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Panna cotta con le amarene


La faccio così spesso che non mi so capacitare di non aver ancora inserito la ricetta. Non che sia una gran perdita per il mondo, visto che si tratta di un classico con mille varianti, ma giusto per completezza, e perché chissà... a qualcuno potrebbero essere capitate le mie stesse disavventure iniziali con questo dessert semplice che più non si può, ma con qualche aspetto traditore.

Le disavventure degne di Fantozzi furono, citate in ordine casuale: Panna cotta versione gomma, che a buttarla per terra rimbalza. Panna cotta castigata, versione no-dai-troppa-panna, e allora tanto vale che la chiamiamo con un altro nome, perché non è la stessa cosa. Panna cotta che si separa in due strati, e conseguenza: in privato, arrabbiatura, davanti a ospiti, si può sempre dire che è fatto apposta e giurare che si tratta di un metodo segretissimo, tutto personale. Per non parlare di quando ho seguito non so che guru - di quelli famosi - che sosteneva la necessità che almeno una parte della panna fosse semimontata e andasse incorporata al resto degli ingredienti una volta intiepiditi: se lo incontro...

La soluzione era arrivata dal forum di Pasticceria Extra, dove il maestro Leonardo Di Carlo rispondeva alle domande dei lettori. Qualcuno che aveva attraversato lo stesso calvario aveva tirato fuori il tema panna cotta, permettendo anche a me di togliermi le curiosità a proposito di quantità di gelatina, possibile "correzione" con del latte, presenza o assenza di zucchero (perché la panna cotta di per sé non è quasi dolce e lo diventa ad effetto dell'accompagnamento!). Il forum purtroppo non esiste più, e quindi mi sono affrettata ad annotare.

Con queste dosi riescono 4 budini.
  • 350 g. di panna
  • 150 g. di latte intero senza barare (ma si suppone che se uno ha voglia di panna cotta, non abbia interessi dietetici)
  • 40 g. di zucchero
  • semi di una bacca di vaniglia
  • da 6 a 8 g. massimo di gelatina in fogli o in grani.
Riscaldare latte e panna con lo zucchero e la vaniglia, badando che la miscela non raggiunga il bollore. Bisogna arrivare a 90 gradi, e raggiunta questa temperatura incorporare la gelatina, che, se è in fogli, andrà preventivamente ammollata e ben strizzata.
Versare negli stampi e mettere in frigo per almeno 3 ore.
La morte sua la fa con le amarene, specialmente se fatte in casa (quelle della foto sono amarene chiare, dette qui Glaskirschen e in Italia non lo so, perché quando ci stavo non le ho mai viste).




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