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Visualizzazione dei post da Marzo, 2017

Gâteau invisible alle mele e pere

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Il gâteau invisible aux pommes et poires smentisce la regola che fidarsi è bene e non fidarsi è meglio, perché è da moltissimo tempo che la ricetta, inventata dall'autrice di un blog che si chiamava Eryn folle cuisine (dico si chiamava perché l'ultima ricetta pubblicata risale al 2010) impazza in Francia. Ora, Eryn sembrava sapere il fatto suo, però se c'è una cosa che mi mette in sospetto sono le ricette che diventano, per usare un termine di moda, virali. Questo un po' per connaturato spirito da lupo solitario, e un po' perché a seguire tendenze di massa mi è capitato di scoprire che alcune ricette oggetto dell'osanna generale, inclusa roba "d'autore",  facevano schifo o poco ci mancava, oppure lasciavano l'impressione di non essere poi questa gran scoperta. Tralascio gli esempi...
Quindi è proprio perché la curiosità mi mangiava viva, e avevo voglia di un dolce alle mele molto cremoso, che ho messo mano seriamente a questa ricetta. Ecco, i…

Pastarelle con il lievito madre

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Ad essere sincera ero convinta di avere già inserito questa ricetta da tempo immemorabile, se non che, quando l'ho cercata di recente perché per l'appunto volevo preparar le pastarelle, non l'ho trovata più. Diamine - tra le ragioni per cui ho un blog c'era, al di là della dimensione sociale, quella di finirla coi pezzetti di carta e i quaderni ma dov'è che l'avrò scritto! C'è solo una spiegazione: non l'ho mai postata perché evidentemente non avevo fatto in tempo a fare la foto, o questa era riuscita... più brutta del solito. In realtà si tratta di pasticcini da colazione davvero buonissimi, oltre che utili per trovare un impiego al fido Frankenstein il lievito, il quale quando non c'è tempo di preparare del pane poi minaccia il suicidio.
La ricetta mi viene da B per Biscotto e quindi devo proprio ringraziare l'autrice, Annamaria, per avermela fatta conoscere. Ci sono alcune differenze per quanto riguarda aromi ed elementi extra;  inoltre, l&#…

Pasticcini alla mandorla e anice

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HALLE a. S., cioè an der Saale, è una città della Germania, anzi della Sassonia, alla quale finora non mi legavano ricordi particolarmente positivi. Forse perché l'unica persona che ci conosca... lasciamola perdere. Dico finora, perché adesso non dico che sarei felicissima di andare a viverci, però un elemento interessante ce l'ho trovato: i Marzipan-Anis-Pastetchen, ma siccome li ho già belli che taroccati, posso anche fare a meno di tornarci per un po'.
Un paio di settimane fa sono stata con un'amica proprio ad Halle per visitare al Museo della Preistoria, che è famoso e vale una visita,  una certa mostra che aveva per tema l'alchimia. Ci siamo fermate a pranzare nel bistrot annesso al museo e l'incontro col pasticcino in questione è avvenuto proprio lì. Pasticcino che anzi non era nemmeno "mio", bensì della mia amica, e meno male che all'offerta di assaggiare ho detto di sì perché la combinazione tra pasta frolla integrale e un impasto alla ma…

Matcha Crème Brûlée

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Già che eravamo qui a parlare di matcha... ... arriva anche la crema (sì, con l'ombra sulla foto - era sera, che c'è da fare?). Perché ve l'avevo detto, ci sta bene, ed è una bella scusa per cambiare dai soliti budini.  Qui veramente ci vorrebbe la vaniglia blu. L'idea me l'ha data infatti un sito francese che commercia per l'appunto questa varietà, a me ancora completamente sconosciuta e nel frattempo diventata una sorta di mito. Qualcuno la conosce? In Germania non è arrivata e la curiosità mi mangia viva, una volta o l'altra devo ordinarne una bacca, ammesso che non costi un patrimonio altrimenti, tra vaniglia blu e matcha, uno deve scegliere tra fare la spesa per una settimana o per quattro budini.
Per i quali, partendo dal presupposto di usare la vaniglia normale (o, nel caso di particolare snobismo, la vaniglia di Tahiti che non scherza neanche lei), serviranno Latte intero 500 mlTuorli d'uovo 41 bacca di vanigliaTé matcha in polvere 3 cucchiainiZ…

Pasticcini al té matcha

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LA ricetta di questi pasticcini è, inizialmente, rubata. Nel senso che mi trovavo in una libreria e la mia attenzione è caduta su un libro di ricette col matcha, il tè verde giapponese che, invece di una pace zen, rischia di produrre l'effetto contrario non appena vi trovate davanti agli occhi l'etichetta col prezzo. La costosissima bevanda è per ora di gran moda in Germania e io veramente l'avevo acquistata per un altro motivo: mi piace il matcha latte, il "cappuccino verde", che per qualche ragione però arriva sempre tiepido. Ora, se c'è una cosa che io proprio non sopporto, ma proprio per niente, è il cappuccino tiepido. Il cappuccino e in generale le bevande al latte o sono calde o niente, specialmente a Berlino e specialmente d'inverno. Col cappuccino normale sono riuscita a fare passare il messaggio,  almeno nel mio caffè preferito, ma con il matcha latte no, probabilmente perché viene preparato in un frullatore e il latte, anche caldissimo, in qua…

Palline al cioccolato e nocciole

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Queste palline le preparo con la padella danese per preparare gli æbleskiver, finora presenti in questa raccolta solo in versione eretica, mentre l'originale non c'è perché una volta imparato a prepararli, poi ne capita sempre una a impedire di fare la fotografia (me lo dimentico, finiscono subito, la faccio e si rivela davvero troppo brutta, etc). Non hanno nulla a che fare con i parenti danesi, trattandosi piuttosto di merendine al cioccolato e nocciola. Se sorveglierete bene i tempi di cottura, all'interno otterrete una crema dal sapore nutellesco; anzi, secondo me, pure meglio perché non diventa pietra come avviene se si cuoce la  nota crema spalmabile. Chi non possedesse qualcosa di paragonabile alla padella danese può utilizzare in alternativa uno stampo per i cake pops se non addirittura l'apparecchio elettrico per prepararli (ma dubito che i più se ne trovino sottomano uno, è una di quelle cose "da fiera", che uno li vede e pensa come ha fatto a vive…