mercoledì 30 ottobre 2013

Biscotti con il tahin


Dicesi tahin la pasta di sesamo, molto usata in Turchia e da lì passata in Grecia. Per condire l'insalata è la fine del mondo, per la preparazione di piatti tipici mediorientali come l'hummus è indispensabile, ma che ci si potessero fare anche i biscotti l'ho scoperto da poco. Per l'appunto durante la vacanza greca. È che il tahin si presta benissimo a sostituire il burro (nozione non superflua quando si deve usare per l'insalata...  è molto, ma molto nutriente!) e quindi fa da base a molti dolci nistìsima ovverossia quaresimali. Questa ricetta viene dal confronto di vari originali greci, che si somigliano tutti e questo è un po' una garanzia. Sono molto profumati e ricordano vagamente i biscotti alla nocciola, potete sfidare eventuali ospiti a riconoscere l'ingrediente segreto!
  • Tahin, 150 g.;
  • Succo d'arancia, 125 g.;
  • Zucchero, 180 g.;
  • Farina 0 oppure 00, 350 g.;
  • Lievito per dolci, 1 cucchiano;
  • Bicarbonato, 1 cucchiaino;
  • Liquore (cognac o altro, serve per dare friabilità), 20 g.
Setacciate la farina col lievito. A parte mescolate il tahin con lo zucchero, il liquore e il succo d'arancia, conservandone un paio di cucchiai. Aggiungete gradatamente la farina e il bicarbonato sciolto nel succo messo da parte. L'impasto sarà morbido e va bene così. Formate biscotti a piacere e cuocete a 180 gradi per 15-20 minuti, come sempre a discrezione del forno.
Sono ancora più buoni se aromatizzate l'impasto con un pizzico di masticha di Chio. La masticha è una resina di cui i greci vanno pazzi, il cui profumo non saprei descrivere perché non somiglia a niente che si usi in Italia, e quella "vera" costa un occhio, tanto è vero che mi sono presa un accidente al momento in cui ho visto lo scontrino del supermercato. Ma tanto se ne usa pochissima e durerà tanto... In alternativa si può usare la vaniglia, ma le ricette greche non ne parlano.

Welsh Cakes (di Re Artù)



E se io vi dico: Mwynhewch picau ar y maen... voi che mi rispondete?
Probabilmente di consultare uno bravo.
Per fortuna non ve lo dico, perché tanto non lo saprei pronunciare: ho fatto copia e incolla per dire quello che in un linguaggio più noto al mondo suona come Enjoy Welsh Cakes!
Si tratta di dolcetti che stanno a metà tra il pancake e il biscotto al (molto) burro, con un tocco muffin-like, come ci ricordano quelli della King Arthur da cui mi viene la ricetta.  In Galles sono tipici del giorno di San Davide, che poi sarebbe il 1 marzo, ma noi anticipiamo... perché sono troppo buoni, malgrado non rappresentino il top dell'estetica. La loro particolarità è infatti che non si cuociono in forno, ma in padella, il che li rende tra l'altro di comodissima preparazione.
Unica difficoltà, capire quand'è il momento giusto per avere la temperatura ottimale ed evitare che si brucino. La prima volta, potete contare sul fatto che almeno due saranno, come diceva un noto politico, "abbronzati".
 Mescolate in un recipiente:
  • Farina 0 (#550), 180g.
  • Zucchero, 95 g.;
  • Lievito per dolci, 1 cucchiaino;
  • Noce moscata, 1/4 di cucchiaino e se non avete il misurino una buona presa;
  • Sale, 1/2 cucchaino scarso.
Spezzettate  sulla miscela 110 g. di burro freddo e lavorate rapidamente fino a che si formano briciole. Occhio a non esagerare perché riscaldare il burro rovina il risultato.
Aggiungete 90 g. di uvetta passa.
Pesate un uovo M senza il guscio e aggiungete latte quanto basta per arrivare a 90 g. di liquido. Sbattete leggermente e versate sulla miscela di farina e burro. Mescolate giusto per inumidire il tutto, senza impastare.
Stendete l'impasto su un piano ben infarinato, sollevandolo perché non si attacchi. Bastano le mani. Dovrà avere uno spessore di un po' più di mezzo centimetro. Ritagliate dischetti di 7-8 cm. di diametro e cuoceteli 2 minuti e mezzo per lato in una padella antiaderente... calda, ma non eccessivamente. Low-medium, dice la ricetta. Meglio iniziare con un biscotto-cavia e vedere se funziona. Fate raffreddare su una griglia e servite i biscotti spolverati di zucchero o di zucchero e cannella; in alternativa si possono tagliare a metà e farcire con marmellata per accompagnare il té. Sono ottimi anche il giorno dopo, riscaldati nel tostapane o anche così come sono.
 


Waffles "a lunga conservazione" (pirata)

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