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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2017

Biscotti friabili all'aroma di limone

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Arcifrolli, grazie alla farina di mais; e molto delicati, se non proprio leggeri nella composizione (non che sia un aspetto di rilievo: giusto per dire). 
Farina di mais fine, 70 g.Farina 00, 170 g.Zucchero finissimo, 70 g.Uovo M, 1Burro, 120 g.Buccia di limone grattugiataVaniglia.
Impastare una frolla a partire dalla farina a fontana. Stendere l'impasto dopo un riposo in frigo di un'ora. Ritagliare biscotti a piacere e cuocere a 180º per 15-18 minuti: il colore deve essere leggermente dorato.
That's all folks... non vi resta che assaggiarli.

La torta della Foresta Nera, secondo me

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La torta della Foresta Nera è un classico, e se ve la passo "secondo me" non è perché si tratti di chissà quale personale interpretazione: con i classici ci vuole il dovuto rispetto. È perché come tutti i dolci storici dà luogo a tutta una serie di discussioni con diverse scuole di pensiero, a cominciare dall'origine (eppure non è mica così antico come uno potrebbe pensare; la prima menzione in un libro di pasticceria, apprendo da Marie-Claire Frédéric, è del 1934) fino alla composizione: per esempio, la pasta frolla alla base ci va o no?  Personalmente m'importa poco dell'origine, almeno in questa sede, e per quanto riguarda il resto mi schiero con i puristi. Quindi: pasta frolla sì, e poi, soprattutto: il liquore ci vuole, e deve essere rigorosamente Kirsch ovverosia acquavite di ciliegia. No, lo Stock cherry brandy in questo caso non va bene.
Non vi nasconderò che l'intenzione di pubblicare la mia ricetta della Schwarzwälder Kirschtorte è stata una delle …

Biscotto Raggio di Sole (à la Piero)

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Lo so: secondo quelle che sono le leggi della socialità virtuale, e ancora di più se rapportata al galateo del food-blogger, potete cercare sul dizionario la parola "asociale" e ci trovate me, che sono assente dagli scenari online da almeno due mesi, se non addirittura tre. Il problema è quando per mettere qualcosa nel piatto (e non sto parlando di dolci) uno deve esercitare anche mestieri reali nella vita reale, con conseguenze in termini di tempo (reale) e stanchezza (realissima). Quindi si sono accumulate di nuovo ricette in fila indiana da inserire quando-non-si-sa: per esempio ricette di biscotti "scoperte" a seguito di un paio di viaggi in Italia. 
In questo periodo vanno forte, i biscotti. Sempre per i motivi di cui sopra, ho provato a comprarli per risparmiarmi la fatica, visto che lo zelo del coniuge nell'imparare a prepararseli si limita a un solo tipo: ma  effettivamente non è la stessa cosa e se Herr Dr.-Dr. storce il muso, io non è che me la senta…

Biscotti integrali di Bologna

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Qualche mese fa siamo stati a Rimini, e intanto che Herr Dr.-Dr. stava al suo congresso, io mi davo allo sport sul lungomare, e subito dopo anche allo spionaggio industriale.
E sì, perché al ritorno dalla sessione sportiva, c'era la colazione, e a colazione c'era un bel po' di roba che valeva la pena di studiare, perché era interessante, lasciava una sensazione particolare.

La prima cosa furono i biscotti. Biscotti che lo chef doveva ricavare dalla stessa pasta frolla che usava per le crostate: e la faceva di due tipi, integrale o no. Erano buoni, molto buoni, e la ricerca di un prodotto simile in quel di Bologna per conforto al rientro in Germania fu fonte di frustrazione assoluta: i biscotti integrali, infatti, ancorché artigianali contenevano ahimè dei semi di finocchietto, cosa che li fece passare alla storia come i Biscotti al Gusto di Salsiccia.

Tanto bastò  per scatenare l'istinto copiereccio: io i biscotti come quelli di Rimini li voglio, specie d'inverno.…