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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2013

Melomakarona

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In preda a nostalgie greche, vi suggerisco molto, ma molto caldamente di provare questi biscotti senza aspettare Natale... perché sì, in Grecia sono natalizi, ma importa? I Melomakarona non smentiscono la tradizione locale: sono ben frolli, e con tanto di sciroppo, ovviamente al miele. Somigliano ai biscotti da me classificati come i più frolli del mondo, anch'essi orientaleggianti, anche se in quel caso della provenienza non sono informata. Però lo sciroppo serve più che altro per la consistenza del biscotto: non vi si appiccicherà alle mani e non ammollerà nulla.  La particolarità è nell'aroma: arancia e cannella. Quest'estate (giusto perché sono natalizi) ce ne hanno serviti due a fine pasto su un'isola greca ed è stato un gran piacere. Il coniuge, appena fiutata la malefica spezia (malefica almeno per lui) ha messo subito da parte il biscotto, che ha subito trovato chi lo apprezzasse.
Le dosi sono sufficienti per una cinquantina di biscottini. Impasto: 250 ml. di o…

Injera, finalmente!

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Abbiamo da poco celebrato un grande trionfo: finalmente arriva in tavola il pane etiope autoprodotto! Non ci speravo proprio più. La cucina etiope in casa mia ha grande successo, le spezie sono relativamente facili da trovare, almeno a Berlino, ma l'Injera, l'inimitabile pane spugnoso che fa da piatto e da posata, restava appunto inimitabile. Dopo una lunga serie di tentativi falliti eravamo arrivati alla conclusione che per quello bisognava andare per forza al ristorante, che non è vicinissimo, e ancora meno vicino appare se fuori siamo a -13. Bisogna dire che in rete esiste una quantità di ricette per preparare questo pane e le ho provate quasi tutte. La farina di teff, che è indispensabile, viene spesso rimpiazzata da farina di grano o di miglio o di mais o da una miscela di tutte e tre. Risultato: tanto vale risparmiarsi la fatica. O il risultato è una specie di piadina ma non è "quello", o è un pezzo di cartone dalla consistenza granulosa che per giunta si cre…

Pandoro a lievitazione naturale

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Mi rendo conto con sollievo, leggendo qua e là, che considerare le feste in famiglia come una specie di croce e delizia è esperienza comune a molti. Meno male perché mi sento sempre un'aliena, nel senso che se da un lato è un piacere ritrovarsi tutti insieme, dall'altro le cose diventano sempre complicatissime, molto di più che nei giorni normali, specialmente a tavola. Intanto perché è sempre il trionfo della carne, e se uno non l'apprezza, anche superata la fase del "ma allora mangi erba?" non si scappa, impossibile anche l'idea di fare provare la cucina vegetariana giusto per scoprire che non si tratta solo di tofu e lattughe. Poi perché mettere d'accordo tutti quanti è un'impresa, specialmente perché una spe cie di regola non scritta dalle mie parti o ex-parti è l'eterna ripetizione dell'uguale, oppure è uno sport almeno regionale quello di una certa diffidenza nei riguardi dei sapori nuovi. Io spero proprio che qualcuno mi smentisca, ma …

Mohn-Striezel o Mohn-Potize o comunque Stollen al papavero!

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La variante dello Stollen con ripieno di papavero è un'altra diffusissima specialità natalizia e si chiama Mohn-Striezel oppure, in Austria, Mohn-Potize. Hans-Peter Fink dell'Hotel Sacher ci informa - giacché questo mio viene dal suo ricettario - che era una specialità slovena e che il nome viene da potit, cioè schizzare fuori perché il ripieno, almeno in teoria, "scappa". Se sia vero non lo so, vera è solo una cosa, che lo dovete arrotolare meglio di come ho fatto io perché lievitando... ha minacciato di srotolarsi. Il papavero ha un sapore che al gusto italiano può sembrare curioso, però il risultato è davvero buono.  A seguire la ricetta di Fink, col lievito di birra, e la mia, col lievito madre.  500 g. di farina 00;20 g. di lievito di birra;250 ml. di latte;60 g. di zucchero;80 g. di burro;2 tuorli;1 uovo intero;un pizzico di sale. Per la lievitazione naturale (come vedete, funziona benissimo):
420 g. di farina 00;125 g. di lievito madre ben attivo;200 ml. di lat…

Quarkstollen - ovvero lo Stollen per chi ha fretta

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Intanto buon 2013 a tutti quelli che mi seguono... nella speranza che mi seguano ancora. Perché non sono scappata alle Bahamas (e magari); sono, come si dice da queste parti, in Stubenarrest, cioè in esilio più o meno forzato in casa, per concludere un certo lavoro che mi fa compagnia ormai da qualche anno, e di cui bisogna proprio dire che... non se ne può più. Scrivere in tedesco accademico è divertente, se non ci sono rischi; se ne dipendono molte e vitali questioni, leggasi sopravvivenza e "innesto" in un nuovo contesto lavorativo, diventa una tortura da fare invidia a Christian Grey, quello delle cinquanta sfumature. Provate e troverete la cinquantunesima. Stanchezza a parte e voglia di lanciare libri, quaderni e vocabolari contro il muro, per poi andare ad allevare capre, ho una lista di roba da pubblicare lunga così, e ci vado di mezzo anche io perché questo blog è né più né meno che il mio libro delle ricette, e da quando l'ho aperto, quelle su carta sono più di…