Krumiri #2





Ogni tanto capita: uno si annota una ricetta perché abbocca ad un preciso amo, e la ricetta non va.
Ed è subito bile, come dice il palermitano.
Nel mio caso si trattava dei krumiri di Casale Monferrato e l'amo era che la ricetta si presentava come presunta ottocentesca, annotata e provata anni fa con annessa arrabbiatura. Herr Dr.-Dr. in questi casi si stupisce, ed ha ragione, che una che normalmente sta a controllare punto per punto che le ricette abbiano almeno una parvenza "professionale" - se non altro per non fare cattivo sangue dopo di fronte al disastro e al tempo perso - poi non si accorga che... 
...che il quantitativo di burro proprio non va: troppo micragno per la dose di farina.

Trascorso il tempo necessario per digerire l'arrabbiatura, di recente ci ho riprovato, per cercare di capire dove stesse il problema. Risolto; così ci ritroviamo con dei krumiri ottimi, degnissimi di stare alla pari con la ricetta #1

Solo che, per l'appunto: chi dovesse imbattersi nella ricetta con 100 g. di burro, giri al largo, non somiglieranno per nulla ai biscotti in commercio (questi invece sì!) e nell'impastare (o cercare d'impastare) imprecherete in azero, swahili e tagalog. Chi invece dovesse beccare quella con le uova intere... diamine, l'albume nei krumiri c'entra come il cavolo a merenda perché ne risulta una friabilità completamente diversa. Sempre per restare in tema di bufale: una volta ho visto una ricetta in cui qualche matto parlava di Manitoba, come a dimenticare che Manitoba vuol dire glutine, e glutine vuol dire biscotto di marmo di Carrara.

Per 30 -35 biscotti a seconda della dimensione:

  • 200 g. di farina di mais;
  • 150 g. di farina 00 ; 
  • 120 g. di zucchero;
  • semi di vaniglia, 1 cucchiaino o 2 bustine di zucchero con vaniglia il cui peso è da sottrarre allo zucchero complessivo;
  • 150 g. di burro fuso
  • 3 tuorli 
  • un cucchiaio di miele
  • un cucchiaino di cacao amaro (non si sentirà; serve per colorare)
  • a piacere, pepite di cioccolato fondente
A proposito di vaniglia c'è da dire una cosa che adesso mi attirerà le ire dell'universo mondo.
I krumiri commerciali, inutile negarlo, utilizzano vanillina; e la differenza un po' si sente. Col permesso del portafogli si può utilizzare la vaniglia extralusso ovvero quella di Tahiti; ma... 12 euro a bacca, fa male. 
E io a casa ho tutto: la vaniglia extralusso utilizzata per aromatizzare zucchero (così si ammortizza il prezzo; le bacche sono molto carnose e si prestano alla grande a quest'uso) e anche la vanillina, espressamente portata dalla Grecia per fare i biscotti greci, che, quelli sì, davvero senza vanillina non hanno il sapore giusto. 
Finora, siamo vivi e in perfetta salute.

Detto questo, il lettore si organizzi come crede, l'importante è che impasti così:
- mescolare gli ingredienti asciutti a fontana
- versare al centro della fontana il burro fuso e intiepidito ed i tuorli
- impastare una frolla aggiungendo se necessario un po' di latte a cucchiaiate (1-2 cucchiai, ma dipende dalla farina).

Lasciare la pasta a temperatura ambiente per un'ora, avvolta in pellicola, e poi formare i biscotti a serpentello, rigarli e cuocere a 180 gradi per 15/20 minuti fino a che prendono un bel colore  ben dorato.

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