Post

Visualizzazione dei post da Giugno, 2009

Crêpes dolci, ancora una volta...

Immagine
Ricetta, probabilmente, inutile: non perché destinata a sicuro fallimento, anzi il contrario, ma perché la pastella da crêpes, in teoria, la sanno fare pure i ragazzini, ognuno ha la propria, e in un certo senso metterla sul blog forse sembra "guapparia"... Se oggi vi racconto lo stesso come le faccio io, le crêpes, è fondamentalmente...
...perché sto postando una serie di ricette dedicate a questo tipo di pasta nelle sue varie tipologie;
...perché a questo punto di ricette per crêpes in rete ne girano tante che una più una meno...
...perché queste sono buone!!! nel senso che dopo averne provate tante questa è la ricetta che raccomanderei: non si attaccano, si spandono con facilità in uno strato sottile al punto giusto, non si fa casino con la pastella che vola da tutte le parti...
Naturalmente vi dico anche la mia fonte: Carole Cléments - Elizabeth Wolf-Cohen, The French Recipe Cookbook, Smithmark, NY 1995. Le dosi erano originariamente espresse all'americana, a colpi di ta…

Marmorkuchen ai frutti rossi

Immagine
Sigh.
La domenica pomeriggio è sempre giornata così: la parte peggiore del week-end, perché si comincia a pensare agli impegni della settimana. E per me la maggior parte di questi impegni rientra nella categoria lavori casalinghi: tra pochissimo si parte per l'Italia e la casa sembra l'Attica dopo il passaggio dell'esercito spartano, o Roma dopo l'assalto dei Lanzichenecchi.
Per non perdere del tutto lo spirito finesettimanale...eccovi qua una ricettina di cui hanno fruito, venerdì sera, i miei colleghi! Si tratta dell'ennesima variante della ciambella marmorizzata: questa volta basata sul connubio frutti di bosco-cioccolato bianco: e viene dal Bachbuch di Meine Familie und Ich (Knaur, 2003), tranne il sughetto con il succo di frutti di bosco che invece ci ho aggiunto io, perché non vedevo la ragione di non utilizzare quello che restava.
La dose va bene per uno stampo col buco, del diametro di 26 cm.
300 g. di frutti di bosco misti surgelati;3 cucchiai di zucchero a v…

Bliny

Immagine
Sempre nel quadro dello svuotamento-dispensa in previsione di qualche settimana in Italia... avevo della farina di grano saraceno e allora ieri sera, bliny: le frittatine russe che sono abbastanza note da queste parti, - forse ad effetto dei vecchi tempi della DDR?
Facile facile. La farina di grano saraceno si trova facilmente ed è ottima per i celiaci, perché non contiene glutine. Il sapore è molto caratteristico e si accompagna bene al pesce affumicato e a molti altri cibi.
Per circa 10-12 pezzi, ecco qua le dosi:
10 g. di lievito di birra;120 ml. di latte tiepido;25 g. di farina bianca;125 g. di farina di grano saraceno;1 uovo L, separato;Presa di sale;burro per la cottura.Per i celiaci (so che qualcuno mi legge), si può sostituire la farina bianca con farina di riso o altra miscela adatta a loro.
Si parte da uno starter - sciogliendo il lievito nel latte tiepido e lasciandolo "lavorare" per cinque minuti, poi incorporando la farina bianca: questa pasta la lasceremo a lievita…

Biscotti tipo Oswego

Immagine
Mai capito perché si chiamino Oswego! A me ricorda un nome fuori moda, tipo Osvaldo. Quelli della Gentilini o altri cugini loro non li trovo se non previa spedizione al supermercato italiano - noia; e questi, l'avrete capito, sono tempi di smanie per i biscotti secchi: ne faccio di tutti i tipi possibili e immaginabili, e stavolta è toccato agli Oswego. Speriamo durino per tutta la settimana, ma il coniuge è già all'opera per sabotare il progetto.
La ricetta è mia - frutto cioè di indagini qua e là, confronti vari e modifiche mie. Provvediamoci di
500 g. di farina 00 (#405);150 g. di zucchero;120 g. di burro ammorbidito;2 uova M;1 cucchiaino di bicarbonato;1 cucchiaino scarso di ammoniaca;1 cucchiaino di miele;2 bustine di vanillina;Presa di sale.Si parte dal burro da lavorare con lo zucchero in modo da fare sciogliere i cristalli il più possibile; continuiamo aggiungendo la farina da intridere bene, miscelata con la vanillina, il sale e gli agenti lievitanti, le uova, il miele …

Naan

Immagine
Ecco qui finalmente il naan, terzo, se non sbaglio, nella serie di pani indiani che finora vi ho proposto. Si è fatto aspettare perché è tra quelli che richiedono più tempo e per questo era da un po' che non lo preparavo. Veramente naan è una parola persiana, che significa per l'appunto 'pane', ma la Persia c'entra in qualche modo perché a introdurlo in India fu la dinastia Moghul, che proveniva proprio da là.
Il miglior naan che ricordi, morbido, l'ho assaggiato a Berkeley, in California, in un ristorante indiano-nepalese che mi piace menzionare direttamente perché... voglio fare pubblicità: è ottimo, e i proprietari sono di una squisita simpatia. Si chiama Taste of the Himalayas.Lasciati gli USA l'ho cercato senza molto successo e allora, poiché cucino indiano molto spesso, mi sono data da fare, anche perché esiste l'alternativa del naan industriale che si vede al supermercato, solo che basta un'occhiata agli ingredienti per scoraggiarsi un po'…

Laugenbrötchen

Immagine
In questo momento vado a rilento, a causa studio: quello per lavoro, e va bé, e quello per diletto che sta prendendo persino più tempo, causa un entusiasmo sfegatato che la mia generazione ha conosciuto solo ai concerti dei Duran Duran, nei lontani e luccicanti anni Ottanta. Il panino della foto attendeva la pubblicazione da una settimana... Si tratta di un Laugenbrötchen, tipo di pane morbido molto diffuso in Germania e anche, per quanto ne so, nell'Alto Adige. La caratteristica di questo pane è che prima della cottura viene lessato, al pari del cugino americano Bagel, in una soluzione al bicarbonato, che conferisce una superficie lucida e dal sapore particolare. Veramente si dovrebbe usare l'idrossido di sodio, ma non è esattamente la cosa più semplice da trovare quando uno decide di preparare i panini per cena, e anche il bicarbonato "da casa" funziona abbastanza bene. Ecco le dosi per circa 800 g. di pasta, dal solito So backt Südtirol - uno dei pochi libri di cu…

Cookies I

Immagine
Questa è la settimana delle americanate... ma è solo un caso, o meglio, solo la presenza di qualche ingrediente da eliminare dalla dispensa, che, guarda un po', poteva essere utilizzato per un generale amarcord sui dolciumi prediletti negli States. Stavolta erano un pugno d'uvetta e i fiocchi d'avena, e allora ecco qua gli old-fashiones Oatmeal Cookies, a memoria d'uomo tra le merende preferite dagli scolari americani per il loro lunch-box: i biscottoni croccanti fuori e morbidi dentro, di dimensioni esagerate come tante cose loro, quelli che le mamme nelle vignette di Norman Rockwell facevano trovare appena sfornati ai ragazzini di ritorno da scuola o preparavano in quantità industriali per la festa di fine anno...
Insomma, ecco come ritrovarvi con un paio di dozzine di cookies proprio vecchio stile...ma buoni, a condizione di non esagerare, se tenete alla linea, perché pure l'apporto calorico è americanissimo!
320 g. di farina 00;120 g. di burro ammorbidito;120 g…

Cream Scones I

Immagine
Poco tempo fa ho comprato, in preda a nostalgie statunitensi, uno scone al panificio sotto casa. Mi ricordavo di queste paste da té inglesi, morbide, con una consistenza a metà tra la pasta frolla e la torta, che ogni tanto compravo al supermercato californiano Andronico's, quando non mi andava di prepararli io, ma mi sono presa la fregatura: un'imitazione peggiore non poteva capitarmi. Una pietra - nemmeno vagamente somigliante, dico io, con tanti deliziosi prodotti della pasticceria teutonica, perché devono mettersi a fare anche quelli anglosassoni?
Qualche giorno dopo, nel frigo una confezione di panna che bisognava terminare, ho deciso che chi fa da sé fa per tre, e rispolverato la ricetta americana: ora sì che ci siamo... e poi sono di facilità estrema: anzi, per la buona riuscita - cioè per ottenere scones teneri e non da tirare con la fionda come quello che ho comprato io - il segreto è: mano leggera, tempi rapidi, e via in forno immediatamente. Con questa dose potrete…

Biscotti lattemiele

Immagine
Quando c'è la biscottiera vuota che si fa? si cerca di riempirla... peccato però che dopo poco si avvii a svuotarsi di nuovo, perché questi qui sono troppo buoni! Si tratta di biscotti del genere Novellini, comodi perché la pasta è molto facile da maneggiare, a differenza di altri. Potete stenderla o "spararla" con la sparabiscotti, che vi darà un risultato meno sottile ma ugualmente soddisfacente all'atto pratico!
250 g. di farina 00 (#405);80 g. di zucchero a velo;40 g. di burro;50 g. di margarina;65 ml. di latte;1 tuorlo d'uovo;5 g. di ammoniaca;1 pizzico di sale; 1 cucchiaio abbondante di miele;
semini di vaniglia (la punta di un cucchiaino, o semini di mezza stecca);buccia grattugiata di 1/2 limetta.E ci vuol poco davvero... facciamo la fontana con farina e zucchero a velo ben mescolati, con il sale, la buccia di limetta e la vaniglia, mettiamo al centro burro e margarina e intridiamo bene, poi uniamo il tuorlo ed il latte con dentro sciolti il miele e l'…

Mango Kulfi-Badaam Kulfi

Immagine
C'erano una volta un re e una regina... Come tutte le storie anche quella del kulfi comincia così. La leggenda racconta che Nur Jahan, "Luce del mondo", ventesima e favorita moglie dell'imperatore Jehangir, che regnò sull'impero Mughal nel diciassettesimo secolo, si facesse portare il ghiaccio dai laghi dell'Himalaya e lo facesse conservare in depositi sotterranei nel palazzo reale di Delhi. In questo modo il ghiaccio, appositamente isolato, si scioglieva molto lentamente, e la regina poteva preparare gelati per il consorte, mescolandolo a latte, spezie e alla polpa di vari frutti.

Nur Jahan (fonte: Wikipedia)

A Nur Jahan, che le mani in pasta non le teneva solo per i gelati, ma anche per gli affari di Stato, e che era un tipo assai coraggioso e fisicamente "tosto" tanto da uccidere personalmente qualche tigre durante le battute di caccia a cui partecipava al seguito dell'Imperatore, si deve così, secondo la leggenda, l'invenzione del kulfi, i…

La granita di limone col limone!

Immagine
Col clima che c'è qui adesso, non sarebbe proprio il caso di parlarne... sembra inverno inoltrato, ma qualche giorno fa non era così: anzi, tutto il contrario. Perciò avevo inaugurato ufficialmente la stagione estiva con un omaggio alla Sicilia e, almeno nelle intenzioni, all'amica Titti che mi ha regalato i limoni sicilianissimi con cui ho preparato la Granita.
La Granita con la G maiuscola è quella di limone, nonostante si trovino varianti di tutti i gusti. Eventualmente c'è spazio per quella di caffé, per cui devo però inchinarmi davanti ai messinesi: il viaggiatore, solitario o no, che percorre la statale Palermo-Messina e, sconcertato dalle curve, maledice il momento in cui non si è ricordato che adesso c'è anche l'autostrada, può trovare facilmente ristoro se si ferma in uno dei paesi che incontra e si siede da qualche parte a gustarsi una granita di caffé, con la panna e la brioscia. A Caronia Marina, per esempio.  Ma andiamo alla mia, di granita: che segue un…