Passa ai contenuti principali

Petits-beurre secchi




Chissà perché uno dei miei scrittori italiani preferiti, che alcuni critici insistono - a torto marcio, secondo me - nell'inserire tra quelli di tendenza giovanilista liquidandoli con quattro parole, sembra avercela con i biscotti secchi... Sto parlando di Enrico Brizzi, che nella sua opera prima, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, li fa uscire irrimediabilmente sconfitti dal confronto con le nuove generazioni di biscotti commerciali mulinobianchisti. "Gli abbracci non esistevano, quando loro erano piccoli: c'erano solo i frolls, quelli al miele, quelli con la granella di zucchero e pochi altri tipi che già sembravano buonissimi in confronto agli orisaiwa secchi, che si scioglievano sempre nel tè caldo prima che si facesse in tempo a tirarli su..." Ma no, salviamolo il buon biscottino: io direi di non fare confronti con i frollini perché, semplicemente, si tratta di un altro genere, e chissà che non possa diventare una metafora - di qua il petit-beurre come simbolo generazionale di noi trentenni cresciuti ancora abbastanza al riparo dal bombardamento pubblicitario, di là le immagini patinate della famigliola padre-madre-figlio-figlia, entrambi biondi occhi azzurri,-cane Golden Retriever che fa colazione nella casa con giardino dove non possono mancare, oltre ai cinque tipi diversi di merendine in sacchetto, le frolle ultimo modello.
Chiudiamo qua il delirio sociologico, e passiamo alla pratica. Ve l'avevo promesso che un giorno o l'altro sarebbero arrivati anche i biscotti secchi semplici stile Oro Saiwa, senza mandorle come nella ricetta dei petits "arricchiti". Ed eccoli qua...

Ma ho cambiato la ricetta. Non uso più quella di prima, troppo difficile da lavorare, che mi ha fatto arrabbiare più di una volta. Adesso uso quella della Larousse, scoperta grazie a Flavio. La segno per me stessa, perché questo è il mio archivio, ma la trovate anche da lui (in doppia dose) e su diversi blog francesi. Il burro noisette lo metto io, Flavio usa 100 grammi di burro semplice.
  • 250 g. di farina 00 (#405);
  • 50 g. di burro noisette, freddo (come si fa? leggere qui);
  • 50 g. di burro morbido;
  • 100 g. di zucchero;
  • 50 ml. di acqua;
  • 2,5 g. di sale fino;
  • 3 g. di lievito per dolci.
Sciogliere lo zucchero nell'acqua, riscaldare e farvi fondere il burro semplice. Lasciare intiepidire (15/20 minuti). Miscelare farina, sale e lievito e aggiungere il liquido ottenuto ed il burro noisette; mescolare prima col cucchiaio di legno e poi con le mani. La massa deve essere omogenea, morbida ma non appiccicosa. Avvolgere in pellicola e lasciare riposare al fresco per due ore.

Stendere la pasta ad uno spessore di non più di tre millimetri e tagliare con la rotella dentellata, oppure con l'apposito stampino, prelevare con una spatola e allinearli sulla teglia rivestita. Fare cuocere in forno preriscaldato a 180º per una decina di minuti, finché non sono dorati ma non eccessivamente bruniti.
Adesso vi devo confessare una cosa: non è una ricetta semplice, malgrado l'apparenza. I professionisti possono contare su certi strumenti che permettono di ottenere lo spessore che si vuole, tipo laminatoi o sfogliatrici. Lo so perché una volta ho "intervistato" in proposito gli impiegati del bar dove la mattina andavo a bere il caffé prima di iniziare la giornata lavorativa. Noi no. La pasta deve essere sottile, se no i biscotti non saranno croccanti, e non va lavorata troppo, altrimenti si sviluppa troppo glutine e diventa difficilissima da stendere, perché è troppo elastica e si restringe. A possedere una macchina per la pasta questa difficoltà si evita, perché potrete stendere una bella striscia e tagliarla poi come volete. 

Commenti

  1. Dunque questi biscotti devono essere super... me li segno...
    domandina dove hai trovato lo stampino????
    grazie 100000000 Federica

    RispondiElimina
  2. lo stampino è il cosiddetto Brigitte-Keks, un affarino tedesco divertentissimo perché ha pure le letterine per scrivere sui biscotti - naturalmente con altri tipi di pasta. Non so se in Italia si trovi, forse al Lidl? ma su Internet si può comprare facilmente. Altrimenti un qualsiasi stampino rettangolare va bene! ciao!

    RispondiElimina
  3. Grazie!! è ma sai sono pò testarda e lo sto cercando!! vedrò!! ancora grazie Federica

    RispondiElimina
  4. Complimenti per il blog, stavo cercando proprio questa ricetta. Ti farò sapere come vengono.
    Massimo

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Paste svizzere

Vado in Italia? E allora non può mancare! Parlo della ricetta antica, che arriva a voi direttamente da zia Elisabetta. Stavolta abbiamo pensato di rifare queste paste, che non so che rapporto abbiano con la Svizzera, ma così erano chiamate a Caltabellotta, provincia di Agrigento, al tempo di Colapesce: anzi, paste suizzere, con la u. Si preparavano nel forno a legna, ma anche in quello di casa hanno un'ottima riuscita. Non seguite la tentazione di cuocerle negli stampini monoporzione: rispetto a quello "moderno" dei muffins, l'impasto è più pesante, non cuocerebbe bene e vi lascerebbe delusi. La zia mi ha dato la dose per un chilo di farina, ma se non siete titolari di casa-famiglia o economi del convento, vi consiglio almeno di dimezzarla: già con 500 g. ne ottengo davvero tante, per cui sentitevi liberi di dimezzare anche le quantità che vi indico io. 500 g. di farina 00 (#405); 2 uova; 300 ml. di latte; 20 g. di ammoniaca per dolci; un pizzico di bicarbonato; 70 g. di s…

Biscotto materano da latte

Dunque io torno dalla Grecia con un chilo di biscotti greci del panificio grecissimo, con lo scopo di combattere le nostalgie, approfondire lo studio della produzione locale (a scopo pirateria, si capisce), e poter contare su un lungo periodo di pausa impastamenti...
...e come se ne spunta Herr Doktor-doktor?
"Sono meglio i tuoi... questi non si inzuppano".
Inutile spiegare che si trattava di un altro genere, altro tipo di frolla, probabilmente anche altra funzione... il criterio era quello. Il cielo ti renda merito, rispondo io: me ne toccheranno di più! Peró a questo punto il problema di reperire i biscotti da inzuppare, in un momento di pochissima voglia e tempo di farli,  eccolo di ritorno.  Ho fatto una scoperta: i biscotti da latte, in Germania, non esistono. Esistono i frollini, di tutti i tipi e forme; ma non sono quelli. Esistono i biscotti bio denominati Familienkekse, da famiglia, e dev'essere la famiglia dei Puffi, perché ogni biscotto è grande quanto una mo…

"Pasticciotti" natalizi

Auguri a tutti! Buon anno!!!
In questo momento scrivo dall'Italia, causa feste, e pertanto sto facendo incetta di ricette natalizie sìcule. Il 2009 voglio aprirlo con una "chicca", lo squisito pasticciotto ripieno di conserva di zucca, cioccolato e cannella...Ci spostiamo in provincia di Agrigento, a Caltabellotta, dove la ricetta si tramanda di generazione in generazione e la leggenda racconta di memorabili infornate di pasticciotti realizzate da mia nonna e da sua sorella. Certo che dovevano avere il loro fascino, quei tempi oscuri, con il tempo scandito dai ritmi dell'agricoltura e delle feste comandate, ed un Natale da preparare senza televisione e strepiti vari, cioè senza lasciarsi suggerire - o meglio imporre - da quattro imbecilli seduti intorno al tavolo di un Consiglio d'amministrazione cosa pensare, cosa disporre, cosa comprare e via discorrendo. Niente stress, e tranquille sedute di Weihnachtsbaeckerei che accomunavano (e continuano ad accomunare) prof…