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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2011

Rugelach

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I Rugelach sono dolcetti tipici della tradizione ebraic0-americana e sono fatti con quella che anche in Italia è nota come "la sfoglia finta", cioè con un impasto a base di cream cheese di semplice e rapida lavorazione, ma che si scioglie in bocca... Volete un testimone? e io ce l'ho: Philip Roth, uno dei miei autori preferiti, specie quando ho nostalgia degli USA. Il suo romanzo Pastorale Americana inizia con una riunione di ex allievi di un liceo del New Jersey, diplomati nel 1950: alla fine ciascuno si porta a casa un ricordo della serata, una tazza da caffé (di quelle grandi per il caffé americano che gli italiani snobbano - tutti tranne me) pieno di rugelach, "each a snail of sugar-dusted pastry dough, the cinnamon-lined chambers microscopically studded with midget raisins and chopped walnuts". Sul protagonista, Nathan Zuckerman, i dolcetti avranno lo stesso effetto che il sapore della madeleine su Proust... La ricetta che uso io è quella della Williams-Sono…

La pizza Ferrari

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Non so se vada di moda anche in Italia, ma qui la gente impazzisce per il film Eat Pray Love con Julia Roberts, e il libro di Elizabeth Gilbert da cui è tratta la sceneggiatura va a ruba. L'ho comprato anch'io. Il quadro che ne risulta dell'Italia - saremmo un Paese di gente simpaticissima, rilassatissima, che parla una lingua musicale anche per mandare a quel paese, sa mangiare bene, è pochissimo puntuale e di conseguenza non si fa problemi se le cose non funzionano - mi fa storcere patriotticamente il muso. Ma l'autrice è tanto simpatica e mi sono rallegrata con lei per le sue conquiste spirituali nell'ashram indiano... anche se, boh, proporle come la panacea per i mali del mondo mi pare un tantino - no, decisamente troppo - ingenuo, perfettamente in linea con certi luoghi comuni sull'americanità. Ma nel frattempo ho trovato anch'io il mio guru, e lo seguo con ugual fervore. Richard Bertinet. Il panettiere bretone, proprietario di un notissimo ristorante d…

Panini piuma

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La maledizione colpisce ancora. Ma che avrò fatto? Quale divinità egizia, cinese, azteca protettrice della cucina avrò mai offeso? Nella mia cucina ne capita sempre una, di questi tempi, e meno male che almeno stavolta non ci sono andati di mezzo i risultati in sé ma... le foto. Perché, di tutte quelle che avevo fatto ai panini piuma che molti forse conosceranno da Coquinaria o altri siti, non va a salvarsene solo una? Quella del primo panino, fatto a ciambellina perché non avevo ancora "fatto la mano" con la tecnica per formarli? Pazienza, rimedieremo. Intanto ecco qua la ricetta, tenete conto che ho usato mezza dose rispetto alla ricetta di Adriana Padros e che ho utilizzato, manco a dirlo, l'aiuto dell'amico Frankenstein in materia di lievitazione. Per otto panini-piuma (piuma davvero, morbidissimi e "briosciosi"), si parte con il miscelare nella ciotola dell'impastatrice 75 g. di acqua bollente, 60 g. di zucchero,25 g. di burro a pezzetti, che lasce…

Biscotti pirata con lo zucchero

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...perché, di solito si fanno senza? Alludevo allo zucchero in superficie... e mica potevo rivelarvi, così a bruciapelo, che si tratta dell'ennesimo caso di pirateria, con cui stavolta prendo di mira i Galletti del Mulino Bianco. Non mi ricordo più dove ho trovato la ricetta, ma non mi era piaciuta, riuscivano durissimi, e allora ho modificato io: adesso li riconosco, forma a parte (ma no, la "stampatrice" industriale non posso procurarmela, dove la metto? 220 g. di farina 00;30 g. di farina di riso;70 g. di zucchero a velo;60 g. di margarina;75 g. di latte;un pizzico di sale;1/2 bustina di lievito per dolci;una bustina di vanillina;zucchero semolato per spolverare (più grossi i grani, meglio è). Altro passo avanti nell'indipendenza dalle grandi marche... i fautori dell'autoproduzione saranno contenti! E poi, facile che più non si può: tutti gli ingredienti vanno impastati insieme, tranne lo zucchero semolato, in una pasta frolla da stendere in una sfoglia sottil…

Torta di Perugia

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Che poi sarebbe la torta con crema e pinoli, o torta della nonna, o del nipote, o come volete, solo che il mio primo incontro con essa è avvenuto a Perugia (o almeno, il mio primo incontro con un esemplare buono), dove la trovavo in tutti i bar: qualcuno me ne ha parlato come di una specialità tipica, non so se sia vero ma valeva la pena di provarla. A Perugia, tra l'altro, ne fanno una versione con le gocce di cioccolato che è fantastica, e riesce benissimo anche in casa, ma sarà per la prossima volta: questa ho voluto prepararla con le amarene. La ricetta base viene da un mostro sacro del web, e cioè Sigrid del Cavoletto... che sicuramente non avrà tempo di leggere un blog piccolino come il mio, ma, se per caso passasse di qua... duizend maal dank!
Crema: 2 tuorli d'uovo;35 g. di farina;575 ml. di latte;una bacca di vaniglia, o semini di vaniglia;75 g. di zucchero a velo;100 g. di farina di mandorle;250 g. di amarene in vaso, ben sgocciolate; non buttate il succo!2 cucchiaini d…

Apfelkuchen mit Möhren (Torta di mele con le carote)

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Una torta buonissima, dal ricettario tedesco di Meine Familie&Ich, che a guardarlo si direbbe una di quelle raccolte piuttosto ordinarie e in realtà sa benissimo il fatto suo! Se poi avete un bel robot da cucina in grado di grattugiare le carote in tempi normali (io ho da poco comprato un'impastatrice Kenwood che è la fine del mondo, ma non sono ancora arrivata a procurarmi quell'attrezzo lì...) sarete anche più rapidi di me nella preparazione. Dato che la torta prevede solo farina di mais, la consiglio vivamente a tutto il mondo celiaco. Per lo stampo da 26 cm.: 200 g. di carote;600 g. di mele asprigne;3 cucchiai di succo di limone;4 uova M;100 g. di burro;100 g. di zucchero;100 g. di farina di mais;125 g. di mandorle sbucciate e macinate;1/2 cucchiaino di lievito per dolci;50 g. di marmellata d'arancia o d'albicocca;zucchero a velo per spolverare (opzionale).Dunque, la parola al ricettario, io traduco: Pulire, sbucciare e grattugiare finemente le carote. Sbucciare l…

Latteruolo, quick&light

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Sfogliando, in Italia, lo storico ricettario dell'Artusi mi sono fermata sulle ricette del romagnolo latteruolo, o casadello, o comunque si voglia chiamarlo, il dolce povero che i mezzadri portavano in dono ai "padroni" per la festa del Corpus Domini. Eh, in Romagna se ne intendono, quando si tratta di stare a tavola, e il latteruolo non smentisce questo mito. Solo che nella versione ortodossa c'è qualcosa che non incontra i miei gusti ed è il quantitativo immane di rossi d'uovo, con il loro sentore inconfondibile e il loro apporto nutrizionale su cui è meglio non soffermarsi. Ho provato quindi a ripetere l'esperimento con alcuni correttivi adatti alla vita moderna... che rendono la ricetta più comoda come tempi (utilizziamo il latte condensato invece che quello da far restringere) e riducono la puzzaduovo a tutto favore del sapore di latte e vaniglia che invece è tra i miei preferiti. Ed è stata una bella idea, quindi ve la segnalo. Per un dolce piccolo (18-20…

Biscotto Pain-Croûte (taroccato)

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Credo di aver battuto tutti i miei record personali di assenza dal blog per cause di forza maggiore, alcune identificabili (leggi: lavoro) e altre più inquietanti e misteriose (leggi: esito fallimentare o poco più di molte delle ore passate in cucina tra metà gennaio e adesso, con conseguente arrabbiatura e dichiarazione di guerra tra me e la cucina stessa). I vari fattori erano probabilmente connessi, nel senso che nel pensare al lavoro lasciato in sospeso si combinano guai e la fretta e il pasticciere sono nemici giurati... Ci sono delle valide ragioni per risparmiare al lettore molte ricette appena provate: una galleria di tipo fantozziano in cui spiccano i buonissimi biscotti con olio d'oliva suggeriti da non so più quale sito, che sapevano d'insalata, mancava solo il pepe, e dire che l'olio in mio possesso non era "solo" E.V., era assolutamente casto, cresciuto all'educandato, sorvegliato a vista, arcisuperstrabiologico - eppure niente, una porcheria, li …