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Visualizzazione dei post da Novembre, 2009

Potsdamer Kartoffelkuchen

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C'era una volta un re... Come molte storie, anche questa comincia con un monarca, Federico II "il Grande" di Prussia, e con il suo Editto delle Patate. Quando si pensa alla Germania, va da sé che vi si associano le patate, un po' come l'Italia e i macaroni, ma non è mica stato sempre così! Anzi, il tubero non era considerato cibo particolarmente appetitoso, e Federico dovette faticare non poco per fare accettare ai suoi sudditi l'idea di coltivarlo. Era il periodo della Guerra dei Sette Anni, e si rischiava la carestia, col pericolo ulteriore di essere presi per fame dal nemico: per questo motivo, Federico emanò addirittura un editto per imporre "a forza" la coltivazione delle patate - che tra l'altro crescono benissimo nel terreno umido di Berlino - e si racconta che abbia diretto personalmente l'organizzazione dei primi campi di patate, messi poi sotto stretta sorveglianza da parte dei suoi soldati: e questo per controllare che venissero d…

Pane di segale

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Le mie colazioni stanno percorrendo a ritroso il cammino della civiltà. A dieci anni combattevo senza quartiere in difesa del diritto alla Merendina Industriale, fulgido simbolo del Progresso che ci avrebbe trasformati tutti nella famiglia-tipo della pubblicità, contro chi in casa ricordava a noi smidollati "Ai miei tempi, pane e latte!". Questo accadeva negli scintillanti anni Ottanta. Oltretutto, in Sicilia, il pane aveva non so che significato "etico": a tavola, appena provavi a prendere un boccone c'era sempre un nonno che interveniva: "Col pane!!!". C'era anche la variante "Senza pane, lo mangi?", detto con l'aria di chi si stupisce di una stramberia. Retaggi di tempi antichi, in cui probabilmente c'era il pericolo che il companatico non bastasse per tutti!
Quanto all'uniformarci tutti quanti alla famiglia-tipo di cui sopra, si è visto poi come è andata a finire: e io, passando per la pappa d'avena e i biscotti fatti…

Orangenschnitten

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Non vorrei essere insistente... ma questa qui, vipregovipregoprovatela!!!
Per me è stata una sorpresa fenomenale. Giovedì scorso, in attesa di ospiti a cena, ero alla ricerca di un dessert che non mi portasse via l'intera giornata (che poi se n'è andata lo stesso per preparare le altre cose), e ho tirato fuori questa ricetta tedesca, rubata. Dico rubata perché l'avevo vista in un libro che non ricordo più, in libreria, ma non mi interessava comprarlo; i dolci all'arancia però li adoro, e così l'ho imparata a memoria e appena fuori l'ho trascritta su un foglietto. Risultato... avete presente quel detto, vedi Napoli e poi muori? Ecco: queste fette all'arancia sono come la città campana: non si può vivere un'intera vita senza averle provate. Da urlo.
Oltretutto, cari fan del cocco, c'è una chicca per voi: la base è pasta frolla al cocco. Io, che il cocco non ce l'avevo e non volevo scendere a comprarlo, l'ho sostituito con farina di mandorle senz…

Gaufres de Bruxelles-Brusselse wafels

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Eccov un'altra varietà locale di cialde, anche se siamo ben lontani dall'esaurire la rassegna. Vi sembrano uguali alle altre? Eh no... fossi belga, mi offenderei! Le gaufres de Bruxelles si distinguono perché sono leggere e croccanti, il che si deve soprattutto all'albume d'uovo montato. Si trovano in giro varie ricette, di cui alcune prevedono l'uso del lievito di birra e altre no. Ormai è qualche anno che ne provo, e ho capito che personalmente preferisco questa, con il lievito, perché risolve un problema: quello di mantenere la consistenza il più a lungo possibile.
La pasta è semi-liquida, diversamente che per tutti gli altri tipi di gaufres che abbiamo visto finora. Ecco la dose per circa sei-otto persone:
500 g. di farina 00 (#405);160 g. di burro fuso, freddo;25 g. di lievito fresco;mezzo litro di latte tiepido;300 ml. di acqua tiepida;75 g. di zucchero;4 uova, separate;5 g. di sale;1 bustina di zucchero vanigliato.
Per prima cosa impastiamo il lievito con un po…

Biscotti turchi al sesamo

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Molti di voi avranno sentito parlare di Kreuzberg, il quartiere di Berlino che trent'anni fa era uno dei peggio messi, e adesso si è almeno in parte trasformato in quartiere multietnico e apprezzatissimo da studenti e giovani famiglie, oltre che centro di cultura punk-rock e alternativa. Uno degli aspetti più noti di Kreuzberg è la forte presenza della componente turca. I turchi, tra i loro meriti, hanno quelli di essere abilissimi nella produzione di dolci, come si può capire dal gran numero di panifici-pasticcerie turche sparse per Berlino, aperti spesso fino a tarda serata.
Un paio di settimane fa, appunto di sera, mentre andavamo a prendere la metropolitana per tornare a casa, mio marito ed io ci siamo fermati in uno di questi negozi nelle vicinanze di Görlitzer Bahnhof, attratti dall'idea di concludere la serata con un pezzetto di baklava. Proposito che abbiamo messo subito in pratica. E poiché in questi posti si trova anche una gran quantità di biscotti di vario genere, h…

Schlesische Mohnkränzchen (Coroncine al papavero della Slesia)

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Se guardate bene c'è un'etichetta che dice "dolci rapidi"; ma per questi biscottini, tipici della regione della Slesia, ce ne vorrebbe una speciale: "record". Record per la rapidità, per la semplicità e per il numero di oggetti sporcati. Lo so che è una contraddizione in termini - uno che ha l'hobby dell'impastare non dovrebbe farsi grossi problemi a ripulire - ma io, come Vittorio Alfieri, di contraddizioni sono un intero groviglio, e quando riesco a non ridurre la cucina un campo da battaglia, ne sono felicissima...
Quindi: volete fare in fretta, ripulire in fretta, fare felici i destinatari con una ventina di deliziosi biscottini? Mettetevi davanti a
80 g. di burro non freddissimo;50 g. di semini di papavero;50 g. di zucchero semolato fine;125 g. di farina 00 (#405);1 uovo;vaniglia;una presa di sale.Lavorate il burro a crema con lo zucchero, il sale e la vaniglia, e poi aggiungete l'uovo, la farina ed i semini di papavero. Fate scendere il comp…

Lebkuchen normali

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Panoramica sui pasticcini!

Lebkuchen all'albicocca

Lebkuchenherzen
Scoiattolo
Gli Elisen li abbiamo visti, e adesso ecco qua i Lebkuchen nella loro forma più comune, anche se non necessariamente più semplice. Io mi sono sbizzarrita in tutte le varianti che ho visto nei negozi, e ho preparato non soltanto i Lebkuchen semplici, con la glassa, che sono quelli che vedete a forma di fiore con la granella di nocciole o a forma di scoiattolo, ma anche i Lebkuchen ripieni e i Lebkuchenherzen a forma di cuore. Per i primi basta stendere la pasta leggermente più sottile, ritagliarla con le formine, mettere al centro di metà dei biscotti un cucchiaino di marmellata di albicocche e sovrapporne un altro: la pasta si attacca benissimo e non si apre in cottura. Per gli Herzen invece la pasta va stesa un po' più spessa, un centimetro circa, e la cottura di conseguenza si allungherà di qualche minuto: appena pronti, si glassano con cioccolato fuso, di qualsiasi tipo, oppure si decorano con pasta d…

Elisen-Lebkuchen

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Adventszeit!!!
Tempo di biscottame di tutti i tipi, da mettere da parte e consumare durante le feste, o portare in Italia, come nel caso mio. - E cominci adesso? - direte voi. E sì che comincio, perché molti dolci tedeschi invernali sono fatti apposta per essere conservati, anzi, non si mangiano subito; il che svela anche la risposta a un'altra possibile domanda, cioè come mai fino a due settimane fa non volessi nemmeno tenere la farina in dispensa, e adesso mi sia scatenata a fare pasticcini. Semplice: non li mangio. E poi, non ho più molto tempo da dedicare ai dolci, da un po'.
La parte del leone la fanno i cosiddetti Lebkuchen. Mi pare di capire che ci sia una grande famiglia di dolci speziati, in tutto il mondo, che si preparano proprio in questo periodo. In Scandinavia ci sono i pepparkakor e se di recente vi è capitato di scendere a far spese in quel girone infernale che è l'Ikea, di sicuro li avrete visti. Gli anglosassoni hanno il gingerbread. Noi il pan pepato, anch…

Il pane di Lutero

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Chiamiamolo in qualsiasi modo, vi prego, ma non Halloween. La tre-giorni 31 ottobre-2 novembre, dico. A dirla tutta, io proprio non lo sopporto, Halloween. Niente contro l'America e gli americani, anzi, tutto il contrario: grande simpatia, specie dopo che si sono scelti Obama per presidente; avrei perfino grande piacere a tornare a vivere "a casa loro", se capitasse l'opportunità e non cadesse in posti sperduti in mezzo al deserto o sulle montagne. Il problema è che non capisco perché dobbiamo associarci a una festa che non ci appartiene, arrampicandoci sugli specchi per mostrare che no, in realtà risale alla vecchia Europa, usanze celtiche, nordiche, né più né meno che l'albero di Natale e quindi tutti a travestirci da streghe, maestre elementari che intagliano zucche, ragazzini di Castellaneta e di Cefalù che vanno a fare il trick-or-treat di casa in casa perché è di moda; e perché non ci associamo pure all'indiano Diwali o a festeggiare la fioritura dei c…