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Bouquet di granite siciliane


Ma si può dire granita siciliana, o forse è un pleonasmo, una roba tipo a me mi piace e ma però? Qualcuno sostiene che la granita doc è solo sicula e quindi non ci sarebbe bisogno... come dire panettone milanese, sushi giapponese... tutto il resto chiamatelo come volete, grattachecca, sorbetto, ma non granita. Quanto a me, alla vigilia del rientro a casuccia ne ho preparate tre, di granite, e tutte che intendono racchiudere colori e sapori della Sicilia estiva: fico, gelso e ficodindia.


Alla granita al fico sono molto affezionata perché mi ricorda il mio viaggio di nozze, alle isole Eolie. Massimo della distanza per sposi che, dovendo a quei tempi trasferirsi sulla East Coast degli Stati Uniti, non avevano molta voglia di affrontare altre venti ore di aereo per la luna di miele canonica a Bali. Ma sto divagando. In luglio, a Lipari, la granita di fichi è un must indiscusso; non la si trova sempre, perché si prepara solo con la frutta fresca, e non mi è più capitato di trovarne altrove. Senza pretesa di eguagliare quella liparese, o liparota che dir si voglia, dopo qualche tempo ho voluto copiarla, aggiungendo di mio una nota lieve di gelsomino, ed eccovela qua:
  • 500 g. di fichi maturi;
  • 500 g. di acqua;
  • 50 g. di zucchero di canna Demerara;
  • la punta di un cucchiaino di estratto di gelsomino;
  • succo di mezzo limone.

Sbucciate i fichi, frullate tutto e azionate la gelatiera; o, in alternativa, mettete il passato in freezer e mescolate ogni tanto, per poi rifrullare la granita una volta congelata per impedire che si cristallizzi in blocco, col metodo collaudatissimo della zia Franca che vi ho presentato parlando della granita di limone.
Per la granita ai fichi d'India sarà necessario invece passare al setaccio i frutti per eliminare i semini; ai non siciliani risparmio per compassione i dettagli sulla sbucciatura, augurandomi che li trovino, come al "mio" supermercato tedesco, già resi inoffensivi dall'eliminazione delle spine traditrici che si cacciano dappertutto. Per ogni

  • 300 ml. di succo di fichi d'India

avrete bisogno di

  • 8 cucchiai di zucchero Demerara,
  • mezzo bicchiere d'acqua,
  • succo di mezzo limone,
  • 1 cucchiaio di miele,

e dovrete procedere come per la granita di limone.

E andiamo al gelso. Un fruttino dal sapore celestiale e dalla tendenza infernale a macchiare inesorabilmente i vestiti. Specie nel caso mio che amo molto raccoglierli, quando posso, direttamente dall'albero, e se non è troppo difficile anche arrampicarmi per arrivare a quelli sui rami più alti. Se poi uno vuol essere particolarmente accorto, usare le forbici, fare attenzione... tutto inutile: sarà l'ultima mora, proprio quando dici: per questa volta non mi sono sporcato, a schizzare il succo viola nel modo più subdolo. La granita la faccio con

  • 250 g. di more di gelso,

più fresche possibile, perché sono deperibili e non amano la conservazione in frigo. Vanno frullate con

  • succo di mezzo limone,
  • mezzo bicchiere abbondante d'acqua,
  • 3-4 cucchiai di miele,

a seconda della dolcezza dei frutti. E poi si procede normalmente, o con la gelatiera o secondo i dettami di zia Franca. Stavolta, mentre preparavo le granite, mi è venuta in mente la possibilità di aggiungere, alla prossima, un po' di farina di carrube come stabilizzante e ottenere una granita più cremosa, in mancanza del mantecatore da bar palermitano: vi terrò aggiornati!

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