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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2011

Pasticcini Excelsior

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Sono di ritorno da Londra. Come sempre al rientro da viaggi, voglia di lavorare saltami addosso... e quindi eccomi a raccontare al mondo cosa avevo in valigia: pasticcini - sorpresa per il fratello anche lui expat,  destinati a festeggiarne l'ingresso nel magico mondo dei trentenni. Non che volessi risvegliare nostalgie, ma mi sono sembrati l'ideale: sono un classico da bar palermitano!  Il principio è quello della pasta frolla "montata", con una farcitura alle mandorle e la ricetta l'avevo beccata qualche anno fa su Cookaround; ne esiste anche una variante in cui l'impasto è aromatizzato con caffé, ma stavolta l'ho lasciata perdere, non è nemmeno la mia preferita. Con queste quantità, che sono la metà rispetto alle dosi dell'originale (il che spiega certi numeri "strani"), ottengo più di venti biscotti.  150 g. di farina 00 (#405);55 g. di zucchero a velo;20 g. di latte;112 g. di margarina;mezzo cucchiaino di semi di vaniglia.e questo vale pe…

Pflaumenmus- Composta di prugne

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Quest'anno ho aspettato al varco le prugne... le belle prugne scure del Brandeburgo, tra le poche note positive che compensavano - ai tempi, perché ormai l'estate sembra lontana anni luce, come il Medioevo o la Patagonia - un mese d'agosto ancora sorprendente per chi, come noi, alla parola "Ferragosto" pensava ancora al costume da bagno e non alla giacca a vento. Perché volevo preparare il Pflaumenmus. "Ma la marmellata di prugne la conoscono tutti!" Che vi racconto a fare?  No, questa è speciale: non nel senso che la faccio io e quindi merita chissà che attenzione, ma perché la composta di prugne tedesca non è una marmellata come tante. Intanto si prepara con pochissimo zucchero, il che non guasta, e poi il sapore delle prugne è arricchito da qualcosa in più. Credo che tra gli italiani la conoscano, molto probabilmente, i tirolesi perché il Powidl austriaco è quasi la stessa cosa. Questa è più che autentica perché, come tutte le ricette con cui preparo l…

Blondies al limone

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Questi blondies faranno la felicità di chi ama il sapore del limone nei dessert, come è successo a una mia simpatica collega quando se li è trovati davanti in occasione di una cena in compagnia. A differenza di altri blondies e brownies non sono appiccicosi, hanno una consistenza compatta ma nello stesso tempo delicata, sono dolci senza essere stucchevoli perché il sapore del cioccolato bianco e quello del limone si completano a vicenda. E poi sono facilissimi e veloci da preparare. Noterete che la pasta non si solleva quasi per niente in cottura, e che si scurisce poco: niente paura, è giusto così! La ricetta è di Isabelle, un mito in Canada con il suo sito Les gourmandises d'Isa. 95 g. di farina 00 (#405); 100 g. di zucchero; un pizzico di sale; 120 g. di burro; 90 g. di cioccolato bianco; 2 uova; 30 ml. di succo di limone; buccia grattugiata di un limone. Riscaldate il forno a 180° e predisporre uno stampo quadrato, imburrato e infarinato o con carta forno sul fondo. Mescolare farina, …

Torta soffice alle more selvatiche

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La vita dell'espatriato è bella, anche se non è sempre una passeggiata di salute: non fosse perché, di sicuro, consente esperienze che non si sarebbero mai fatte! Una di queste è andare, di mattina presto presto, a raccogliere le more selvatiche; quelle vere, grosse e sugose, che in Sicilia ci sognamo. Sì, chiaro che si trovano, ma il succo? Probabilmente i rovi hanno bisogno di acqua, pioggia, neve... queste sconosciute. Chiaro che nel Brandeburgo vengono fuori certe more spettacolari... e io, approfittando dell'allenamento sportivo, ad agosto uscivo col sacchetto nella tasca della tuta, e appena arrivavo in un certo posto che so io dove cresce un roveto, vai con la raccolta. Risultato: marmellata di more in quantità e una bella torta di more per il compleanno di mio marito. Da consigliare assolutamente, perché è soffice, leggera e profumatissima, però  devo precisare che la ricetta non è mia: purtroppo non mi ricordo più dove l'avevo trovata e mi scuso in partenza se qual…

Torta di mandorle e mele

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C'era una volta il Ricettario Mitico. Quale? Eh, appunto, non chiedetemelo; non lo so, non me lo ricordo più: se no che mito sarebbe. 
Era una raccolta di ricette di torte degli anni Settanta, di quelle ancora "genuine", senza quelle tabelline guastafeste con gli apporti nutrizionali di una porzione (e poi scopri che la porzione è il quantitativo selezionato da un cardellino inappetente): fa parte dei miei primissimi ricordi, diciamo che è uno dei libri su cui ho imparato a leggere, e il motivo per cui non è più identificabile l'autore è che  ne sopravvivono soltanto fogli sparsi, che si trovano in Italia, a casa dei miei. Se sia vera o no la leggenda secondo cui sarei stata io, a tre anni o giù di lì, a smembrare il prezioso tomo, non saprei. Lo dice mia madre, ma io non me lo ricordo! In ogni caso è sorte che tocca a molti classici della letteratura... Eppure, malgrado indagini con metodo scientifico, non sono riuscita nemmeno nell'era di Internet a risalire ad…

Cappuccino Chiffon Cake

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Dicesi chiffon cake una ciambella dall'impasto particolarmente leggero, simile a quelle che in Italia sono note come ciambelloni all'acqua: quello di Adelaide Melles lo conosciamo tutti, a ragione, come "il più soffice del mondo"... Il mio non diventerà così famoso, però quanto a sofficità non scherza nemmeno lui, perché si basa sullo stesso principio: le dosi sono leggermente diverse e le ricavo dal ricettario americano della Williams-Sonoma e da Professional Baking di Wayne Giesslen. I sapori? Quelli - caffé variegato al cacao - li ho scelti io, adattando la versione originale della Williams-Sonoma che è al limone e vi proporrò un'altra volta. Tanto, questo qui della foto - che era piccolino -appena fatto è già stato spolverato per intero dal coniuge! Con le dosi che seguono, potrete preparare uno chiffon cake in stampo da 25 cm. Per la versione mignon da 18 cm, dividete per tre! 280 g. di farina 00 (#405);375 g. di zucchero;1 cucchiaio di lievito per dolci;1 c…

Far breton (Richard Bertinet)

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Il far è un antico e molto noto dessert bretone che nella versione originale, essendo "cibo da poveri" sarebbe ilpiatto che gli antichi Romani chiamavano con lo stesso nome e che indicava un impasto di farro a focaccia: è fatto di sola crema, ma nella versione più nota comprende anche prugne o uvetta. Ne esistono tante versioni quante famiglie, e questa mia è quella del buon Bertinet, che poi dalla Bretagna francese si è spostato... in un'altra, visto che lavora adesso a Bath. Lo conoscete già per essere il mio maitre à penser in materia di pane, ma anche coi dolci non scherza... Stando a quello che racconta, la ricetta verrebbe nientemeno che dalla bisnonna Bertinet. E va bé, perché non crederci. Eccovi le dosi per 6-8 belle porzioni. 400 g. di prugne secche denocciolate - se avete a disposizione quelle francesi di Agen, sarà perfetto!50 g. di rhum;mezzo bicchiere di té caldo;130 g. di zucchero;220 g. di uova pesate con il guscio (corrisponde a circa 4 uova)110 g. di far…

Calzone turco (Gözleme)

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Brutto? Eh, no, non offendiamo il Gözleme prima d'averlo provato perché è tanto tanto buono. Si può trovarlo dappertutto a Berlino, specie nei mercati rionali, e la preparazione, mi risulta, è "cos''e femmene", come tutto ciò che ha a che fare con l'impastare pane e dolci... In giro per forum turchi alla ricerca di istruzioni ho scoperto che per preparare i gözleme sarebbero necessarie almeno tre vicine di casa per dividersi il lavoro bevendo té e chiacchierando, ma io faccio da sola, e non chiacchierando faccio più in fretta. Se possedete una bella piastra o un testo, dove cuocere questi calzoni, che non vanno in forno, all'opera: sono buoni e saziano senza appesantire, e hanno il vantaggio di non perdere nulla se si raffreddano. Otto grandi Gözleme verranno fuori con 300 g. di farina 0 (#550);200 g. di acqua;2 cucchiaini di sale.Impastare bene e poi versare la massa su una superficie infarinata e prelavare otto porzioni delle dimensioni di un mandarino. …

Tiramisù classico ma sempre vigliacco

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Madre natura d'un cuor di leone
non t'ha dotato, e per questo ora tu
solo a pensare al crudel mascarpone
sempre rifuggi dal tiramisù?
Così gli immortali versi d'un grande poeta; ma noi abbiamo la soluzione in mano. Provate, e non vi pentirete: oltretutto, oltre a gustarvi un dolce un tantinello più leggero (ma mica poi tanto, bisogna dire), vi risparmiate il problema dei tuorli crudi e del loro retrogusto infernale. Ecco la dose per 4 porzioni, raddoppiare se necessario. Ovviamente, i savoiardi! Calcolate a seconda delle loro dimensioni; dovrete ottenere due strati. La ricetta, anzi le ricette, eccole qua, a scelta  123, e 4);Caffé forte per intingerli, con 2 cucchiaini di zucchero;Cacao amaro per spolverare;400 g. circa di crema pasticcera; preparatela con questa ricetta, oppure con quest'altra, e tenete da parte i due albumi;500 g. di formaggio cremoso tipo Philadelphia o Philadelphia light (tutto va bene purché non contenga yoghurt, che in questo caso avrebbe un gust…

Genovesi alla crema

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Le genovesi che invece vengono dalla Sicilia, e cosa c'entrino con Genova vallo a capire... anzi, veramente la patria della genovese è la cittadina di Erice, in provincia di Trapani, anche se queste pastarelle di frolla ripiena alla vaniglia si trovano dappertutto anche a Palermo o altrove. Queste sono le genovesi doc secondo la ricetta della signora Maria Grammatico - titolare della pasticceria Maria, per l'appunto, di Erice e regina incontrastata del settore - che risale a sua volta alle monache del convento ericino di San Carlo. E io come faccio ad averla? Dal libro che la signora Grammatico ha pubblicato insieme a Mary Taylor Simeti, col titolo Mandorle amare. E, non si scherza: sono proprio loro. La bella storia della signora Grammatico, che somiglia tanto a quella di Candy Candy, non ve la racconto; è notissima e troverete tutto sul libro o dovunque su Internet. La ricetta invece eccola qua.  La pasta frolla è molto semplice da maneggiare e non vi si romperà tra le mani…