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Visualizzazione dei post da Maggio, 2013

Pancakes ai mirtilli (di Re Artù)

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...insisto, sì, mi è presa la mania... troppo buoni i pancakes, la mia recette-fétiche ce l'ho, ma conoscendo quelli della King Arthur Flour, se raccomandano questa qui per la versione super-tradizionale ai mirtilli, vuol dire che un motivo c'è.  In ogni caso, la differenza rispetto all'altra non è poi molta. Quello che mi lascia sempre stupita è che gli americani sono gente d'una precisione assoluta. Vi dicono: questa ricetta vi darà una dozzina di pancakes da 5 inches di diametro, e uno pensa: sarà detto così per approssimare... e invece no, sono dodici esatte se state attenti alle dimensioni! Uova, 2Latte, 280 ml.Vaniglia, 2 cucchiaini (estratto liquido o zucchero con semi)Burro fuso, 40 g., o olio vegetale, 35 g.Farina 0, 175 g.;Un bel pizzico di saleLievito per dolci, 2 cucchiainiZucchero, 25 g. (è poco? vi rifate con lo sciroppo d'acero...)Mirtilli, freschi o surgelati, 85 g.
Sbattere uova, latte e vaniglia in una miscela spumosa. Sono tre minuti a velocità …

Cake alla norvegese (di Re Artù)

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Come sempre quelli della King Arthur Flour le azzeccano tutte e io continuo a far loro un sacco di pubblicità. Questo è il loro Norwegian Sour Cream Cake, che non so se e quanto sia norvegese,ma loro lo chiamano così e ci fidiamo.  Probabilmente la caratteristica Scandinavian-style è la presenza della panna acida nell'impasto,  che si usa tanto da quelle parti, perché poi per il resto il dolce rientra nel tipo quatre-quarts diffuso un po' dappertutto. Se vi piacciono quelli densi e morbidi allo stesso tempo, che possono essere serviti anche da soli e in qualsiasi momento della giornata, questo fa per voi. Rapidità e semplicità, come sempre, garantita. La ricetta originale va bene per uno stampo grande da ciambella, Bundt o da plum-cake. Grande in questo caso significa da almeno 24 centimetri, la ricetta indica ben 20 porzioni!!! Io divido tutto a metà per uno stampo da plum-cake da 20 centimetri. Burro morbido, 225 g.;Zucchero, 360 g.; Uova, 2;Sale, 1 cucchiainoLievito per do…

Diplomatici... alla moda borbonica

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I diplomatici (o le diplomatiche a seconda dei casi!) sono una specie di millefoglie monoporzione tra le glorie della pasticceria palermitana e non solo: come quasi sempre esiste un prodotto "gemello" a Napoli, detto zuppetta, e comunque sono state esportate più o meno dappertutto. Quello che forse è un po' meno noto è che a Palermo la farcitura è, normalmente, di crema di ricotta, e questo contraddistingue la versione siciliana; mentre quella napoletana e in genere più diffusa prevede crema pasticcera. Non ci sarebbe da segnalare la ricetta, che è semplicissima e facile da reperire, non fosse che, per non dispiacere nessuno, io il diplomatico lo preparo bipartisan... mi ispiro al regno delle Due Sicilie e le farciture le uso tutte e due. Jamm' bell', amunì, al lavoro. Potete usare la pasta sfoglia pronta, però il risultato ci guadagnerà se avrete la pazienza di prepararne una maison. Il sapore sarà ancora più vicino a quello dei diplomatici delle pasticcerie.  …

Torta estone al rabarbaro

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Qualcuno dovrebbe ricordare a Giove Pluvio che la primavera, a metà maggio, dovrebbe pure arrivare. Sarebbe ora. E invece no, tre giorni quasi estivi che poi si risolvono in un nulla di fatto. Nemmeno la frutta sta rispettando gli appuntamenti annuali: sono tornati gli asparagi, ma senza le fragole loro abituali compagne, se si escludono quelle che vengono dalla Spagna. In compenso c'è lui, il rabarbaro. In questo contesto sembra prendersi una rivincita, quasi a dire, mi prendete in giro perché non sono né carne... ops, né frutta né verdura? e io adesso mi vendico, la faccio da protagonista. Per me nessuna difficoltà ad accontentarlo.  Ecco una buona torta estone, scoperta sul blog di Pille e subito annotata. In Estonia, si capisce, non è che ci sia poi questo gran tripudio di frutta. Ma mi pare di capire che da quello che passa il convento gli estoni sappiano davvero ricavare il meglio, e questa torta di rabarbaro lo dimostra. Una cosa semplice: una base di pasta frolla sablée, …

Flammkuchen

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Una specialità dell'Alsazia-Lorena: infatti lo conoscono anche i francesi con il nome di tarte flambée. Adesso il Flammkuchen è un classico sia come cibo da strada in qualsiasi festa paesana o cittadina, che come piatto vero e proprio, però si tratta originariamente di cucina povera. Queste focacce venivano utilizzate con la stessa funzione del nostro canigliotto, per saggiare la temperatura del forno a legna: se si bruciavano era troppo caldo, se non si cuocevano era troppo freddo. I condimenti possono variare, la versione base è con speck e cipolla, io vi presento la seconda più nota, al salmone. Ne ho fatto uno di recente per i miei, che adesso quando ci pensano si chiedono come hanno fatto a trascorrere sessant'anni e più senza conoscerlo. Lato negativo, il Flammkuchen è "nutriente" quanto una pizza, ma sazia meno... molto meno, per cui preparatelo come antipasto, e possibilmente fatene due. Una pietra refrattaria è l'ideale.
La pasta (per 2 Flammkuchen): 300…

Biscotti del Lagaccio

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La Comunità del Cibo Pasta Madre organizza a breve un evento che ha per tema come evitare gli sprechi nell'uso del lievito naturale, e ci andrei tanto volentieri, non fosse che per comprensibili ragioni di distanza. Ma mi associo spiritualmente con questa ricetta. I biscotti del Lagaccio sono una delle soluzioni a cui ricorro in caso di pasta in eccesso o, come ieri, di pochissima voglia di preparare il pane. Ne esistono in rete già abbastanza versioni, a me la mia piace e me la tengo! Non saprei dirvi il rapporto con quelli famosi di Panarello, perché non li conosco, ma conosco quelli che compravo una volta al supermercato italiano, prodotti da un altro biscottificio genovese e sono uguali. Trascrivo e vado a prendermene uno, già che ci penso.
210 g. di farina Manitoba o 0 (#550);125 g. di lievito madre rinfrescato e attivo;80-100 g. di acqua (quanto assorbe la vostra farina?);70 g. di zucchero;40 g. di burro;vaniglia;mezzo cucchiaino scarso di buccia d'arancia grattugiata (n…

Pasta fillo fatta in casa

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Non so quanto sia facile in Italia trovare la pasta phyllo già pronta, mi pare di averla intravista in qualche supermercato ma spesso sento dire che non è frequente. Qui si trova dappertutto, però in confezioni da mezzo chilo, e io che sono intollerante degli avanzi a un certo punto ho detto basta e ho imparato a farla per conto mio. In effetti non era difficile, adesso sfornare unabougatsa come quelle che troviamo d'estate in Grecia dà ancora più soddisfazione. Ricetta da Oi sintages tes Pareas più vari confronti con blog greci - alla vana ricerca di quantità espresse col sistema metrico, tutto invano, perché le dosi più o meno son sempre quelle ma bisogna andare un po' a esperienza. Se possedete un mattarello sottile tipo bastone, come quello che usano le turche quando preparano le sfoglie, la lavorazione sarà ancora più semplice. Queste sono le dosi per ottenere sei fogli, che potrete usare per due bougatses standard (ca. 10x20), del tipo normalmente venduto in panetteria…