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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2010

Taralli giulianesi

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Come prodotto tipico siciliano i tarallive li ho già presentati un'altra volta. Oggi però ci dedichiamo al perfezionamento! Ovviamente non rinnego la ricetta di Alba Allotta, tratta dalla raccolta La cucina siciliana, altrimenti non la trovereste sul blog: ma sono riuscita a scovare quella giusta per ottenere i taralli esattamente come quelli che, da bambina, assaggiavo in occasione di qualche passaggio più o meno rapito al paesello avito di Giuliana, in provincia di Palermo. Esattamente quelli che si preparavano per i matrimoni, da offrire al parentado in visita per portare i doni di nozze (Ora si chiama bridal shower, ma nel profondo Sud lo conoscevano da sempre!).
Questa è una ricetta che più autentica non si può e la dobbiamo a Giuseppina, mia parente, che ringrazio per avermela dettata molto volentieri al telefono: serve a preparare pasticcini estremamente morbidi e dal piacevolissimo contrasto tra la sofficilità dell'impasto e la consistenza della glassa di zucchero, ch…

Spekulatius

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Ecco è fuggito
Il dì festivo,
e io come sempre da una trentina d'anni a questa parte - considerando che ne ho trentasei, è un arco temporale consistente - mi sto annoiando: e allora che si fa? Sport; e dopo lo sport, trascrizione delle ricette natalizie degli ultimi giorni! Veramente quest'anno, per ragioni di tempo ed energie, non ho preparato poi granché, ma poco prima di partire per l'Italia mi sono detta: ma davvero devo andare così, pancia e presenza? E allora ho pensato di presentarmi con questi che sono tra i prodotti più facili, ma anche più buoni, della biscotteria natalizia germanica. Gli Spekulatius sono diffusi in tutto il Nord Europa, specialmente nelle Fiandre e nei Paesi Bassi, dove si chiamano Spekuloos o Spekulaas, e questi Paesi si contendono con Renania e Westfalia il primato della loro origine. Il nome un po' strano deriva da speculator, che nel Medioevo indicava il vescovo in quanto "supervisore", o forse da speculum, specchio, per via dell…

Torta del Brandeburgo

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Manco a dirlo, la torta del Brandeburgo si fa con il prodotto principe della regione: e siccome il prodotto principe sono le mele, ecco che la foto di per sé non dice niente: "ah sì, una torta di mele". Lo so che ce ne sono centomila. Questa però ha di positivo che è self-creaming, cosa che si capirebbe se mi fossi ricordata di fotografarla una volta tagliata: solo che o l'ho dimenticato, o non si capisce dov'è finita la foto. Si tratta comunque del frutto di un'accurata operazione di spionaggio industriale. C'era un panificio, Thürmann, che aveva tra i suoi atout il Brandenburger Apfelkuchen. Una volta l'ho provato... perché non mi andavano le altre cose, così, senza troppa convinzione, e invece poi ho trovato appunto lo strano effetto-crema e mi sono stupita al sentire dalla commessa che la crema... non c'era: solo Rührteig e mele. E va bene - mi sono detta - per questa volta mi fermo qui. La successiva ho insistito con le domande e finalmente ho es…

Anicini

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L'anice: una di quelle cose che mi hanno sempre fatto un'antipatia, ma un'antipatia... e poi, sorpresa delle sorprese, un giorno mi ritrovo a pensare agli anicini con un certo je ne sais quoi, e a saltare a cavallo della prima occasione - ospiti a cena, tempo niente più che per cose molto semplici - per prepararli. Gli anicini di questo tipo, biscotti fatti praticamente di pan di Spagna, me li ricordo dalla Sicilia, e ho scoperto molto tardi che in realtà sarebbero tipici sardi, e in particolare di un paese che si chiama Ittiri. Qui, spesso, vengono lasciati morbidi e non biscottati. Io volevo quelli della Sicilia, che mi ricordo così: e mi ricordo anche di aver sempre pensato: e che cavolo questo anice, perché deve andarci per forza? E invece adesso l'ho riscoperto! Avete poco tempo e molta voglia di stupire? Gli anicini fanno per voi. Anicini e una tazza di crema o zabaione, e l'effetto sarà assicurato. La mia ricetta vi darà dei biscotti dall'aroma delicato:…