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Le paste di méliga


Le paste di méliga piemontesi sono le cugine dei crumiri. Anzi sui crumiri c'è una divergenza d'interpretazione circa la presenza della farina di mais, con due scuole di pensiero, quella di chi ce la vuole e quella di chi ne fa a meno. Invece le paste devono avercela, altrimenti non vale.
Andrebbero sagomate con la tasca da pasticceria, avendo a disposizione la necessaria pazienza. Altrimenti con le mani: all'antica. L'importante è che non siano piccine, ma belle robuste.
Detto questo, una parola sola: fatele!

La ricetta è di Davide Bugni, da Vivalafocaccia.
  • 200 g farina 00
  • 200 g farina di mais giallo (fioretto, quella fine)
  • 180 g di burro
  • 125 g di zucchero
  • 2 uova intere
  • 4 g di lievito per dolci
  • semi di vaniglia
  • 2 g di sale
Mescolare le due farine col lievito.
Montare burro e zucchero con la vaniglia; ottenuta una massa cremosa unire le uova (una alla volta) ed il sale.
Aggiungere la farina: sarà facilissimo ottenere una bella frolla che non si appiccica. Lasciarla riposare un'ora a temperatura ambiente e formate i biscotti. Bugni raccomanda il riposo in frigo per due ore se s'intende stendere una sfoglia da ritagliare, ma in altre occasioni sono riuscita a farlo lo stesso anche con l'impasto a temperatura ambiente; tanto la sfoglia dev'essere ben spessa (1 cm.) e non richiede che si faccia pressione. Forse non funzionerebbe ad altre latitudini e in altre stagioni, quindi regolarsi secondo coscienza!
Cuocere a 180 gradi per 20 minuti; 15 se le si preferisce più chiare. Io trovo che ben dorate queste paste diano il meglio di sé perché si sviluppa il profumo del burro caramellato. 
L'aggiunta di gocce di cioccolato all'impasto (nella foto se ne intravede una)è un optional sicuramente non tradizionale, ma assolutamente da raccomandare.

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