Apple-Rhubarb Pie



In Germania, signora mia, esistono ancora le mezze stagioni.
Eccome se esistono. Infatti, maggio, uno direbbe primavera - e se è anche nato in Sicilia, automaticamente "estate" - ma, almeno per quanto riguarda gli spunti per la preparazione dei dolci, è un periodo strano, ibrido.Non abbastanza inverno per quelli tutti crema panna e cioccolato, non abbastanza estate per quelli con frutta. Ci vuole ancora un po' di pazienza: tra poco ce ne sarà tantissima, ma per ora è il trionfo del rabarbaro, incontrastato. Infatti le fragole, sue fedelissime compagne, per il momento non sono interessanti: costose, e pallide per giunta, provenienti dalla Spagna o da coltivazione in serra - tanto vale aspettare.

Ma le mele ci sono, e con esse si può mettere insieme senza nemmeno troppo dispendio di energie un classico anglosassone, l'apple and rubare pie, rustico quanto volete ma tanto buono.
Per avere un pie esattamente come lo farebbe Nonna Papera, attenti a un paio di accorgimenti:
- la pasta, come tutte le brisées per questo tipo d prodotti, deve essere lavorata il meno possibile e lasciata in frigo per qualche ora prima dell'uso;
- le mele in questo caso devono essere dolci, per contrastare l'aspro del rabarbaro ; Jonagold o Golden faranno al caso nostro;
- lo zucchero di canna, se non c'è, pazienza; ma per quel certo je ne sais quoi che fa la differenza (nel nostro caso, un sentore di caramello) ci vuole!
Ricetta per uno stampo da pie da 20 cm.

Base

  • 210 g. di farina 00 per tutti gli usi (non miscele da torta)
  • 10 g. di zucchero (sì sì)
  • 3 g. di sale;
  • 120 g. di burro freddissimo
  • 30 g. di margarina freddissima
  • 80 ml. di acqua ghiacciata
Procedere come vi spiego qui, ché sono pigra e non ho voglia di ripetere...
Avvolgere in pellicola e mettere in frigo per 4-5 ore, o anche fino all'indomani.

Ripieno
  • 300 g. di rabarbaro
  • 2 mele piccole, di una varietà dolce e non eccessivamente succors
  • 100 g. di zucchero di canna (demerara)
  • 2 cucchiai di amido per dolci
  • semi di vaniglia
  • 30 g. di noci pecan a pezzetti
  • 1 cucchiaio di semolino fine 
Lavare e asciugare il rabarbaro (non vogliamo mica più liquidi del necessario, e quando c'è di mezzo il rabarbaro, il problema si pone). Tagliarlo a pezzetti di 1 cm. circa togliendo solo i fili più fastidiosi, ma senza raschiarlo del tutto. Sbucciare le mele e tagliarle a pezzetti di 1/2 cm. di spessore. Mettere la frutta in una ciotola, mescolarla allo zucchero, all'amido e alle noci pecan, aromatizzare con la vaniglia e mettere da parte per non più di 10 minuti (emergenza succo!)
Nel frattempo preparare lo stampo: foderare la base con i 2/3 della pasta brisée,  spargervi sopra il semolino e poi versare il ripieno. Stendere la pasta rimanente e con essa preparare una grata o un coperchio (in questo caso, però, incidere un disegnino che consenta al vapore di fuoruscire durante la cottura).
Lucidare la superficie con del latte e spargere ancora un po' di zucchero.
Cuocere in forno statico a 200 gradi per 20 minuti, nella parte bassa e con calore proveniente dal basso; poi a 175 gradi peri successivi 20 minuti.





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