Passa ai contenuti principali

Le crêpes arancia-rum di Robert Linxe




Le crêpes, nel posto da dove vengono, si preparano per la Chandeleur all'inizio di febbraio, e io mi adeguo. Quest'anno me la sono fatta scappare e mi andrebbe nei prossimi giorni di recuperare, il che mi ha fatto notare che la ricetta che preferisco da un po' di tempo non l'avevo mai postata e restava scarabocchiata qua e là. Si tratta delle crêpes di Robert Linxe,  dal suo libro La maison du chocolat, che ho scoperto grazie a Sandra di Le Petrin. Il motivo è presto detto: oltre alla squisitezza del risultato, questa pastella è incredibilmente semplice da preparare e da gestire in cottura. Non so perché, ma a differenza di altri impasti non è necessario ungere esageratamente la crêpière, almeno se è antiaderente, e la ricetta, se preparo un terzo della dose originale, mi permette di ricavare sette-otto crêpes grandi (20 cm.), esattamente quante me ne servono. Nel malaugurato caso che fossero sette, l'ultima si divide.

A seguire la dose originale e, per mia comodità d'archivio, quella che serve a me normalmente.


  • uova, 3                                   (1)
  • latte, 500 ml.                          (180 ml)
  • burro, 100 g.                           (30 g.)
  • zucchero, 20 g.                       (7 g., insomma un cucchiaino)
  •            un pizzico di sale      
  • farina 00, 200 g.                     (70 g.)
  •        buccia grattugiata d'arancia
  • liquore all'arancia, 50 ml.      (15 ml.) 
  • rhum, 20 ml.                          (10 ml.-sarebbe meno ma mi piace tanto).


Fare intiepidire il latte, aggiungere il burro a pezzetti e lasciare che si sciolga, mescolando ogni tanto.
Mettere da parte.
Sbattere leggermente le uova con lo zucchero ed il sale. Versare la metà del latte tiepido e continuare a mescolare. Aggiungere piano piano la farina setacciata, la buccia d'arancia, i liquori e il resto del latte: deve formarsi una pastella omogenea. Coprire e lasciare riposare un'ora.
Cuocere in padella antiaderente leggermente unta per circa un minuto, poi rigirare. Dopo la prima crêpe, non c'è più bisogno di ungere nulla. Impilare le crêpes man mano che sono pronte e coprire con un piatto per mantenerle tiepide e morbide.



Commenti

Post popolari in questo blog

Paste svizzere

Vado in Italia? E allora non può mancare! Parlo della ricetta antica, che arriva a voi direttamente da zia Elisabetta. Stavolta abbiamo pensato di rifare queste paste, che non so che rapporto abbiano con la Svizzera, ma così erano chiamate a Caltabellotta, provincia di Agrigento, al tempo di Colapesce: anzi, paste suizzere, con la u. Si preparavano nel forno a legna, ma anche in quello di casa hanno un'ottima riuscita. Non seguite la tentazione di cuocerle negli stampini monoporzione: rispetto a quello "moderno" dei muffins, l'impasto è più pesante, non cuocerebbe bene e vi lascerebbe delusi. La zia mi ha dato la dose per un chilo di farina, ma se non siete titolari di casa-famiglia o economi del convento, vi consiglio almeno di dimezzarla: già con 500 g. ne ottengo davvero tante, per cui sentitevi liberi di dimezzare anche le quantità che vi indico io. 500 g. di farina 00 (#405); 2 uova; 300 ml. di latte; 20 g. di ammoniaca per dolci; un pizzico di bicarbonato; 70 g. di s…

Biscotto materano da latte

Dunque io torno dalla Grecia con un chilo di biscotti greci del panificio grecissimo, con lo scopo di combattere le nostalgie, approfondire lo studio della produzione locale (a scopo pirateria, si capisce), e poter contare su un lungo periodo di pausa impastamenti...
...e come se ne spunta Herr Doktor-doktor?
"Sono meglio i tuoi... questi non si inzuppano".
Inutile spiegare che si trattava di un altro genere, altro tipo di frolla, probabilmente anche altra funzione... il criterio era quello. Il cielo ti renda merito, rispondo io: me ne toccheranno di più! Peró a questo punto il problema di reperire i biscotti da inzuppare, in un momento di pochissima voglia e tempo di farli,  eccolo di ritorno.  Ho fatto una scoperta: i biscotti da latte, in Germania, non esistono. Esistono i frollini, di tutti i tipi e forme; ma non sono quelli. Esistono i biscotti bio denominati Familienkekse, da famiglia, e dev'essere la famiglia dei Puffi, perché ogni biscotto è grande quanto una mo…

"Pasticciotti" natalizi

Auguri a tutti! Buon anno!!!
In questo momento scrivo dall'Italia, causa feste, e pertanto sto facendo incetta di ricette natalizie sìcule. Il 2009 voglio aprirlo con una "chicca", lo squisito pasticciotto ripieno di conserva di zucca, cioccolato e cannella...Ci spostiamo in provincia di Agrigento, a Caltabellotta, dove la ricetta si tramanda di generazione in generazione e la leggenda racconta di memorabili infornate di pasticciotti realizzate da mia nonna e da sua sorella. Certo che dovevano avere il loro fascino, quei tempi oscuri, con il tempo scandito dai ritmi dell'agricoltura e delle feste comandate, ed un Natale da preparare senza televisione e strepiti vari, cioè senza lasciarsi suggerire - o meglio imporre - da quattro imbecilli seduti intorno al tavolo di un Consiglio d'amministrazione cosa pensare, cosa disporre, cosa comprare e via discorrendo. Niente stress, e tranquille sedute di Weihnachtsbaeckerei che accomunavano (e continuano ad accomunare) prof…