Il nome di Mohr im Hemd, cioè, per l'appunto, Moro in Camicia, viene evidentemente dal "collettino" di panna con cui si accompagna questo "budinetto" di nocciole e cioccolato cotto a bagnomaria. Io l'ho conosciuto proprio con questo nome, ma pare che ultimamente, in tempi di politically correct, l'idea del moro faccia troppo razzista, e che si preferiscano designazioni "neutre" tipo Schokohupf, Schokotörtchen e simili. Spero che non s'impongano, Mohr in Hemd mi fa troppo ridere!
La mia ricetta viene da So backt Südtirol e rappresenta la versione che prevede l'aggiunta di briciole (pangrattato o biscotti) all'impasto, ma non l'uso del burro. Ne conosco altre che invece prevedono il burro ma non le briciole, ma non le ho mai provate. Alla prossima, magari cambio e vi segnalerò la differenza.
Per quattro porzioni:
- 50 g. di nocciole leggermente tostate e macinate;
- 40 g. di cioccolato fondente;
- 3 uova L, separate;
- 3 cucchiai di rhum;
- 40 g. di zucchero a velo;
- un pizzico di sale;
- 40 g. di zucchero;
- 80 g. di pangrattato o biscotti secchi ridotti in briciole;
- 2 cucchiai di latte.
Sciogliete a bagnomaria o al microonde il cioccolato a pezzetti e poi montate a crema i tuorli delle uova con il liquore e lo zucchero a velo. Quando il composto sarà ben spumoso, unite il cioccolato fuso ed intiepidito; poi cominciate a montare gli albumi con il sale, aggiungendo "a metà dell'opera" anche lo zucchero e completando fino a montarli a neve. Unitene con cautela un terzo al composto al cioccolato, poi aggiungete il pangrattato insieme con le nocciole, il latte e - sempre con cautela! - il resto degli albumi montati. A questo punto riempite le formine per tre quarti e ponetele in una teglia a bordi alti, piena fino a metà d'acqua calda. Lasciate cuocere per venti minuti e servite tiepidi o caldi, con panna montata e salsa di cioccolato.
che delizia!
RispondiEliminaMia cara, quante ricette nuove hai pubblicato e io non le avevo viste!!! Ottime tutte e credo anche facilmente trasformabili in gluten free. Certo che questa faccenda dei nomi è proprio bella, gli Amerikaner che americani non sono e il Moro che è troppo razzista!!!
RispondiEliminaMi sembra come quando sono andata negli USA (da ragazzina) e abbiamo l'insalata russa ... che loro non hanno mangiato perché pensavano fosse russa! Come un nome può fare la differenza!!!
Ciao e a presto
Stefania