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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2018

Pie di mele alla svedese

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Fosse per le fotografie, io il blog l'avrei chiuso da un pezzo, perché sono rimasta indietro a quando i blog di cucina esistevano soprattutto per scambiare ricette e imparare nuove cose; quindi le mie di solito fanno schifo (le foto dico, non le ricette...), ma queste le ho fatte apposta; in Svezia d'inverno c'è buio peggio che qui che già è quanto dire, e volevo appunto creare l'atmosfera scandinava. L'origine svedese del dolce l'ho scoperta indagando, perché la ricetta (americana) me la dava come svizzera; mi è venuta la curiosità e così sono arrivata alla soluzione dell'enigma.
La cosa non ci importa più di tanto; quello che ci importa è che è facilissima! L'operazione più complicata sarà sbucciare le mele, la pasta possono farla anche i bambini.  Servono 8-8 mele a fettine1 cucchiaio di zucchero misto con 1 cucchiaino di cannella1 cucchiaino di buccia di limone ed uno di succouna bustina di zucchero vanigliato150 g. di burro fuso80 g. di zucchero1/4…

Tarte-mousse al cioccolato e mandorla

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Questa crostata è molto buona, soddisfa anche con piccole porzioni (detto da me sembra strano, ma in effetti devo ammetterlo) ed è anche piuttosto semplice da realizzare, a parte un passaggio che può farvi arrabbiare... se non mi fossi già arrabbiata io prima di voi, così da potervi segnalare dove sta il pericolo. 
La base è la pasta frolla di Pierre Hermé, con la ricetta tratta dal Larousse des desserts. Non la userete tutta, perché si tratta di un dolce da 20 cm; ve ne resterà per dei biscotti. Farina 00, 210 g.Zucchero a velo, 70 g.1 uovo interoBurro a t.a., 125 g.Mandorle macinate a farina, 25 g.Un buon pizzico di salePolpa di mezza bacca di vaniglia Setacciare (separatamente) farina e zucchero. Rompere l'uovo in una ciotola e sbatterlo leggermente. Aprire la bacca di vaniglia e grattarne la polpa sopra allo zucchero. Mettere in un recipiente il burro a pezzetti, lavorarlo un po' per ammorbidirlo e poi aggiungere lo zucchero a velo con la vaniglia, la farina di mandorle, l…

Apfelstrudel sudtirolese

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Questa ricetta avrei dovuto postarla almeno sei mesi fa, per non dire di più, e invece le cose si sono rallentate talmente tanto che ce la ritroviamo ancora tra i piedi... Trattasi dello strudel di mele classico che più non si può, tranne che per una caratteristica fondamentale: quello sudtirolese prevede la pasta frolla, a differenza della versione viennese con la pasta speciale da tirare sottile sottile.  I nostalgici di epoche austroungariche troveranno lo strudel viennese qui. Questa invece è la ricetta per lo strudel tirolese. Lo preparo secondo la ricetta di Gasteiger e colleghi, tratta dal libro So backt Südtirol, e la tentazione di provarne un'altra non mi ha mai sfiorata perché la trovo perfetta così.
Le dosi sono per uno strudel da 8 pezzi corrispondente alla metà della dose originale, che per le necessità di casa mia è troppo grande (ce lo faremmo fuori tutto in due).

Pasta frolla per strudel:
60 g. di burro a temperatura ambiente;50 g. di zucchero a velo;un po' di b…

"Biscotti di famiglia" romagnoli

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Questi devo averli copiati dalla stessa fonte dei precedenti; la ricetta si trova sullo stesso foglietto. Nel frattempo li avrò fatti e rifatti un sacco di volte perché sono buonissimi! Assomigliano molto a dei biscotti che trovo descritti sull'Artusi di mia madre, forse più o meno sono la stessa cosa. In ogni caso: se non li conoscete, provateli! La pietra d'inciampo: azzeccare lo spessore giusto per garantire la cottura perfetta. Sono biscottinispessi, ma devono pure cuocersi all'interno. Farina 00, 250 gZucchero a velo, 50 gBurro, 70 gAmmoniaca, 4 gZucchero vanigliato, 10 gLatte, 100-110 ml (diceva "mezzo bicchiere", se il bicchiere è da 250 però la cosa non funziona: occhio!)Un pizzico di sale Lavorare in ciotola. Mescolare la farina con lo zucchero a velo, quello vanigliato e il sale, ed intriderla con il burro: è un piccolo quantitativo, ma lo stesso contribuirà alla friabilità della frolla.  Fare una fontana e versare il latte in cui si sarà sciolta l'…

Biscottini di Novara, alias Pavesini (però buoni)

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Lungi da me voler essere superficiale, lo sappiamo che non è la stessa cosa, che il biscotto di Novara ha una sua tradizione, un produttore storico che si chiama Camporelli eccetera eccetera, però a me pare proprio lui, il Pavesino: e non è mica un'offesa, perché, dei Pavesini, i biscotti di Novara devono essere i nobili antenati. Buoni, e leggeri per quanto possano esserlo dei biscotti, perché si preparano con uova, zucchero, farina e basta come diceva la pubblicità. A me i Pavesini non sono mai piaciuti, anzi mi sono sempre sembrati qualcosa a metà tra il cibo da ospedale, il polistirolo espanso e il biscotto per il canarino, ma quelli fatti in casa sono più buoni, quindi non solo li faccio volentieri ma ve li raccomando pure. L'unica è che non mi ricordo più dove trovai, ai tempi, la ricetta, copiata su un foglietto insieme ad altre cose (il che, analizzato scientificamente, rivela che doveva trattarsi di un libro consultato a casa di qualcuno).
La dose è per tre uova, ma …