Pastarelle con il lievito madre



Ad essere sincera ero convinta di avere già inserito questa ricetta da tempo immemorabile, se non che, quando l'ho cercata di recente perché per l'appunto volevo preparar le pastarelle, non l'ho trovata più. Diamine - tra le ragioni per cui ho un blog c'era, al di là della dimensione sociale, quella di finirla coi pezzetti di carta e i quaderni ma dov'è che l'avrò scritto! C'è solo una spiegazione: non l'ho mai postata perché evidentemente non avevo fatto in tempo a fare la foto, o questa era riuscita... più brutta del solito. In realtà si tratta di pasticcini da colazione davvero buonissimi, oltre che utili per trovare un impiego al fido Frankenstein il lievito, il quale quando non c'è tempo di preparare del pane poi minaccia il suicidio.

La ricetta mi viene da B per Biscotto e quindi devo proprio ringraziare l'autrice, Annamaria, per avermela fatta conoscere. Ci sono alcune differenze per quanto riguarda aromi ed elementi extra;  inoltre, l'originale prevede 100 g. di lievito base, ma col tempo ho visto che le pastarelle riescono benissimo anche con un quantitativo leggermente inferiore, quindi potete andare tranquilli. 
Le dosi sono sufficienti per 12 biscottoni, però occhio che il lavoro deve partire la sera prima. Ho provato anche a infornarli in giornata, ma il risultato non è lo stesso!
  • Lievito madre rinfrescato (anche due giorni prima, se lasciato maturare in frigo), 80 g.
  • Uovo a temperatura ambiente, 1
  • Burro morbido, 50 g.
  • Zucchero, 80 g.
  • Farina 0, o comunque forte, 175 g.
  • Latte tiepido, 50 g.
  • Vaniglia, semi o essenza
  • Acqua fior d'arancio, 1 cucchiaio; in alternativa buccia d'arancia o limone
  • Uvetta passa tipo Sultanina, 1 cucchiaio; in alternativa cranberries
  • Miele fluido, 1 cucchiaio, sciolto in 
  • Latte, 1 cucchiaio

Il compito della sera prima è sciogliere la pasta madre nel latte tiepido, poi montare burro e zucchero a crema. Aggiungere l'uovo col procedimento classico delle masse montate, e una volta che è ben amalgamato una spolverata di farina per legare, gli aromi che piacciono a voi, e il resto della farina poco per volta. Aggiungere infine, se si vuole, l'uva passa o altri ingredienti a piacere (io finora ho provato quei due nella lista, poi vedete...)
Distribuire l'impasto a cucchiaiate su una teglia rivestita di carta forno e lasciare lievitare al coperto per 12 ore. Non è che al risveglio ci sia da attendersi chissà che miracoli, saranno cresciuti davvero di poco, però la cottura rimedierà. 
Riscaldare il forno a 180º e poco prima di infornare i biscottoni spennellarli con il miele sciolto nel latte. Spolverare con zucchero bianco e granella di zucchero e lasciate cuocere fino a doratura. Annamaria consiglia 18 minuti e nel mio forno questa indicazione si è rivelata esattissima.

I biscotti si conservano anche una settimana, come sempre se ermeticamente chiusi. 

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