Gâteau invisible alle mele e pere




Il gâteau invisible aux pommes et poires smentisce la regola che fidarsi è bene e non fidarsi è meglio, perché è da moltissimo tempo che la ricetta, inventata dall'autrice di un blog che si chiamava Eryn folle cuisine (dico si chiamava perché l'ultima ricetta pubblicata risale al 2010) impazza in Francia.
Ora, Eryn sembrava sapere il fatto suo, però se c'è una cosa che mi mette in sospetto sono le ricette che diventano, per usare un termine di moda, virali.
Questo un po' per connaturato spirito da lupo solitario, e un po' perché a seguire tendenze di massa mi è capitato di scoprire che alcune ricette oggetto dell'osanna generale, inclusa roba "d'autore",  facevano schifo o poco ci mancava, oppure lasciavano l'impressione di non essere poi questa gran scoperta. Tralascio gli esempi...

Quindi è proprio perché la curiosità mi mangiava viva, e avevo voglia di un dolce alle mele molto cremoso, che ho messo mano seriamente a questa ricetta. Ecco, in questo caso mi sbagliavo con l'istinto da lupo: è delicatissima e molto saporita, la frutta si fonde perfettamente con l'impasto, è un dolce adattissimo a fine pasto, e insomma tutto perfetto, se non che esiste una incompatibilità di base tra il gâteau invisible e lo stress da superlavoro, e io l'esemplare della foto credo che me lo ricorderò per un bel po' di tempo.

Questo perché le mele e le pere (a proposito, chi voglia può utilizzare anche solo mele, il sapore cambia leggermente ma il risultato finale è ugualmente superbo) vanno tagliate sottili.
Molto sottili.
Diciamo che lo strumento più adatto è la mandolina, e la mandolina non si manovra, se uno è allo stremo delle forze e pure preoccupato per varie questioni di vita accademica: per cui mi sono ferita, rischiando di fare finire nella torta elementi estranei... diciamo non vegetariani; me la sono cavata con un male bestiale e un paio di settimane col cerotto, ma che paura!

Voi state in campana, e occhio alle mani.

Tecnicamente questo dolce ha pochissima farina. La frutta si cuoce in un impasto fluido e aromatizzato alla vaniglia, e, se vorrete seguirmi, anche al Calvados: non ve ne pentirete!
La ricetta è per uno stampo da 20 cm.; non di più, perché altrimenti sarebbe troppo sottile e non darebbe soddisfazione.

  • Mele golden, 3 medie
  • Pere Abate, 3 medie; o altra pera saporita, perché sarebbe indicata la Passe-Cressane, ma va a scoprire a che varietà teutonica o italiana corrisponde...
  • Farina 00, 70 g.
  • Zucchero, 50 g.
  • Burro fuso e intiepidito, 20 g.
  • Latte intero, 100 ml.
  • Uova, 2
  • Lievito per dolci, 10 g.
  • Semi di vaniglia, 1 cucchiaino
  • Calvados, 2 cucchiai
  • Un pizzico di sale
Per prima cosa, portare a termine la pericolosa operazione del taglio della frutta. Con o senza mandolina (mi verrebbe da augurare al lettore di farne a meno), le fettine devono essere sottilissime, quasi trasparenti. Tolto questo pensiero di mezzo, spruzzare la frutta di limone per evitare che si ossidi, tirare un sospiro di sollievo e riscaldare il forno a 200º. 

Setacciare farina, lievito e sale. Montare uova, vaniglia e zucchero con il metodo del pan di Spagna, poi aggiungere il burro fuso, il latte a filo, il Calvados e la farina, sempre continuando a montare. Mescolare a questo impasto le fettine di frutta: la proposta originale è di suddividerlo in due ciotole da utilizzare rispettivamente per le mele e per le pere, sovrapponendo poi gli strati, ma a me piace di più mescolarle. Girare bene perché la frutta s'imbeva perfettamente di impasto.
Imburrare e infarinare uno stampo da 20 cm. (non apribile, perché la pasta colerebbe!), riempire con l'impasto, livellare e cuocere per 35 minuti. Lasciare raffreddare bene e spolverare di zucchero a velo prima di servire.
Questo dolce beneficia dall'essere preparato il giorno prima, perché si amalgamano i sapori.

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