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Visualizzazione dei post da Agosto, 2016

Budino bianco ai mirtilli

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Si diceva di budini? E questo è uno di quelli proprio buoni, con un unico difetto: le porzioni, se vi attenete alla ricetta di Elle à table, sono per gente di classe, cioè Lillipuziane. Siccome io non sono una persona fine, almeno non quando mi siedo a tavola, la cosa un po' mi infastidisce e raddoppio volentieri.
A parte questo, si tratta di una di quelle preparazioni che talvolta sono classificate come panna cotta allo yogurt, e qui io invece non voglio prendervi in giro: non è panna cotta, per quella - lo dice la parola stessa, diceva la mia maestra delle elementari - ci vuole la panna, punto e basta. E pazienza se è "pesante". La consistenza è simile, ma è un'altra cosa, e soprattutto non è una variante consolatoria per gente che vuol star leggera: è un budino buonissimo che merita di essere considerato per conto suo!
Dose per 4 budini-ini.
Yoghurt greco serio (10% di grassi), 300 g.Latte intero, 200 g.Miele di acacia, 2 cucchiai e 1/2Gelatina, 2 fogli e 1/2Semi …

Peachberry Buckle (di Re Artù)

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Il compleanno di Herr Dr.-Dr. quest'anno presentava un problema. Anzi, mica solo quest'anno, essendo il problema il solito: agosto, ergo ritorno dalle vacanze (sì, da queste parti è così, non abbiamo il calendario sfasato), ergo... la moglie sta a dieta. Torte tabù, inizia l'Era del Budino (al massimo). Ma il compleanno col budino mi sembrava più adatto per gli ottanta. C'è ancora tempo, i denti per ora ci sono tutti, e allora soluzione di compromesso: torta da portare ai colleghi togliendomela subito da davanti.  Il periodo suggerisce una bella combinazione di frutta estiva: il Peachberry Buckle della King Arthur. Piccolo particolare documentario, dicesi buckle un dolce in cui la frutta è ricoperta da briciole, che danno un aspetto per l'appunto buckled, bitorzoluto. Una roba della categoria che qui, e certe volte anche in USA (velo pietoso sulla pronuncia), chiamano Streuselkuchen, e parente rispettivamente del crumble, del cobbler e del crisp.
Come dice il nome…

Chloë, di Pierre Hermé

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Lo scorso giugno (e sì, perché questo è uno di quei post pubblicati inizialmente in tedesco, e conseguentemente messi in lista d'attesa) ho avuto un'ospite d'eccezione. Lord Brother, complice un impegno di lavoro, ha fatto una fugace apparizione da queste parti, e potete scommettere che ho passato un bel po' di tempo a programmare il dessert. L'idea iniziale era quella di ammannirgli uno dei suoi dolci preferiti, il Victoria Sponge Cake, ma la britannicissima torta con ripieno di panna non si sarebbe conservata molto a lungo (e c'era un caldo eccezionale, eccezionale in tutti i sensi dato il luogo), e poi a dire la verità mi sembrava più adatta per il classico tè che per il dopocena. Quindi ho rinunciato, pensando che il Victoria Sponge l'ospite può benissimo procurarselo a casa sua quando vuole. E meno male! Perché proprio quel giorno è arrivato il Brexit a guastare il sangue a tutti quanti. A dire la verità, Lord Brother era proprio inconsolabile e il Vict…

La torta di frutta come a Palermo

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Lo scorso luglio ho festeggiato il compleanno. Si fa per dire, perché è noto al mondo che i compleanni non sono il mio forte e quel minimo di "talento" che ho al riguardo lo esaurisco nel preparare, quando è il caso, i dolci: ma non mi si chieda di usarlo per ricordare le date, specie quelle relative a persone che, pardon la brutalità, non vedo da anni o appena conosco. La cosa sarebbe imperdonabile se, invece, facessi del mio proprio compleanno un caso nazionale; e invece è proprio il contrario, più in fretta va via e meglio è, e non è questione di età: gli anni potrebbero essere, indifferentemente, otto, diciotto, quarantotto o ottanta, è l'idea di essere in qualche modo al centro dell'attenzione che mi mette di cattivo, anzi cattivissimo umore. Quindi festeggiare voleva dire preparare una torta di compleanno, per una volta, per me personalmente: e lì si sarebbe esaurito il discorso. In mente avevo un'idea precisa: la torta di frutta come la fanno a Palermo, …

Fondant au chocolat con ciliegie

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Dove sono stata in questi due mesi? La risposta è varia. La più eroica: a lavorare. Molto. La più piacevole: in vacanza in Grecia (ma riguarderebbe appena dieci giorni). La risposta eroica parte seconda: a combattere con la Telekom che ci aveva lasciati senza Internet e telefono, praticamente fuori dal mondo, da due giorni prima della partenza a due dopo il ritorno. E poi c'è una quarta risposta: il blog ha adesso un fratello in lingua tedesca, a cui mi sono dedicata anema e core nei ritagli di tempo che mi restavano. Le ultime ricette, quindi, le ho pubblicate inizialmente lì, ed essendo anche roba un po' complicata la voglia di riscrivere tutto da capo non era poi tantissima. Adesso rimedio, e con una cosina mica male, se avete ancora ciliegie a disposizione: quelle nere, molto carnose e saporite. Scoprirete che accompagnate con il fondant au chocolat - in questo caso quello secondo Philippe Conticini - fanno la morte loro! La base è invece una pasta frolla alla farina di m…