martedì 29 novembre 2016

Biscotti morbidi alle castagne



Biscotti teneri con il sapore dell'autunno, adatti a essere "pucciati" nel caffellatte, ma che sarebbe un vero peccato utilizzare solo per quello! Se riuscite a trovare i marroni precotti risparmierete del tempo, altrimenti un po' di pazienza per la lessatura.
Con questa ricetta otterrete 15-16 pastarelle.
  • Marroni cotti, 100 g.
  • Farina 00, 170 g.
  • Burro a temperatura ambiente, 100 g.
  • Lievito per dolci, 1 cucchiaino colmo
  • Zucchero di canna, 35 g.
  • Zucchero semolato, 35 g.
  • Semi di vaniglia, 1/4 di cucchiaino
  • Zucchero vanigliato, 1 bustina
  • Miele fluido, 1 cucchiaio
  • 1 uovo L
  • Cioccolato al latte a pezzetti, 25 g.

Passare le castagne al setaccio o sfarinarle con le mani. 
Montare il burro con lo zucchero, la vaniglia e lo zucchero vanigliato. Aggiungere l'uovo, il miele, le castagne e amalgamare bene. Continuare con la farina mista al lievito e terminare con i pezzetti di cioccolato al latte.

Lasciare l'impasto in frigo per mezz'ora, poi formare delle palline e cuocere a 180º per 15 minuti fino a doratura. 
A chiusura ermetica, questi biscotti si conservano bene anche per quattro giorni o più; tuttavia se ne apprezza particolarmente la morbidezza gustandoli il giorno stesso o l'indomani.

Biscotti alla birra



In Germania ci vivo da quasi dieci anni e mi ci sento completamente a casa, tranne che per quanto riguarda tre aspetti, ma problematici, perché mica si tratta di roba così, marginale. Sono tre aspetti centrali. Come dire, metti un francese in Italia che ci si trovi perfettamente a suo agio, tranne il non poter sopportare, nell'ordine: la pizza, i musei e il Colosseo. Ecco, per me è così, perché ho fatto pace con tutto, pure con la grammatica tedesca (speriamo), ma non credo mai di riuscire a fare pace con...
... l'inverno, quello con la neve;
... il Bratwurst ovverosia la classica salsiccia, almeno se non è nella versione veg al tofu (che però non trova d'accordo, mi dicono, i veri cultori della materia);
... e (e questa è veramente una cosa seria): la birra.
Le ho provate tutte, chiara, scura, analcolica, aromatizzata, trovandoci sempre e solo niente di più che una bevanda semplicemente amara. 

Il che non mi impedisce di usarla per altre cose, per esempio per preparare certa pastella per friggere davvero squisita e leggerissima. Ma per friggere due porzioni di pesce certo non ce ne vuole una bottiglia, anche piccola, e che si fa col resto?
Na klar.
Si fanno i biscotti.
I biscotti che non ti aspetti, con l'ingrediente segreto che potete sfidare chiunque a indovinare. Non si sentirà, ma la friabilità che apporta è davvero notevolissima.
Non mi ricordo più dove ho beccato la ricetta, ma piacerà al lettore con poco tempo a disposizione sapere che il procedimento è rapidissimo, si procede a tazze e non si sporca quasi niente. Per inciso, la tazza in questione è una normale tazza da tè da 150 ml., che riempio fino a un centimetro dal bordo.

Con questa dose risultano circa trenta biscotti, ma anche di più se li fate piccolini.
  • Birra chiara, 1 tazza
  • Zucchero, 1 tazza
  • Olio dal sapore neutro (mais o riso), 1 tazza
  • Zucchero vanigliato, 1 bustina
  • Farina 00, da 350 a 370 g.
  • Lievito, 1/2 bustina (8 g.)
Mescolar bene gli ingredienti liquidi e lo zucchero, poi aggiungere a poco a poco la farina fino ad assorbimento. Con la marca che uso io, si arriva a 370 g.; la pasta deve essere morbida, ma non appiccicosa, altrimenti si rischiano biscotti duri.
Formare i biscotti - l'estetica è a piacere - , spolverare di zucchero e cuocerli a 180º fino a completa doratura (circa 15-20 minuti).

venerdì 18 novembre 2016

Crema dessert leggera stile Café Liégeois



Dovrei iniziare con "quand'ero giovane"?
A me, sinceramente, non va molto, anche se sono classe 1974 in un mondo che, almeno a giudicare da giornali e riviste, non ha occhi che per i millennials. Eppure conosco quarantenni che, non ho capito se per ragioni di forma, o per sentirsi dire che non è vero, o chissà per quale altra ragione, con questa storia dell'età fanno tutto un teatro. Allora inizio come garba a me, e cioè col dirvi che un bel po' di anni fa mi trovavo a vivere da studentessa in quel di Bruxelles, e una delle cose che mi piaceva di più era il café Liégeois. Questo caffè, che sarà anche di Liegi ma si trova un po' dappertutto, altro non sarebbe che un bel caffè lungo con due palle di gelato alla vaniglia e panna, tanta panna, la cui presenza massiccia, a quei tempi, mi preoccupava ancora meno che adesso (partita da persona normale, tornai infatti in versione Supersize me).

Dalle mie parti lo trovo lo stesso, volendo, e si chiama semplicemente Eiskaffee o caffè gelato, ma, misteri dell'umana esistenza... non m'interessa più. Ma ci ho ripensato all'atto della messa a punto di questa crema, proprio perché l'accoppiata di sapori e colori ricordava quei tempi. Si tratta di un dessert molto fresco e leggero, con textures contrastanti, adatto a concludere un pasto ricco; e piacerà ai più coscienziosi sapere che lo strato superiore consiste in una mousse di yogurt al delicato aroma di vaniglia.

Per 4 coppette:
  • Latte intero, 340 ml.
  • Panna per caffè (half and half, 10%), 160 ml. (in alternativa: 500 ml. di latte intero)
  • Caffè solubile, 15 g.
  • Zucchero, 75 g.
  • Tuorlo d'uovo, 1 (e non buttate via l'albume!)
  • Amido di mais, 30 g.
Inoltre:
  • Yogurt al 10% di grassi, non acido (del tipo greco serio, come lo chiamo io), 150 g.
  • Zucchero, 35 g.
  • L'albume di cui sopra, quello tenuto da parte
  • 1/2 foglio di gelatina ammollata e sciolta in un cucchiaio di liquore alla vaniglia 
Riscaldare il latte e la "mezza panna" con lo zucchero, tenendo da parte 100 ml. di liquido. Sciogliere  il caffè nel latte caldo. In quello rimasto stemperare l'amido, aggiungere il tuorlo e mescolare bene. Versare il latte caldo in questa miscela (non viceversa!), rimettere sul fornello e lasciare addensare. Riempire quattro coppette e lasciare raffreddare.

Non appena la crema sarà fredda, passare alla fase successiva, preparando una mousse allo yogurt :  mescolare zucchero e vaniglia, montare gli albumi e quando sono già a neve aggiungere lo zucchero a pioggia senza smettere di montare. Diluire la gelatina sciolta con un piccolo quantitativo di yogurt (anche in questo caso: mai viceversa!), e solo in una fase successiva aggiungerla al resto dello yogurt, che alla fine andrà incorporato alla meringa con l'aiuto di una spatola. Distribuire la mousse a cucchiaiate sulla crema di caffè e conservare al fresco fino al momento di servire. Accompagnare possibilmente con biscottini, per esempio anicini (la ricetta ve la do qui).









Mousse di cocco e vaniglia con frutta esotica (e ingrediente segreto)

Aridaje coi budini, sì? e quindi è meglio se questo lo facciamo precedere da quattro informazioni in più, anche se magari siete capit...