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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2009

Kartoffelkager

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Buon San Silvestro a tutti da una Palermo estiva che più estiva non si può! Stavo per pentirmi di non aver messo in valigia il costume, perché un bagno al mare di per sé non ci starebbe mica male. Se non che i venti e più gradi siciliani sono riusciti dove i tremendi "meno sedici" di Berlino hanno fallito, cioè nel farmi trascorrere il Natale a letto con la febbre a trentanove. Ho capito tra l'altro - non è che ci fossero molti dubbi già in partenza, ma diciamo che la convinzione si è rafforzata - che non parteciperò mai alle selezioni per il Grande Fratello, nemmeno sotto minaccia armata: divento matta dopo tre giorni senza uscire dalle mura di casa, figuriamoci a starci tre mesi o comunque finché non mi ammazza la mancanza di libri e giornali notoriamente vietatissimi nella casa. Per festeggiare la prima uscita in direzione casa di amici, ho pensato di tirare fuori una bella guantiera di pasticcini: danesi, questa volta, forse per contrasto col paesaggio, oltre che p…

Mandelstollen

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Un colpo al cerchio e uno alla botte: la ricetta per un dolce di Natale ve la fornisco bipartisan, e dopo il patriottico pandoro è arrivato il momento della Germania con lo Stollen. Si tratta del cugino del panettone, in quanto fatto di pasta lievitata arricchita con canditi e uvette, ma rispetto al parente milanese assai meno tendente all'effetto brioche:
La pasta non è di per sé particolarmente dolce, il che rappresenta un'altra differenza fondamentale, ma in compenso viene ricoperta da un consistente strato di zucchero a velo. Proprio a causa dello zucchero a velo qualche anno fa ho sentito di certe restrizioni imposte dal governo americano all'importazione degli Stollen dall'Europa: la polvere bianca poteva passare per qualcosa di meno innocente e più pericolosa dello zucchero... non saprei dirvi però se fosse la verità o la solita bufala giornalistica.
Come i Lebkuchen, lo Stollen nasce come pane penitenziale da consumarsi nel periodo prenatalizio. Penitenziale un …

Pandoro

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Panettone o pandoro? il dilemma che da sempre dilania la coscienza degli italiani in prossimità delle feste natalizie... Voi da che parte vi schierate? Io non lo so; mi piacciono abbastanza tutti e due, pur senza essere tra i miei dolci preferiti; e mentre in "gioventù" andavo pazza per le varianti commerciali con le creme millegusti e le coperture di cioccolato più o meno autentico, da trentenne ho scoperto di preferire le versioni base, originali.
Se si tratta però di scegliere cosa preparare con queste mani, mi schiero senza esitare per il pandoro, e questo per un motivo che vi confesso a mia marcia vergogna... il panettone ha bisogno, non si discute, del lievito madre, quello naturale. E io dopo qualche tentativo ho capito che l'umanità si divide in due gruppi -"quelli della pasta madre", e quelli che con la pasta madre proprio non hanno feeling - e ho scoperto di rientrare purtroppo nel secondo. Ci ho provato, è andata malissimo, è intervenuto pure il coni…

Baumkuchenspitzen

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Passiamo alle cose serie, per gente navigata.
Ecco la ricetta passo passo per preparare il Baumkuchen, chiamato anche il Re dei dolci, letteralmente la torta ad albero: che si chiama così perché è fatta a strati, sottilissimi in quanto si cuociono l'uno sull'altro, non si sovrappongono tagliando una pasta già cotta: anzi, quello tradizionale si produce utilizzando un bastone o uno spiedo girevole che man mano si immerge nella pasta e poi si avvicina alla fonte di calore, un po' come avviene per la carne del kebab. Per questo gli austriaci lo chiamano anche Prügelkrapfen, il dolce del bastone.
In Germania è un vero classico, specialmente in questo periodo, e nei mercatini natalizi non è raro assistere alla preparazione di Baumkuchen con il metodo tradizionale. Nel Quattrocento questo tipo di dolce faceva parte dei banchetti di nozze dei patrizi di Norimberga e Francoforte. Stranamente però la prima ricetta conservata si trova in un testo in italiano. Senza contare che la fa…

Amaretti

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Ma che ne faccio di tutti 'sti biscotti?
A parte che impastare è rilassante, mi servono da regalare. Con questi torniamo in Italia: sono gli amaretti croccanti, che si possono anche macinare in briciole fini e utilizzare come decorazione e sono un classico serviti col caffé. Per questo scopo potete anche prepararne di piccoli piccoli, come ne ho visti talvolta al bar. Sono facilissimi e vi lasciano anche tanta libertà perché hanno bisogno di un lungo tempo di riposo. La ricetta viene però da Vienna ed è quella suggerita dal pasticcere dell'hotel Sacher, Hans-Peter Fink, nella raccolta a cura dello staff dell'albergo (Süßes aus dem Sacher, Pichler, Wien 2007). Gli ingredienti sono:
300 g. di mandorle di cui una decina amare;qualche goccia di estratto di mandorle (se non usate quelle amare, abbondate)300 g. di zucchero a velo;3 albumi;25 g. di farina 00 (#405)*;zucchero a velo per spolverare. * in sostit…

Sandhäufchen

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Il nome significa mucchietti di sabbia ed è dovuto alla particolare consistenza di questo biscottino, che può considerarsi uno dei rappresentanti principali della categoria dei sablés. In casa mia i Sandhäufchen durano poco e il loro esaurimento è causa di maritali crisi d'astinenza nei primi due giorni. L'obiezione che la soluzione per farli durare di più sarebbe consumarne pochi alla volta non sembra essere convincente.
Nella foto vedete sullo sfondo un Adventskalendar- il calendario dei primi 24 giorni di dicembre munito di porticine o sportellini: aprendone una ogni giorno si trova una sorpresina. Nell'Italia del Nord (ma Nord davvero, genere Trentino) mi è capitato di vederne, dalle mie parti invece mai, almeno finora. In questo qui al posto delle porticine ci sono scatolette di latta e ciascuna contiene un tipo diverso di té o infuso di frutta. Oggi c'era il té nero alla mandorla!
Ma torniamo ai nostri biscottini, che sono semplicissimi e super-disciplinati, basta…

Apfeldukaten - Pasticcini ripieni alle mele

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Ecco qua un altro bel biscotto dall'aria innocente, ma di mostruosa pericolosità, se fa a tutti lo stesso effetto che fa a me: quello di prenderne uno dopo l'altro a mo' di patatine o pop-corn. Si tratta di una pasta frolla molto friabile con ripieno di mele, mandorle e uvetta, una squisitezza se avete la pazienza di mettervi a ritagliare tondini! Gli ingredienti per una ventina di dolcetti:
250 g. di farina 00 (#405);100 g. di burro;100 g. di zucchero a velo;2 tuorli;1 bustina di zucchero vanigliato.Questi ingredienti si impastano a partire dalla farina, da setacciare con lo zucchero e intridere prima col burro morbido a dadini e poi con i tuorli d'uovo; la frolla ottenuta dovrà riposare per mezz'ora, al fresco ma non esageratamente, se no non potremo più stenderla. Giusto il tempo di preparare il ripieno, per cui avremo bisogno di
2 mele della varietà che preferite;1 pizzico di cannella;2 cucchiai di rhum;30 g. di uvetta;50 g. di mandorle macinate non troppo fini;u…