Gaufres de Verviers


Ma quanti tipi di Wafels ci sono in Belgio?!?
Tanti. Quella di Liegi, innanzitutto, ma anche quella leggera di Bruxelles, quella di Namur, e questa di Verviers, che presenta alcuni vantaggi: rispetto alla cugina di Liegi, è meno untuosa (e così ci si consola a pensarlo, e se ne prende un'altra e poi un'altra... mica tanto conveniente, in fondo), ma soprattutto si conserva meglio, essendo più simile a un biscotto morbido.
Proprio quest'aspetto mi ha convinto a preparare le gaufres di Verviers per festeggiare l'Erstadvent, alla vigilia di un paio di settimane da trascorrere senza il mio miglior collaboratore nel far fuori i dolciumi, che va in congresso negli USA. Ho pensato: se restano, poco male, si conservano! Avevo fatto male i conti: sono già finite.
Gli ingredienti per una quindicina di gaufres medie:
  • 500 g. farina 00 (#405);
  • 150 g. miele;
  • 125 g. zucchero;
  • 1 bustina di vaniglia;
  • un pizzico di sale;
  • 3 tuorli d'uovo;
  • 1 dl acqua;
  • 100 g. di burro;
  • 2 cucchiaini rasi di cremor tartaro, o 1/2 di bicarbonato.
Se usate il bicarbonato: attenzione massima: appena si esagera un po' con le quantità, ne viene fuori un retrogusto semplicemente disgustoso. Allora, facciamo la fontana e mettiamo al centro i tuorli, il sale, il bicarbonato e la vaniglia. Riscaldiamo l'acqua e vi facciamo fondere il miele, aggiungendo lo zucchero e il burro morbido. Mescoliamo e poi versiamo al centro della fontana lavorando l'impasto fino a ottenere una pasta liscia, che deve riposare un'ora prima di essere cotta nel gaufrier ben caldo. Un altro dei vantaggi di questa pasta è che non si appiccica e si lascia porzionare molto bene; e se si usa un'impastatrice come ho fatto io, si sporca ancor meno.
Non sarà proprio ortodosso per gli abitanti di Verviers, con i quali mi scuso... ma sono rimasta molto soddisfatta di un paio di esperimenti "creativi", come aggiungere ad alcune gaufres delle gocce di cioccolato fondente, ad altre il parelsuiker e ad altre ancora un po' di cannella... ve lo consiglio!

Commenti

  1. Cara Tony, mi chiamo Francesca, vivo a Piacenza. Stavo cercando ricette della torta di Verviers, ne ho trovate due, una di riso e una di latte, e poi mi sono fortunatamente imbattuta nel tuo blog. Mi è molto piaciuto, soprattutto per la tua manifesta onestà. Si capisce che ami veramente condividere la tua esperienza. Molto belle e di alto livello le tue preparazioni, complimenti. Puoi darmi qualche idea sulle torte di Verviers? Devo produrne un paio per un evento culturale, e devono essere soprattuto autentiche, cioè, avvicinarsi il più possibile alla vera torta di verviers...a conoscerla..Grazie, baci Francesca (detta Kika)

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  2. Cara Kika,
    innanzitutto scusa per il ritardo, non avevo visto il tuo commento, spero di essere ancora in tempo! Per quello che ne so io, la torta di Verviers e' quella al riso. La ricetta ce l'ho, ma non l'ho postata perche' non la faccio da un po' e non ho foto. Eccola qua: si tratta di una pasta lievitata (200g. farina, 15g. lievito birra, 1 tuorlo, sale, 1 cucchiaio zucchero, 100ml. latte, 30 g. burro o strutto; loro spesso usano lo strutto, e la pasta si chiama pate gaumais), si fodera uno stampo e poi si lascia lievitare mezz'ora; si riempie col riso al latte (750 ml. latrte, 100g. riso per minestre o per dolci, 125 zucchero, 1 o 2 uova - uno se grande), preparata facendo cuocere il riso in acqua salata, poi nel latte bollente con una stecca di vaniglia, lasciando cuocere un quarto d'ora, e poi aggiungendo alla fine il tuorlo o i tuorli delle uova, una noce di burro e gli albumi a neve. Si cuoce mezz'ora a 200 gradi. E' importante che abbia uno spessore notevole, diciamo 4 cm., non sottile, perche' deve restare cremosa: se si secca e' riuscita male! E poi, particolare che a me pare raccapricciante, a Verviers ci aggiungono la pasta...io non ci riuscirei mai! Fammi sapere se hai ricevuto il messaggio... ciao e di nuovo scusa per i quindici giorni che hai dovuto aspettare!

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