: miscela di farine, zucchero, lievito, sale e cannella.
Dall'altro, contenitore due: olio, miele, uovo e 2 cucchiai di latte. 
Versare la miscela fluida sull'altra e mescolare fino a ottenere una massa abbastanza compatta. Eventualmente aggiungere un altro cucchiaio di latte, ma non dovrebbe essere necessario.
Avvolgere in pellicola e refrigerare per circa un'ora.
Stendere su una superficie infarinata e ritagliare a quadrato. Attenzione, appunto, all'infarinatura se volete staccare i crackers senza problemi per trasferirli sulla teglia. A piacere, spennellare di latte e spruzzare con zucchero e cannella; ma sono abbastanza dolci già così per via del miele, e... mi verrebbe da dire cannellosi, magari all'Accademia della Crusca piace.
Cuocere a 180 gradi per 15-20 minuti, o finché non si scuriscono leggermente (occhio, la farina integrale inganna). Trasferire su una griglia e lasciare raffreddare completamente. Conservare in un contenitore ermetico.



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