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Visualizzazione dei post da Maggio, 2009

Limetten-Mohn-Kuchen (ciambella al lime e papavero)

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I semini di papavero vanno fortissimo qui in Germania! A me non sempre piacciono, ma in questa rivisitazione della ciambella marmorizzata, in cui si associano al sapore del limone verde, li trovo irresistibili. Eccovi la ricetta per uno stampo da 2 litri, che viene dal ricettario di Meine Familie und Ich (Das Backbuch, Knaur, 2003); lo stampo per il dolce della foto invece è piccolino, e richiede metà dose.
250 g. di burro ammorbidito;150 g. di zucchero;Una presa di sale;4 uova (categoria M);400 g. di farina;1 bustina di lievito per dolci;100 g di panna da montare;zeste grattugiato e succo di 2 limoncini verdi;150 g. di semini di papavero;3 cucchiai di liquore all'arancia;succo di 3 limoncini verdi o 2 limoni;150 g. di zucchero a velo.Preriscaldare il forno a 175º e predisporre lo stampo. Lavorare a schiuma il burro con lo zucchero, il sale e le uova, e poi incorporare alla crema, alternando, la farina setacciata col lievito e la panna. Dividere l'impasto in due parti e unire a…

Petits-beurre secchi

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Chissà perché uno dei miei scrittori italiani preferiti, che alcuni critici insistono - a torto marcio, secondo me - nell'inserire tra quelli di tendenza giovanilista liquidandoli con quattro parole, sembra avercela con i biscotti secchi... Sto parlando di Enrico Brizzi, che nella sua opera prima, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, li fa uscire irrimediabilmente sconfitti dal confronto con le nuove generazioni di biscotti commerciali mulinobianchisti. "Gli abbracci non esistevano, quando loro erano piccoli: c'erano solo i frolls, quelli al miele, quelli con la granella di zucchero e pochi altri tipi che già sembravano buonissimi in confronto agli orisaiwa secchi, che si scioglievano sempre nel tè caldo prima che si facesse in tempo a tirarli su..." Ma no, salviamolo il buon biscottino: io direi di non fare confronti con i frollini perché, semplicemente, si tratta di un altro genere, e chissà che non possa diventare una metafora - di qua il petit-beurre come sim…

Baklava

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Qui siamo proprio su un altro livello! Il dessert più famoso della Grecia (e anche della Turchia, notissimo a Berlino dove la comunità turca è la più grande d'Europa) è molto, ma molto diverso dalla pappa d'avena quanto a valori energetici, non fosse perché prevede un'accoppiata da quelle parti vincente: frutta secca e sciroppo al miele...
Ieri avevo in frigo della pasta phyllo avanzata, che andava utilizzata prima che si seccasse e fosse da buttare: e allora ne ho fatto baklava, che a compenso del contenuto di zuccheri è, almeno, dolce facile e che non sporca niente.
50 g. di burro;1/2 tazza di pistacchi non salati, macinati;1/2 tazza di mandorle macinate;1 tazza di noci macinate;2 cucchiai di fruttosio (o 3 di zucchero);1 cucchiaino di cannella;1/2 cucchiaino di chiodi di garofano macinato;225 g. di pasta phyllo o yüfka (la versione turca);2 cucchiai di miele;2 cucchiaini di succo di limone;1 bicchiere scarso di acqua;la punta di un cucchiaino di semini di vaniglia o un pe…

Merendine all'albicocca

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Prometto che per oggi mi fermo qui... È che da molto tempo non inserivo le ricette degli ultimi giorni, a causa di impegni vari, e sono tante, perché abbiamo avuto amici in visita dall'Italia!
Questo è un dolcetto che fa a meno di tutto ciò di cui si può fare a meno: senza burro (ma, non illudiamoci, con margarina), senza zuccheri aggiunti a parte una cucchiaiata di Mascobado nell'involucro esterno, che ho aggiunto io, perché nell'originale (tratto da Favorite Recipes: Vegetarian, Parragon, 2003) non c'era, al pari dei fiocchi d'avena. Ma è ottimo, e particolarmente adatto per merenda o per il pranzo dei bambini a scuola: in questo caso però genitori e maestri si rassegnino... la pasta è molto friabile e "briciolosissima"!
Impastiamo
270 g. di farina integrale;50 g. di noci, nocciole e mandorle miste, macinate fini;125 g. di margarina;un cucchiaio di zucchero Mascobado (opzionale);un cucchiaio di fiocchi d'avena (opzionali)
se necessario aggiungendo uno o…

Kaiserschmarrn

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Al mio recentissimo viaggio a Vienna avevo già accennato... Ne ho approfittato, oltre che per ragioni culturali, anche per togliermi certe curiosità in materia di pasticceria, e tra queste l'origine del Kaiserschmarrn. Come dite? ma è una frittata? e no che non è frittata, o meglio non è solo frittata, se preparato come si deve... è un dolce squisito, che vedo meglio a colazione oppure come pranzo, per gente frugale, o parte di un brunch piuttosto che come fine pasto, perché va servito appena pronto.
Per l'appunto, sulla storia del Kaiserschmarrn, che viene collegato a Francesco Giuseppe, si raccontano come al solito molti aneddoti e nessuno più sa qual è quello giusto, se pure uno di questi coglie nel segno. Secondo quello più noto il dolce si sarebbe chiamato in origine Kaiserinschmarrn, in omaggio all'Imperatrice Elisabetta, che poi sarebbe nient'altro che Sisi - Sissi, in Italia; un tipo - secondo la leggenda - che oggi si direbbe calorie-conscious, diciamo pure co…

Rote Grütze (composta di frutti rossi)

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Questa è una specialità che il nord della Germania condivide con la Scandinavia. Si trova anche al supermercato nelle vaschette come quelle dello yoghurt, ma fatto in casa è tutta un'altra musica e per questo - oltre che perché è facile e rapidissimo da preparare - non manco mai di proporlo a chi viene a trovarmi dall'Italia!
Per quattro porzioni abbondanti servono:
750 g. di frutti di bosco misti a seconda della stagione - fragole, lamponi, ribes rosso, ribes nero, mirtilli, more), o una confezione di frutti di bosco surgelati;un barattolo da 250-300 g. di ciliegie al naturale (non sciroppate!), o una manciata di ciliege fresche più 150 ml. di succo di uva rossa;2 cucchiai colmi di zucchero;1/2 cucchiaino di cannella in polvere;1/2 stecca di vaniglia;2 cucchiai rasi di Maizena, farina di riso o fecola di patate.Che i frutti misti vadano lavati e asciugati, ça va sans dire... poi li porremo in una pentola con le ciliegie insieme con metà del loro succo (o del succo di uva ross…

Franzbrötchen

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Il Franzbrötchen sta alla città di Amburgo come il panettone sta a Milano, ed è una pastarella di sfoglia lievitata farcita di zucchero e cannella, che deve avere, stando al nome, qualcosa a che fare con la Francia e i Francesi. Stabilire cosa in esattezza è un problema: qualcuno sostiene che il nome derivi dalla somiglianza del dolce con il croissant, introdotto forse dai soldati napoleonici all'inizio dell'Ottocento, durante l'occupazione di Amburgo, altri invece lo fanno risalire ad un ingegnoso fornaio che avrebbe, in preda all'estro creativo, "ripassato" in padella con burro, zucchero e cannella del pane francese del tipo baguette. La brioche è un vero e proprio simbolo e ha l'onore di un sito (www.franzbroetchen.de) ad essa espressamente dedicato. A pensarci bene potrebbe essere l'antenata europea degli amatissimi cinnamon rolls che spopolano oltreoceano.
La particolarità dei Franzbrötchen sta nella formaa rombo, con le punte a spirale da cu…

Sablés, versione tedesca

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La simpaticissima signora Karin L. mi ha fornito la ricetta di questi biscotti frollissimi... facili, rapidi e buonissimi con il té, e con il caffé, e con quello che volete voi, a patto di non andare troppo per il sottile a proposito dell'apporto energetico! No, niente schizzinoserie: sono fatti per il clima della Germania, dove, specie d'inverno, di sicuro li smaltite. E poi, si campa una volta sola!
La frolla si impasta con
200 g. di burro,80 g. di zucchero,250 g. di farina 00 (#405),1 bustina di zucchero vanigliato,e si pone al fresco per una mezzoretta; poi si spiana all'altezza di un centimetro e si ritagliano i biscotti, da cuocere a 170º finché non sono coloriti ai bordi ma non troppo scuri nella parte centrale.

Pita

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Chi è stato in Grecia sa di che parlo: i panini pita, provvisti di una "naturale" tasca che li rende atti ad essere riempiti nel modo più vario. Ogni tanto fanno la loro comparsa anche al supermercato, almeno qui in Germania, ma non sono la stessa cosa, quindi ecco qua una validissima, e rapida, alternativa! Per una decina di panini, impastate500 g. di farina 00 (#405) o 400 g. di farina integrale + 100 di farina 00;
300 g. di acqua tiepida (330 nel caso della farina integrale);
20 g. di lievito di birra;2 cucchiaini di sale;ottenuta una pasta ben omogenea e che "incorda", lasciatela lievitare per tre quarti d'ora circa, poi dividetela in 10-12 palline e lasciatele stare ancora per mezz'ora, coperte con il foglio di nylon. Nel frattempo preriscaldate il forno a 250º.
Per inciso, i panini della foto sono di farina integrale.
Poco prima della cottura spianate le palline col mattarello in dischetti di circa un centimetro di spessore, badando bene a non spingere …

Savoiardi I

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Mettiamo che una mattina, accingendovi a sorseggiare il vostro cappuccino, vi prenda il desiderio di "pucciarci" un biscotto dentro e vi accorgiate che la biscottiera è vuota.
Mettiamo anche che siate appena ritornati da un viaggio a Vienna, che si è rivelato, dal punto di vista della pasticceria, una sorta di vacanza-studio con osservazioni pratiche... dalla parte del consumatore, e che quindi - per via dei postumi da eccesso di nutrienti - sia altamente sconsigliata la lavorazione di roba, diciamo così, burrosa. Che resta da fare, per salvare cappuccino e linea? Una soluzione di compromesso: i savoiardi. E piccolini, così uno passa senza far danno... Con questa dose vi ritroverete con una bella scatola piena, potete contare su circa 40 biscotti. Peccato si chiamino savoiardi: mi ricordano la monarchia.
Ma siccome questo è un blog leichtherzig, scanzonato... lasciamo perdere e passiamo all'azione.
4 uova, separate (cat. M);70 g. di zucchero a velo1 bustina di zucchero…