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Visualizzazione dei post da Giugno, 2013

Biscotti farciti al cioccolato (di Martha Stewart)

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Martha Stewart è la regina indiscussa dei biscotti e un motivo ci sarà. Questi, di sicuro, danno un contributo. A me la ricetta arriva tramite Isabelle Puce Bleue, l'autrice di J'en reprendrais bien un bout!, che, lei sì, sembra aver provato con successo l'intero ricettario. Confesso di non aver mai voluto comprarlo per ragioni psicologiche: collego il nome della Stewart alla lettura più o meno forzata della rivista Good Housekeeping. La trovavo nella lavanderia condominiale in California, e intanto che la lavatrice e l'asciugatrice facevano il loro lavoro io cercavo di ammazzare il tempo; ma era una rivista come quelle dette da parrucchiere, cioè per dieci minuti vanno bene, all'undicesimo viene voglia di farle volare dalla finestra. Però, ripeto, ci sa fare la Stewart. Questi biscotti farciti sono molto delicati, la base non eccessivamente dolce è bilanciata dalla farcitura. Assomigliano molto ai biscotti tipo Prinz, che qui sono molto diffusi e si chiamano gen…

Crostata al rabarbaro di Philippe Conticini

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Chi è stato a Parigi magari conosce La patisserie des rêves, celeberrimo locale dell'ancor più celebre pasticcere Philippe Conticini. Con questo nome il tizio ha pubblicato anche un libro di ricette, in cui svela o dice di svelare (perché, voi, ci credete che questi vip ci dicano proprio tutto?) i procedimenti per realizzare le sue creazioni più note. Il problema con i pasticceri francesi, tipo Lenotre, Hermé, Kayser, Michalak, Felder e compagnia bella, è che per mettere mano alle loro ricette ci vuole spesso una laurea, più un sacco di soldi per procurarsi certi ingredienti bon chic bon genre e pure imprescindibili, e tanta, tanta pazienza. Cioè, per le signore annoiate del 16e arrondissement,  che comunque non hanno il problema del vivere quotidiano e del procacciarsi il necessario per esso, avanti c'è posto. Per la gente normale, magari annoiata lo stesso, ma con in testa pensieri assai più prosaici, anzi addirittura terra-terra, non so se sia il caso... Pure questa tarte …

Golden Semolina Biscotti (di Re Artù)

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Non so quale sia, allo stato attuale, il successo italiano dei locali tipo Starbucks. Qui vanno fortissimo, ci stanno colonizzando sempre di più, senza contare i vari cloni della nota catena tra cui il nostro preferito, che si chiama Caras. Tra le altre opzioni per accompagnare il caffé ci sono i biscotti, ma non biscotti qualunque: questi, nell'accezione americana del termine.   Negli Stati Uniti, quando si dice biscotti - biscàri, proprio con la parola italiana - si tratta sempre di questo tipo,  e ne esistono un'infinità di varianti - tutte, chissà perché, identificate con l'Italia. Forse perché dall'Italia vengono il cantuccino, l'anicino, e insomma tutte quelle forme biscottesche che si producono con lo stesso proccedimento? Eppure mi risulta che il Mandelbrot della tradizione ebraica sia un po' la stessa cosa! A me piacciono tutti, quindi non ci sono problemi. Considerando che da Caras uno - leggasi uno - lo paghiamo un euro e dieci, ogni tanto penso…

Banana Bread

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Il miglior frutto per lo sport, come tutti sanno, è la banana, è la banana... e quindi niente di meglio del "pane di banane" a colazione prima di una gara. La settimana scorsa, in casa mia scalpitavano i cavalli in vista della mezza maratona che Herr Doktor-doktor e io corriamo ogni anno, la prima domenica di giugno, e che ormai è diventata quasi una droga.  Parafrasando il grandissimo Sordi, se c'è da dare il meglio di sé per 21 chilometri, 'ndò vai se la banana non ce l'hai. E le noci, anche. Quindi, mi sono detta venerdì, vai col Banana bread! Buono, nutriente e profumatissimo: vi si riempie la casa di un forte profumo di banana, il che di per sé non avrebbe nulla di male, anzi; a meno che non vi ritroviate familiari in cui quest'odore, essendo la banana una tradizionale merendina da cacciare nel "cestino" dell'asilo, risveglia sgradevolissimi ricordi d'infanzia, e che per tale ragione hanno sviluppato un odio profondo nei confronti…

Plum-cake allo yoghurt

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...particolarmente soffice, come quelli in commercio; e che si conserva molto bene anche per tre giorni, se lo avvolgete in pellicola.  La ricetta ce l'ho da molto tempo e non saprei più da dove viene! A seguire le dosi per uno stampo da plumcake piccolo (22x10) o per uno formato standard (25x12, credo; che poi si tratta solo di raddoppiare o dimezzare).
Zucchero, 90 g.                180 g.
Farina 00, 90 g.                180 g.
Amido per dolci, 30 g.       60 g.
Olio vegetale, 60 g.          120 g.
Yoghurt, 125 g.                 250 g.   (a temperatura ambiente)
Lievito per dolci, 10 g.       2 bustine
Uova, 2 (M, ca. 80 g.)        4 (M)

Un pizzico di sale, vaniglia e buccia grattugiata di limone in entrambi i casi!

Montare le uova intere con lo zucchero, il sale e gli aromi. Aggiungere lo yoghurt, a bassissima velocità se con la planetaria, o a mano, e a seguire la farina setacciata con l'amido e il lievito. Terminare versando l'olio a filo. Con la dovuta delicatezza i…