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Visualizzazione dei post da Settembre, 2009

Angel Food Cake

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Avete albumi di cui non sapete che farvene? Ho io la soluzione. O meglio, ce l'hanno gli americani, visto che dagli Stati Uniti arriva questa torta leggera, leggerissima, candida (dal vivo molto più che nella foto), che si accompagna con frutta, di solito fragole. E quando è stagione di fragole, nei supermercati, visto che da quelle parti in fatto di marketing le conoscono tutte, accanto alla frutta si trovano gli stampi e i ricettari per preparare il pane degli Angeli. Così, casomai uno non ci avesse pensato...
Adesso vi confesso una cosa che potrebbe rovinarmi per sempre l'immagine! La prima volta che ho preparato l'Angel Food ho usato... ssssst... il ...ato.
Eh?!?
il pr....ato.
Come?!?
Ma sì: coraggio, diciamolo. Tutto d'un fiato.
Il preparato della Betty Crocker. Di solito li evito come la peste, ma quella volta, nel lontano 2004, la curiosità di capire di cosa si trattasse era troppo forte!
Adesso no, però: e con questa ricetta, che viene da Essentials of Baking …

Eierkränzchen

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Ovverossia, coroncine all'uovo. Vengono dall'ex Germania Est, precisamente dal Mecklemburg-Vorpommern, e sono frollini ricchissimi in uova, tipo Tarallucci del Mulino Bianco: non offriteli al vicino di casa che soffre di colesterolo, anche fosse antipatico come il vicino di Paperino! Però, sono buoni. Anche questi non erano, ahimé, a uso personale... che tempi da cani. Erano da regalare. La ricetta viene da B. e H. Otzen, DDR-Backbuch (Komet, 2005).
La particolarità è che per farli si utilizzano anche uova sode. Nei ricettari della DDR si trovano effettivamente delle spiegazioni che oggi ci lasciano un po' interdetti, per esempio che si potevano utilizzare anche "uova conservate". Boh?!? Forse queste annotazioni si riferiscono a certe difficoltà nel reperire sempre ingredienti freschi, a seconda delle disponibilità del mercato. In questa ricetta però non è il caso, per fortuna, si tratta semplicemente di uova fresche e alcuni tuorli cotti.
Per una cinquantina di …

Suikerbrood/Craquelin

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Eh no... non è finita, la dieta, e nemmeno il periodo di lavoro pazzo... però, c'era un ospite a casa e la necessità di non imporgli di condividere la mia colazione arcispartana di 3 fette biscottate - leggasi tre - più un cucchiaino di miele da suddividere su tutte e tre: e quindi rieccomi con le mani nella farina. Un certo libro che ho appena finito di leggere in questi giorni, e che è ambientato a Bruxelles, mi ha risvegliato nostalgie per le brume di quel Paese, da cui è iniziato, una decina d'anni fa, il mio peregrinare in giro per il mondo. Ci sono affezionata: e quindi ho tirato fuori il craquelin, la merenda-mito dei bambini belgi anche dopo che sono cresciuti. Cadeva, tra l'altro, a fagiolo, per via della preparazione semplicissima, rapida e poco casinista in cucina!
Dunque il craquelin, che per essere politically correct dobbiamo chiamare anche col nome fiammingo di suikerbrood, è un pane-brioche bello ricco, che nasconde un segreto: nell'impasto sono incorpor…

Setteveli

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Un palermitano appassionato di pasticceria non può non includere nel suo ricettario la Setteveli, specie se la ricostruzione filologica gli è riuscita bene; e poi si tratta di megatorta che si prepara una volta ogni dieci anni, perché alla fine chi la prepara dice, esausto: "non lo farò mai più!".
Anche i non panormiti sanno che la Setteveli è un attentato a qualsiasi dieta (eh sì, sono tempi duri, affiora sempre...) la cui paternità la rivendica una pasticceria della mia città d'origine, che si chiama Cappello. In caso di turismo, andateci, cercando di non fissarvi troppo sulla splendida cornice della strada in cui si trova. Via Colonna Rotta, è il nome della strada, in pieno centro storico, e in effetti dove stia la colonna non so, ma la zona pare tutta a pezzi, direbbero a Napoli, sgarrupata, in sommo grado. Eppure la pasticceria è una delle migliori della città e il dolce vanta tantissimi tentativi d'imitazione da parte della concorrenza, in città è aperto il di…

Haselnusstaler

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Ben trovati a tutti!
Dove sono stata? A casa... In questo periodo la pasticceria è off-limits, per più di una ragione: da una parte impegni di lavoro, dall'altra, ahimé, dieta dimagrante. Mi sono portata a casa, a titolo di souvenir d'Italie, qualche chilo che preferisco non avere tra i piedi nel preparare dolciumi: siamo in due, anche a voler utilizzare gli stampini dei Puffi, me ne toccherebbero sempre quantitativi che non vanno d'accordo con alcun proposito salutista. Allora ne approfitto per inserire alcune ricette messe in archivio quando ancora giocavo col pensiero di aprire un blog senza avere - timidezza boia - il coraggio di farlo! Questi sono Haselnusstaler, biscotti alla nocciola, tirolesi, dal mitico So backt Südtirol del trio Gasteiger-Wieser-Bachmann (l'ho già citato altrove, ma per chi volesse comprare il libro e mi leggesse ora per la prima volta, l'editore è Athesia).
Per farne una trentina, procuratevi:
100 g. di burro;125 g. di zucchero;la punta di …